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Classic Wednesday – Quarto Dottore

Dodicesima stagione

I piani del Ministero della Difesa per la costruzione di un’arma disintegratrice sono stati rubati, oltre a diversi materiali per produrne il circuito, e il Brigadiere è molto preoccupato. Il Dottore, fresco di rigenerazione, è costretto a letto dal medico della base UNIT, il dottor Harry Sullivan, ma sentendosi meglio vorrebbe partire immediatamente. Cambia idea una volta riconosciuti i suoi amici e incuriosito dai pericolosi furti. Dopo diversi cambi d’abito uno più estroso dell’altro opta per il cappotto, la fedora e la lunga sciarpa colorata che ormai contraddistingue a livello mondiale l’idea stessa di Doctor Who.

Sarah Jane sta visitando un importante centro di ricerca scientifica, chiamato informalmente “Think Tank” e gestito da Hilda Winters. Insieme al suo assistente Jellicoe, le mostra la struttura e Sarah Jane si mostra piuttosto informata; per esempio sa che è stato proprio qui che il disintegratore è stato progettato e poi venduto al governo. Ovviamente dal punto di vista dei due la giornalista è una gran ficcanaso, insistendo per visitare anche zone proibite come l’ex laboratorio del professor Kettlewell, esperto di robotica che ha lasciato la struttura da qualche tempo.

Intanto anche l’ultimo componente per la costruzione dell’arma, un generatore fotonico, viene rubato nonostante gli accorgimenti della UNIT, attraverso un passaggio sotterraneo, e di nuovo vi sono vittime.
Ormai il Dottore è convinto che il ladro sia un gigantesco robot. E lo è anche Sarah Jane, che va a trovare Kettlewell nel suo laboratorio privato e non cavandone un ragno dal buco si intrufola nuovamente al Think Tank, dove si ritrova faccia a faccia con il robot. Arrivano Winters e Jellicoe e le dimostrano che il costrutto è assolutamente innocuo per gli esseri umani, ma utile per svolgere lavori pericolosi. Le consigliano però di non immischiarsi più nella faccenda e di non divulgarla. Ovviamente lei corre alla UNIT ad avvisare il Brigadiere e il Dottore!

Insieme tornano da Kettlewell e lo scienziato ammette di aver costruito il robot, K1, ma che la sua capacità di apprendere l’aveva spaventato e aveva ordinato che venisse distrutto; inoltre conferma che aveva implementato nei suoi circuiti la direttiva primaria di non nuocere agli umani e che essere costretto a violarla lo farebbe “impazzire”.

Intanto Winters dà un nuovo bersaglio a K1, un noto uomo politico impegnato nella sicurezza della nazione. Essere programmato ad uccidere nuovamente, questa volta a sangue freddo, lo spinge a recarsi dal suo creatore in preda alla confusione, come questi aveva predetto.
Infatti il Dottore e il Brigadiere non lo trovano quando ispezionano la sede del Think Tank, e Winters li assicura di averlo distrutto. Lasciano però il dottor Sullivan come infiltrato, nelle vesti di un ispettore ministeriale.

Il Dottore, dopo aver ricevuto una telefonata da Kettlewell, si reca al suo laboratorio, ma… Jellicoe e i suoi lo precedono: quando arriva, trova il robot programmato per uccidere proprio lui! La rocambolesca lotta termina con la fuga della macchina e con un bel bernoccolo per il povero Dottore, mentre Sarah Jane e Benton, accorsi sul posto, trovano il professore legato e imbavagliato in un armadietto. Ripresosi, Kettlewell spiega quanto la sua creazione sia instabile, non solo nei suoi circuiti ma per lo stesso materiale di cui è fatta: un metallo vivente capace di crescere, ma anche di venire distrutto con uno speciale composto chimico. Con il suo spirito indomito, la ragazza convince Kettlewell a partecipare ad una riunione di un’associazione di scienziati fanatici, la SRS, a cui appartengono Winters e Jellicoe. Ma… sorpresa! Il professore si rivela tutto sommato complice dei loro piani, tra cui ricattare il mondo intero, in quanto hanno i codici di tutte le testate nucleari esistenti! Con Sarah Jane e Sullivan come ostaggi, Winters e i suoi sembrano dirigersi verso un misterioso bunker.

