Recensioni Series 13

Recensioni
8 Episodi su 8 100%
RECENSIONE SENZA SPOILER di Dalek Oba
Che dire? Questo primo episodio di Flux – unica storyline divisa in 6 parti – fa solo rimpiangere di non poter fare un binge watching per vedere tutto di fila. O meglio, si potrebbe fare, ma bisognerebbe aspettare altre 5 settimane!
Non è uno di quegli episodi che parte in quarta… questo parte direttamente in sesta, e continua a correre fino ai titoli di coda, per poi accelerare ulteriormente… ma ne parleremo tra 7 giorni, suppongo.
Torna la struttura “classica” Dottore + Companion (seppur attorniate da vari personaggi di contorno) che regala un certo respiro all’intreccio, finalmente libero dall’esigenza contrattuale di dover mettere sempre troppe persone in prima fila. Speriamo che il futuro status di Dan come companion non faccia danni alla chimica tra 13 e Yaz, mai così solida come in questo momento.
Assolutamente da non perdere sono anche i vari rimandi alle stagioni passate… saranno solo un gioco con lo spettatore o ci sarà di più?
La prima parte di Flux mette tantissima carne al fuoco, facendo partire mille storyline diverse che non si capisce ancora dove andranno a parare… anche se ovviamente siamo già partiti con le teorie.
Sono le due di notte e comincio ad avere sonno, per cui termino qui dicendo solo che è un episodio assolutamente stratosferico, e che non vedo l’ora arrivi il resto!
 
FLUX YEAH AND NOPE di Saki (con spoiler)
YEAH
La maggioranza dei commenti negativi che ho letto in giro in questi giorni si può riassumere in “troppa carne al fuoco”. Personalmente non l’ho trovata troppa, semmai tanta, e decisamente succulenta. Un evento di portata mastodontica, diverse fazioni in ballo, una donna misteriosa e timey-wimey, un nuovo companion. Ma soprattutto, il Dottore che investiga attivamente sulla Divisione e due creature del suo passato remoto che tornano con brutte intenzioni. Tutto ciò mi entusiasma, e se aggiungiamo che mi sento esteticamente attratta dall’attore che interpreta Vinder, questo pilot risulta automaticamente promosso.
Dimenticavo i Lupari. Karvanista è il mio nuovo migliore amico e ho bisogno di abbracciare il suo peluche!
NOPE
C’era una volta Rory, che è morto un po’ di volte e la sua innamorata Amy ad un certo punto l’ha ritrovato a Stonehenge sotto forma di Auton.
Ma poi è stata Amy ad essere rapita da Madame Kovarian, e Rory ha messo a ferro e fuoco la galassia per ritrovare lei e la loro bambina.
Poi c’era Danny, investito da un’auto, e la sua innamorata Clara ha ricattato il Dottore per recuperarlo nell’aldilà, ritrovandolo poi trasformato in un Cyberman.
Ah, e poi c’era anche Heather, scomparsa e mutata nel Pilota, e Bill l’ha ritrovata… okay, penso che il discorso sia chiaro.
Dan doveva per forza avere un interesse amoroso? Questo interesse amoroso doveva per forza essere rapito da un nemico del Dottore?
Proprio nope.
Un altro dettaglio che per ora non mi convince è il ruolo dei Sontaran. L’universo sta per essere distrutto, e voi, fiera razza guerriera, ne volete approfittare. Per me non sta in piedi. Me lo aspetto dai Dalek o da Rassilon, capite. Ho sempre inteso i Sontaran come gente con poco istinto di sopravvivenza individuale, ma a livello collettivo vogliono sopravvivere oltre che prevalere, eccome.
Naturalmente mi riservo di cambiare idea nella prossima puntata, o di non cambiarla affatto.
Bonus: Yeah and nope.
Una scena secondo me molto evocativa ma non perfettamente realizzata è quella in cui il Dottore rievoca il discorso dell’Undicesimo agli Atraxi di “The Eleventh Hour”. Si vede l’esitazione nelle sue parole, e non è chiaro se nelle intenzioni dell’autore sia semplicemente distratta e incuriosita dall’ologramma o stia ricordando che molto è cambiato dai tempi della sua prima avventura a Leadworth. La UNIT non esiste più – anche se nell’evento “Time Lord Victorious” si vede Kate combattiva come sempre! – e nella vita reale sappiamo che Doctor Who ha perso sia Nicholas Courtney che Elizabeth Sladen. Più nessuna gang di Bannerman Road, e persino Torchwood è ormai ridotta ai minimi termini. Nessuno stupore se Tredici sin dall’inizio ha cercato di nuovo di creare attorno a sé una famiglia: quella che prima aveva sulla Terra non c’è più, e ormai può contare solo sulle proprie forze… con l’aiuto di Yaz, naturalmente.
Ma appunto, tutto questo lo leggo io, per come vivo la serie, per la mia sensibilità particolare a certi dettagli e personaggi. Così com’è costruita e recitata la scena, il dubbio rimane.
Al prossimo episodio, quindi, dove i dubbi saranno svelati… o se ne aggiungeranno di nuovi? Vedremo!

