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THE LODGER – 10 ANNI DOPO

Iniziamo con un’amara confessione: non conoscevo James Corden prima di guardare l’episodio. Non avevo nessuna idea della sua carriera televisiva prima che apparisse in Doctor Who e me ne dispiace.

Il TARDIS atterra a… no, non ricordo che città del Regno Unito fosse, so solo che Amy resta bloccata dentro. C’è una casa con dei problemi alieni al piano di sopra che è collegata al fattaccio, perciò il Dottore vuole investigare e prende in affitto la stanza libera. Nella casa vivono già due giovani, Craig e Sophie, che sono segretamente innamorati l’uno dell’altra. Il Dottore sconvolge la vita dei due, gioca a pallone – perché Matt Smith, ricordiamolo, prima di interpretare il nostro eroe era un calciatore! – e scopre il mistero. Sarà proprio il sentimento che lega i due coinquilini a sconfiggere il nemico e a salvare la giornata.

Non mi è rimasta l’impressione di una puntata dalla gran trama o profonda morale. Piuttosto, nella mia mente aleggia l’atmosfera di una sit-com in cui il Dottore è un grandioso comic relief che viene percepito come un “rivale” da Craig, senza ovviamente rendersene conto, beato com’è nel suo esperimento di “vivere da umano”.

QUARANTACINQUE MINUTI DOPO…

La sceneggiatura è irresistibile, mai esagerata, comunque fresca e divertente: “Dov’è la tua roba?” “Si materializzerà, se tutto andrà come previsto” è la mia botta e risposta preferita!

Il Dottore è estremamente spaventato, ha paura per la vita degli umani, ma soprattutto di perdere il TARDIS e Amy, ma non se ne fa sopraffare: utilizza anzi questa paura per trovare la soluzione al “problemino del soffitto” il più presto possibile ma con metodo. Non potendo usare il cacciavite sonico costruisce un macchinario con una tecnologia più semplice, interroga un gatto, si prende cura di Craig quando è avvelenato dalla muffa.

Ammetto (e sono fiera) di aver versato due lacrimucce anche questa volta durante la scena clou, cioè quando Craig si dichiara a Sophie ed entrambi diventano l’antitesi del pilota modello. Ma quello che mi ha colpita di più è stato vederli fare progetti insieme: non rinunciano ai sogni perché “ormai sono sistemati”, al contrario era prima che si frenavano per non dover rinunciare l’uno all’altra. Sophie non risponde a Craig “ormai non me ne importa più niente delle scimmie perché ho te” come in tutte quelle commedie romantiche che trasmettono in TV al pomeriggio, semplicemente temporeggia per approfondire la loro relazione. Per la Saki di qualche anno fa un simile modo di intendere l’amore romantico – fonte di libertà e non di costrizione – è sicuramente stata una scoperta molto importante. Ma ci è voluto questo rewatch, appunto, per riscoprire queste sensazioni.

Un suggerimento: cercate su YouTube la canzone “Kiss The Girl” dei Chameleon Circuit, che parla di questo episodio… è molto divertente!

  • Saki
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