La UNIT contrattacca, circondando il luogo, ma proprio mentre stanno per entrare Winters ordina a Kettlewell di preparare i codici per lanciare i primi missili e a Jellicoe di mandar fuori K1, con tanto di arma disintegratrice! Il Brigadiere è un po’ nel panico quando vede svanire un intero carro armato nel nulla, ma il Dottore non si perde d’animo e organizza un piano per riuscire comunque ad entrare. Nel frattempo Kettlewell, a cui è rimasta qualche rotella funzionante, si rende conto che la SRS non vuole solo mettere paura ai governi mondiali, vuole davvero scatenare una guerra nucleare, e non intende permetterlo. Con il suo aiuto la UNIT riesce ad arrestare tutta l’organizzazione, ma K1 nella sua follia confusa disintegra anche lui. Ormai fuori controllo, porta via Sarah Jane, che è sempre stata gentile nei suoi confronti, e ha intenzione di sterminare la razza umana ad eccezione di lei.

Il Dottore, quando Benton menziona la possibilità di distruggere il robot chimicamente, corre con Sullivan al laboratorio di Kettlewell per produrre il composto; nel frattempo K1 ha raggiunto dimensioni enormi e davvero, ormai sembra di vedere King Kong invece che Doctor Who XD

Il piano del Dottore infine funziona e K1 viene distrutto. Sarah Jane è emotivamente provata, e quando il Dottore le propone di viaggiare ancora con lui accetta di buon grado. Li accompagna un Harry Sullivan “sempre più curioso”, come direbbe Alice…

Il Dottore aveva intenzione di portare i suoi amici sulla Luna per un viaggetto veloce, ma Harry ha pasticciato con i comandi e il TARDIS è atterrato su un satellite artificiale, costruito sulla Terra nel trentesimo secolo. Sarah Jane rimane subito intrappolata in una stanza senza ossigeno – sempre per colpa di Harry! – e il Dottore, salvandola appena in tempo, scopre che l’impianto di aerazione è stato sabotato di proposito. Ma per la ragazza non sono ancora finiti i guai: mentre si sta riposando su un lettino, viene teletrasportata altrove; una voce ipnotica la sta accompagnando in ciò che sembra un processo di… morte volontaria?

Usciti vincitori dalla battaglia contro i sistemi di sicurezza della struttura, il Dottore e Harry vanno a cercare Sarah, imbattendosi in una strana creatura simile a una grossa lumaca, e più tardi il cadavere di una mosca ancora più grande.

Sembra che il satellite sia una sorta di magazzino criogenico, in cui sono conservati esemplari di piante, animali e persone in stasi. Non solo, vi è conservato l’intero scibile umano su microfilm! I due ipotizzano che la Terra sia stata distrutta da una catastrofe, ma una parte dell’umanità sia stata selezionata per sopravvivere e tornare a ripopolarla in futuro. Anche Sarah Jane è in una delle capsule.

Un’altra capsula si apre, rivelando una donna che lentamente si risveglia e si presenta come Vira, ufficiale medico. Dapprima sorpresa di trovare sconosciuti a bordo, aiuta comunque Sarah a riprendersi a sua volta, spiega che la Terra è effettivamente stata resa inabitabile da un brillamento solare ma ormai è trascorso abbastanza tempo perché possano tornare tutti a casa. Il Dottore però l’avverte che ci sono stati malfunzionamenti e hanno dormito qualche millennio in più!

Mentre il Dottore cerca di riparare i guasti della struttura, la lumaca continua a sabotarla. Vira ha risvegliato anche Noah, il loro leader, la cui prima preoccupazione è la purezza del patrimonio genetico e considera gli intrusi pericolosi, specialmente dopo aver scoperto che il tecnico Dune è scomparso dalla sua capsula. Infatti accusa Harry di far parte dei “regressivi”, individui geneticamente indesiderabili, e mette KO il Dottore senza ascoltare le sue spiegazioni. Molto male, bisogna sempre dar retta al Dottore! Infatti va dritto nella stanza dei pannelli solari, dove la lumaca ha lasciato una bella scia, e viene a contatto con la sostanza verdastra.