RECENSIONE SENZA SPOILER di Dalek Oba

Togliamoci subito le cose ovvie: ci sono i Sontaran e c’è una guerra. Ma dai.
Il titolo tuttavia rappresenta solo un piccolo assaggio di questo gustoso episodio, così come le cattive intenzioni dei Sontaran nei confronti della Terra sono solo una parte dei problemi che il Dottore dovrà risolvere durante questa stagione.
A proposito, mi piace il redesing ispirato alla serie classica, li rende più minacciosi, mentre quelli del NuWho finora erano stati un po’ troppo… patatosi (pun intended).
L’episodio comincia a chiarire alcuni dei punti introdotti la scorsa settimana, e a collegare i fili tra loro. Presenta inoltre una trama piuttosto autoconclusiva che però ben si amalgama con quella orizzontale. I nuovi personaggi sono ulteriormente approfonditi, e io continuo ad avere un debole per Karvanista, davvero il migliore amico dell’uomo!
Dan si guadagna il posto da companion e una padella, Yaz sa camminare a testa alta anche da sola, e il Dottore ha modo di dimostrare che il suo nome – e titolo – è ben meritato.
Personalmente apprezzo che non si sappia tutto subito, che ci siano ancora moltissimi elementi da chiarire che saranno svelati a tempo debito, di certo le domande che restano a fine episodio non rendono difficoltosa la fruizione, ma anzi motivano ancora di più ad andare avanti con la storia!
Una piccola delusione: il Dottore non ha urlato “Sontarans perverting the course of human history” quando, insomma, sarebbe stato proprio il caso!
 

FLUX YEAH AND NOPE di Saki (con spoiler)
YEAH
Dunque, nel mio post sul primo episodio di stagione avevo espresso perplessità sul ruolo e le motivazioni dei Sontaran all’interno della trama, ricordate? Devo dire che ora non ne ho più. Coerentemente, le nostre patate corazzate hanno sfruttato un evento temporale con un attacco temporale. La realizzazione è andata oltre non solo alle mie (scarse) aspettative, ma anche alle mie speranze. Il livello di epicità è pari a certi finali di stagione come Doomsday o Journey’s End. Sia il prigioniero che Skaak sono ben caratterizzati ed è stato un piacere vederli interagire con il Dottore e Mary.

Uh, giusto, Mary! Non conoscevo questa figura storica e sono stata felice di colmare questa mia ignoranza. Che forza della natura… o meglio: dell’umanità!
Bellissimo anche l’approfondimento di Dan, che impariamo a conoscere meglio mentre combatte i Sontaran nel presente. Il suo senso dell’umorismo è proprio nelle mie corde, e spero si mantenga così perché “you’ll never wok alone” è una battuta con i controfiocchi e a più livelli di comprensione. Googlate “inno del Liverpool” e mi ringrazierete…

NOPE
La storyline con Swarm e Azure continua ad essere intrigante, sia per il richiamo mitologico che perché è un proseguimento diretto della scorsa stagione, e la visione della casa mi ha fatto strillare “Lungbarrow!” (se non sapete di cosa parlo, è il romanzo più geniale e folle del Whoniverse) con tanto di salto dalla sedia. Il fatto è… ecco… che il loro aspetto non mi fa impazzire, e ciò ha pregiudicato addirittura la mia comprensione della vicenda. Sì, insomma, ero troppo distratta dalle loro facce per stare attenta al 100% durante le loro scene e non mi aspetto che mi crediate, ma è così! Nemmeno nella scorsa puntata mi piacevano e speravo che quella sensazione passasse, invece no. Anche tralasciando l’aspetto fisico, forse mi ricordano troppo Zellin e Rakaya di “Can you hear me?”, ma meno trash e più kitsch.
Capisco comunque che sia un problema molto personale e molto poco oggettivo… a voi invece piacciono come villain? Cosa pensate della puntata, in generale?
Per oggi vi lascio canticchiando “Hit the road, Skaak!”, la vostra

RECENSIONE SENZA SPOILER di Dalek Oba
Dove eravamo rimasti? Ah, sì, in quella determinata situazione spinosa di cui però non posso parlare o faccio spoiler. Recensire diventa sempre più complesso!!!

Beh, succedono cose, UN SACCO DI COSE, ma alla fine questo surplus di avvenimenti regala un attimo di chiarezza pronto a farci superare con un balzo la metà della storia. Spunta un nuovo personaggio, il Dottore ha un nuovo cappotto, ma ci sono anche riferimenti sparsi a elementi passati, e dubbi dei precedenti episodi che ci vengono spiegati.
E’ solo una mia interpretazione, ma penso che 13 stia metabolizzando solo ora gli eventi legati al Timeless Child, e che questo la stia irrimediabilmente cambiando nel modo in cui interagisce con gli altri. Dopo una vita passata a cercare di integrarsi – specialmente con gli umani – ora si sente più diversa che mai, diversa da tutti, e cerca di utilizzare la propria eccezionalità per proteggere chi le sta intorno… dai pericoli esterni, ma forse anche da se stessa. Quello che però sta imparando a sue spese è che essere speciale non significa essere onnipotente, e la strada da percorrere per fare chiarezza su di sè pare ancora lunga e dall’epilogo incerto.
Questa stagione mi sta piacendo sempre di più.
 

FLUX YEAH AND NOPE di Saki (con spoiler)

YEAH
Sapevo che Vinder si sarebbe dimostrato un personaggio interessante dalla prima foto promozionale, ma ha persino superato le mie aspettative. Il suo animo incorruttibile mi trasmette forza e tenerezza, e il colpo di scena finale con Bel… non me l’aspettavo, davvero! Quel Tamagotchi mi ha mandata in brodo di giuggiole.

Anche l’identità del misterioso Passeggero mi ha colpita in positivo. Ogni volta che i Ravagers, nel passato, ne distruggevano uno, ho sentito un dolore allo stomaco.
Tra l’altro, la missione con cui il Dottore Fuggitivo (bentornata, Jo Martin!) dovrebbe farsi “perdonare” mi ha ricordato il modo in cui il Terzo Dottore ha riottenuto il pieno controllo del TARDIS in “The Three Doctors”, ma soprattutto la spedizione di River alla Byzantium.

NOPE
Se proprio devo trovare qualcosa per cui storcere il naso anche stavolta… il fatto che il ruolo del signor Williamson nella trama non sia ancora chiaro mi ha annoiata. Sono fiduciosa che si rivelerà un personaggio chiave, che il lavoro che sta facendo a Liverpool nel 19esimo secolo sia importante per la città e forse l’universo, ma per ora è proprio una macchietta e mi innervosisce un po’ non conoscerne il senso.

Bonus: YEAH AND NOPE
Con “Once, upon Time” torna quel tipo di episodio assolutamente timey-wimey, con diversi punti di vista, tempi e luoghi. Dirò la verità: ho preso appunti per ricordare poi tutto. Questa è una stagione che andrà vista più volte per godersela appieno, ma non la trovo per forza una cosa negativa. Dopotutto, anche la trama sul Silenzio aveva lasciato molti fan nella confusione più totale, eppure oggi ne parliamo come di uno dei periodi migliori della nuova serie. Attendiamo, insomma, e se ci sarà davvero qualche buco di trama terribile lo sapremo allora!

RECENSIONE SENZA SPOILER di Dalek Oba
Innanzitutto vorrei ringraziare la BBC per aver diffuso un trailer del prossimo episodio in cui NEL PRIMISSIMO FOTOGRAMMA viene rivelato come finisce questo. Ho aperto Instagram e SBAM! Nemmeno il tempo di scrollare oltre. Tipo i tizi che escono dal cinema urlando il finale alle persone che stanno per entrare.

Ma torniamo a noi. Gli Angeli mi terrorizzano. Ma avevo ancora più paura a vederli per la primissima volta nella loro rocciosa vita (circa 15 anni) in un episodio non scritto da Moffat. E invece è stato tutto perfetto. La mitologia degli Angeli è stata rispettata punto per punto, e sono stati aggiunti alcuni agghiaccianti chiarimenti.
Chibnall è stato aiutato nella scrittura da Maxine Alderton, sceneggiatrice di soap opera che evidentemente nel tempo libero si diletta con l’horror, dato che aveva già lavorato in The Haunting of Villa Diodati.
Il punto è che nel ridente paesino di Medderton scompaiono bambine e compaiono statue, il che con gli Angeli in mezzo non è mai un buon segno, ma… cosa c’entra tutto questo con the Flux, i nostri “amici” Azure e Swarm, the Division e compagnia cantante? Non vi preoccupate, l’episodio dura un’ora e c’è tutto il tempo di arrivarci. Ah, e c’è una scena post credit, quindi restate fino alla fine come si fa con la Marvel.
Un ultimo gustoso dettaglio, molto horror, è che l’episodio è ambientato proprio nella data della sua messa in onda, il 21 novembre, solo… non di quest’anno.

FLUX YEAH AND NOPE di Saki (con spoiler)

YEAH
Gli Angeli Piangenti, già amatissimi villain, assumono una dimensione mai vista prima! Se finora sono stati presentati come inquietanti e leggendarie creature fatte di puro istinto, qui diventano interlocutori in grado di prendere decisioni, di schierarsi, di essere manipolati e manipolare. Non così dissimili dagli altri nemici della serie, quindi.
E forse le domande che ci eravamo posti alla fine della quarta stagione sulla loro correlazione con Gallifrey hanno trovato risposta. Ricordate quando Rassilon, parlando dei due Signori del Tempo che avevano votato contro l’Ultima Sanzione, affermò “Resteranno a memoria della loro vergogna, come gli Angeli Piangenti degli Anziani”? Se il passato remoto del Dottore appartiene alla Gallifrey pre-avvento di Rassilon, il collegamento tra gli Angeli e la Divisione è più che mai interessante e coerente.
Inutile dire che i rispettivi viaggi affrontati da Bel e Vinder per ritrovarsi mi stanno appassionando: sono una Saki semplice! Al pari del Dottore e dei suoi companion, i personaggi secondari sono davvero ben inseriti nella storia, non semplici vittime o carnefici ma attivi oltre che ben costruiti.
Per esempio, il professor Jericho è proprio il tipo di personaggio a cui mi affeziono di fisso. Testimone degli orrori della Seconda Guerra Mondiale, nulla riesce più a sconvolgerlo; ma tutto continua ad appassionarlo! I personaggi di Flux non si arrendono. Non si arrendono a cercare una bambina scomparsa, come Yaz, a scoprire i misteri del sovrannaturale, come appunto Jericho, o a proteggere se stessi e gli altri da un destino che sembra inevitabile, come Bel e Karvanista – non meno decisi e combattivi del Dottore, sotto questo aspetto!
Forse è proprio per questo che Flux sta piacendo anche a chi prima non aveva apprezzato l’era del Tredicesimo: nonostante la sua trama tragga le sue radici da un evento distruttivo, trasmette continuamente energia e voglia di lottare.
 
NOPE
Vediamo cosa mi posso inventare…
Ah, sì, ancora nulla sul fronte Williamson.
E Karvanista non poteva fare un salutino, che c’è sempre bisogno di un amico morbidoso?
Insomma, come avrete capito questa settimana non ho proprio nulla di davvero negativo da dire!
Alla prossima!

RECENSIONE SENZA SPOILER di Brig
È uscita la quinta puntata di Flux, cosa ne pensiamo?
Recensione breve: wow.
Recensione lunga: WOW!

Va bene, elaboro un po’. È difficile parlare di questo episodio senza fare spoiler (e già questo potrebbe essere uno spoiler), perchè il ritmo è serrato e succedono molte cose che vanno a delineare il quadro generale. Le Grandi Risposte devono ancora arrivare, ma tante cose sono state spiegate.
Nei primi quattro episodi abbiamo avuto i personaggi che si muovevano come pedine su una scacchiera, saggiando l’avversario e preparando strategie. Ora invece abbiamo di colpo la visione della partita e capiamo quale sia la direzione del gioco di entrambi i contendenti. Scopriamo persino che ci sono molte pedine in più di quanto credevamo, di quelle importanti! Credo di aver sentito l’urlo collettivo di molti fan in diretta ieri, in un determinato momento.
Questa è la struttura migliore per catturare lo spettatore. Ma ricordiamoci che, proprio come negli scacchi, quando pensi di aver capito il gioco, ecco che una mossa cambia tutto! Quindi la settimana prossima aspettiamoci altre sorprese!
Ah, aggiungo una cosa che potrebe essere un piccolissimo spoiler, ma devo dirla. Quella con l’eremita è la scena più divertente di tutta la serie!
 

FLUX YEAH AND NOPE di Saki (con spoiler)

YEAH
Mettiamo le carte in tavola: già il promo di questo episodio mi aveva sconvolta, sapere che avrei rivisto la mia eroina Kate Stewart è stato così emozionante da tenermi sulle spine tutta la settimana. Figuriamoci il mio stato mentale quando ho visto il Grande Serpente infiltrarsi nella creazione della UNIT, poi quando c’è stato il cameo audio del Brigadiere, e infine l’impeccabile scontro verbale con Kate! Queste due stagioni senza di lei sono state frustranti per me, e sono stata ripagata di quella scintilla di fiducia che avevo ancora per Chibnall: dopotutto, è stato lui a portarla sullo schermo in “The Power of Three”, non poteva liquidarla a quel modo solo per fare una battuta sulla Brexit!
Le avventure dei companion nel 1904 mi hanno divertita molto, così come l’inevitabile scontro fra Bel e Karvanista. Finalmente abbiamo risposte sul progetto di Williamson, sui piani della Divisione (non ho versato lacrime per Tecteun, se ve lo stavate chiedendo!) e sugli intenti dei Ravagers: quasi tutte le tessere del puzzle hanno trovato posto, tutto è pronto per il gran finale…
 
NOPE
Alcuni di voi conoscono per sentito dire la “UNIT dating controversy”, ovverosia le discrepanze emerse durante la serie classica sul periodo in cui il Terzo Dottore lavorava per la UNIT durante il suo esilio… ma non solo, questi dubbi si ripercuotono sull’intera cronologia degli eventi che coinvolgono l’organizzazione. L’argomento è stato brevemente affrontato dalla stessa Kate nello speciale del Cinquantesimo, quando per telefono chiede a Malcolm Taylor dei documenti che risalgono all’epoca del padre: “Anni settanta o ottanta, dipende dal protocollo di datazione”. Ebbene, in “Survivors of the Flux” scopriamo che Kate in questi anni ha studiato il problema a fondo e ha scoperto, in Prentis, il colpevole di tali anomalie.
Questo però non significa che agli occhi di uno spettatore esperto il problema non esista più.
Alcune affermazioni dei personaggi nella serie classica, infatti, continuano a non entrarci. Ad esempio “The Web of Fear”, in cui il Brigadiere non fa ancora parte della UNIT ma ha già il grado di Colonnello, è ambientata almeno nel 1975.
L’unica spiegazione è che il Grande Serpente non si sia limitato a cambiare date e manipolare immagini, ma abbia realmente influenzato la memoria e la vita delle persone coinvolte. Questa possibilità, però, a mio parere avrebbe dovuto essere mostrata o almeno menzionata in modo esplicito.
Insomma, la questione è stata risolta solo a metà. La trovo una buona idea e una buona occasione… in parte sprecata. Ma nulla che mi abbia davvero rovinato la visione, intendiamoci!

RECENSIONE SENZA SPOILER di Dalek Oba
Sembra passato un istante da Halloween, eppure Flux è già finito. Come noi Whovians ben sappiamo, dopo quasi 60 anni, l’importante è il viaggio, non la destinazione, per cui, se è vero che questa conclusione per alcuni potrà sembrare anche scontata, la vera meraviglia sta nell’osservare come si arrivi a mettere la parola fine.

Il Dottore è attorniato da amici e alleati, tra new entry e solide conferme, che con il loro supporto riescono per una certa misura a calmare il suo essere in continuo movimento (mai evidente come in questo episodio!).
Il finale non sarà dolce per tutti, o comunque non come vorremmo, e pianta già le basi per uno speciale colmo di Dalek… che ormai ci hanno preso gusto a invaderci proprio a Capodanno.
Restano pochi minuti di riflessione per la nostra 13, perché ormai la sua canzone sta finendo, e comincia a rendersene conto anche lei.
 

FLUX YEAH AND NOPE di Saki (con spoiler)

YEAH
Devo dire che leggere le lamentele altrui mi butta giù di morale. Lo dico con una punta di ipocrisia perché io stessa ho delle critiche all’episodio che potrete trovare sotto, ma davvero, quando gli altri parlano di “schifo”, “disastro” e simili mi passa la voglia di scrivere a mia volta. Perciò inizierò proprio dalle critiche con cui non sono d’accordo!
Qualcuno è rimasto deluso dal fatto che il Grande Serpente non fosse in realtà nessuno di speciale, ma è quello che dovremmo tutti capire delle persone malvagie che detengono potere. Se gli togli quel potere, non hanno nessuna importanza, sono solo persone molto piccole e senza cuore. Piccole come quell’asteroide dove è stato abbandonato a se stesso. Ben fatto, Vinder e Kate!
Un’altra critica che ho letto è che “tutto questo hype per il passato remoto del Dottore, le sue origini, e poi sceglie volontariamente di non scoprirlo”. Io posso capire la delusione da spettatori, certo… Anch’io ero incuriosita dalla teoria che Bel e Vinder fossero i suoi genitori (il fatto che il dispositivo di Bel si chiamasse “Tigmi” mi aveva ricordato il soprannome del Dottore all’Accademia, Theta Sigma, non aggiungo altro) oppure che la casa delle visioni fosse effettivamente la casa d’infanzia del Dottore, Lungbarrow. In ogni caso ho accettato e compreso la decisione del Dottore. Tra l’altro l’orologio non è andato perso, è completamente al sicuro e quando il Dottore lo “vorrà veramente”, quei ricordi saranno a sua disposizione; la scena in cui chiede scusa a Yaz e poi interagisce con il TARDIS per nasconderlo è semplice e efficace tanto quanto i sei episodi sono stati intricati, rocamboleschi e timey-wimey.
Continuo con i particolari che mi hanno entusiasmata a prescindere: il Dottore che agisce in tre luoghi diversi in contemporanea è una bellissima idea e anche ben realizzata. Bilancia bene i lunghi periodi (altrettanto emozionanti) in cui i companion e gli altri personaggi erano stati lasciati completamente a se stessi.
Le scene nei tunnel sono fenomenali, a mio parere; ci sono dei giochi di luce veramente interessanti e – a proposito di luce – Williamson ha finalmente la sua occasione di splendere!
Ma il salto nella sedia l’ho fatto quando “Tempo”, chiunque sia, ha accennato al… Maestro! Lo rivedremo negli speciali? In che modo interagirà con il Dottore? Causerà la sua rigenerazione? Tornerà Gallifrey? Rivedremo anche il Dottore di Jo Martin? Rivedremo la UNIT rimessa in funzione da Kate e… Claire?
Come vedete, ho recuperato l’entusiasmo! In tempo per le cosine negative da raccontarvi.
 
NOPE
Ho scritto che l’idea delle scene che saltano da un luogo all’altro con i Dottori multipli è ben realizzata, ma il montaggio della prima parte, quindi prima dello “sdoppiamento” (si dice sdoppiamento anche se sono tre?) a mio parere ha lasciato un po’ a desiderare.
Sono rimasta delusa dalla scena del Sontaran goloso di dolci, non tanto per lo humour che ha aggiunto, quanto per il fatto che lo stratagemma del Dottore abbia realmente funzionato. Forse la seconda puntata mi aveva fatto apprezzare questi villain più di quanto meritassero?
Permangono dei buchi di trama che speravo venissero colmati, purtroppo, per esempio il fatto che Karvanista non sia in grado di richiamare la nave andata offline ma quella pilotata da Bel sì… però adesso riesce a riassemblare l’intero scudo. Ha avuto un aiuto dal Dottore? Possibilissimo, ma se n’è preso totalmente il merito.
Ultima cosina, sempre su Karvanista. Mi è piaciuto il fatto che viaggerà con Bel e Vinder (mi ha ricordato Thor alla fine di Endgame), ma le continue battute sul fatto che è un “cane” mi hanno dato davvero sui nervi. Un conto è se le fa Dan, un terrestre che non aveva mai conosciuto razze aliene prima, ma mi aspetto di più da una coppia di veri e propri eroi dello spazio. Karvanista è un personaggio ben delineato che ho imparato ad apprezzare al di là dal suo aspetto e dalla sua specie di appartenenza, il suo ultimo dialogo con il Dottore mi ha straziata… e poi torna ad essere trattato a quel modo. Mi ha disorientata parecchio.
 
Credo sia tutto, nel bene e nel male non vedo l’ora di tornare qui a recensire lo speciale di Capodanno… perciò all’anno prossimo, buone feste a tutti!
Una piccola recensione a caldo di EVE OF THE DALEKS senza spoiler di sorta!
Credo fermamente che questo speciale sia destinato a diventare un classico, utile per mostrare la serie a chi ancora non la conosce, un po’ come “Blink”. Aiuta molto il formato dell’episodio, immediatamente riconoscibile persino per chi è digiuno di fantascienza. Certo, la natura di Doctor Who rende la situazione molto più “realistica”, se mi spiego…
Uno dei suoi punti di forza è di avere, come (quasi) ogni speciale che si rispetti, una trama indipendente ma non completamente scollegata dal resto della stagione: insomma, sempre parte del “Flux” ma con le sue vibrazioni personalizzate!
E di vibrazioni se ne sentono, per quanto rocambolesca sia la puntata – c’è spazio per momenti di vera connessione tra i personaggi. Sta, ovviamente, ai personaggi riuscire a sfruttare o meno questo spazio, a seconda delle rispettive personalità. Questo vale anche per quelli secondari, che ad essere sincera non mi hanno convinta del tutto, ma a parlare è principalmente il mio cinismo da quarantenne.
In conclusione, che “Eve of the Daleks” sia nelle vostre corde oppure no, è innegabile una piacevole semplicità sia narrativa che scenografica di cui si sentiva il bisogno dopo una stagione così ingarbugliata!
– Saki
Easter Special 2022, recensione di Saki
 
Recensione senza spoiler di Dalek Oba
Ok, perché in 17 anni di NuWho abbiamo avuto solo DUE episodi con i pirati? Miliardi di astronavi e solo due navi (e un sottomarino)! 
Insomma, finalmente torniamo in mare, e stavolta ci sono anche personaggi storici effettivamente esistiti (su cui il Dottore fangirla un sacco).
 
In realtà il tutto parte con Yaz e Dan che vogliono andare in spiaggia, rilassarsi un pochino… ma si sa come vanno le cose col Tardis.
In breve, i nostri si ritrovano coinvolti in un’avventura che mescola la storia della Cina con i Sea Devils, un grande ritorno dalla serie classica che ancora non era approdato nel NuWho!
 
L’episodio riprende la tradizione di altri suoi simili andati in onda in giorni di festa di essere divertente, coinvolgente, e senza troppi legami con una trama orizzontale. La differenza però è che il tono all’apparenza leggero nasconde una gravitas di fondo: Tredici si sta avvicinando alla rigenerazione, e in qualche modo lo sa, e questo smorza enormemente il suo ottimismo di fondo che abbiamo imparato a conoscere in questi anni. È anche vero che il suo trovarsi (quasi) al cospetto con l’inevitabile ci regala alcune delle scene migliori nel mostrare il rapporto tra Dottore e companion.
 
Di sicuro merita più di una visione, ma io mi ero ripromessa di pubblicare la recensione entro 24 ore, e quindi dovrò aspettare!
Oh, il trailer del prossimo episodio (che non ha ancora una data precisa, ma sarà in autunno) è una vera BOMBA!
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