Vira risveglia un altro membro dell’equipaggio, Libri, che vede subito in Noah qualcosa di orribile. In effetti il comandante inizia a comportarsi in modo strano, sostiene di essere Dune e ne dimostra anche la competenza tecnica. Il Dottore fa due più due e capisce che la “lumaca” è in realtà una larva della mosca, che hanno usato Dune come incubatrice e poi infettato Noah: lo vediamo infatti uccidere Libri, ormai in una fase avanzata della sua metamorfosi… tentando di riprendere il controllo di sé prega Vira di assumere il comando e di salvare l’umanità contro la minaccia dei Wyrnn – così si chiamano gli alieni parassiti. In breve tempo la trasformazione è pressoché completa.

Il Dottore prega Vira di non affrettare la procedura di “scongelamento” degli umani, perché l’unico modo di sconfiggere i Wyrnn è trovarne i punti deboli così da distruggerli una volta che raggiungeranno la fase di pupa, in cui sono più vulnerabili. Per farlo, collega la corteccia cerebrale dell’esemplare adulto (la “mosca”) al proprio cervello, perché un macchinario apposito possa leggere i suoi ultimi momenti di vita. Un essere umano verrebbe ucciso da una procedura del genere, ma il Dottore ne esce solo un po’ spaesato e afferma la morte della creatura è stata colpa del sistema d’allarme, quindi i Wyrnn sono sensibili all’elettricità.

Un piano per tenere a bada gli alieni viene quindi messo in atto, anche grazie ad altri due membri dell’equipaggio, e Vira ha un confronto con Noah; i Wyrnn hanno intenzione di assorbire tutti gli umani del satellite insieme alle loro conoscenze e vendicarsi per essere stati cacciati da Andromeda, la loro galassia natale, proprio dagli umani.

Alla fine, comunque, Noah dimostra di essere rimasto se stesso, portando l’intero sciame dal satellite alla navetta di salvataggio e facendola poi esplodere nello spazio. Vira è commossa dal sacrificio del suo comandante, a cui era legata da sentimenti profondi.

Siccome la navetta non c’è più, l’unico modo per trasportare l’equipaggio del satellite sulla Terra è il sistema di teletrasporto, ma le postazioni sul pianeta sembrano essere difettose; il Dottore si offre di ripararle, accompagnato da Harry e Sarah.

Sapete cosa significa, vero? Il prossimo serial sarà… senza TARDIS!

Il Dottore arriva sulla Terra con i suoi companion e inizia subito a riparare i ricevitori del sistema di teletrasporto fra il pianeta e la stazione spaziale Nerva. La Terra dovrebbe essere disabitata da 10000 anni, ma si accorgono presto che c’è qualcuno che li osserva: i superstiti di una spedizione militare giunta da una colonia terrestre dopo aver captato un SOS. E non sono gli unici… Sarah Jane si imbatte infatti in uno di questi coloni, Roth, che le salva la vita da una grossa e minacciosa macchina aliena. Roth le spiega che l’alieno padrone della macchina ha torturato lui e altri suoi compagni, poi uccisi, e che il leader della spedizione Vural è invece uscito indenne dalla prigionia: un collaborazionista?

Per Vural e gli altri, Nerva e i suoi “abitanti” congelati criogenicamente è solo una leggenda; ma anche quando iniziano a credere alla storia del Dottore non si dimostrano interessati né a salire sulla stazione spaziale, né a restare sulla Terra più del necessario – non la considerano la loro patria e l’impero umano ha prosperato benissimo nei millenni.

Nel frattempo Harry arriva nelle vicinanze della “tana” dell’alieno, nascondendosi mentre vede arrivare il robot che porta con sé Sarah e Roth, catturati e legati. La ragazza riconosce immediatamente nell’alieno un Sontaran, scambiandolo addirittura per Linx (da “The Time Warrior”, della scorsa stagione). Questi si presenta invece come il maggiore Styre e quando Roth cerca di fuggire lo uccide seduta stante. Considera Sarah Jane un’anomalia, in quanto non fa parte del gruppo di coloni, e la imprigiona in un campo di forza, così che né Harry né il Dottore riescono subito a soccorrerla. Riporta poi al suo pianeta l’andamento della sua missione: l’SOS era una trappola per testare la resistenza umana, e una volta eliminate le “anomalie” il piano globale dei Sontaran – un’invasione in piena regola –  potrà essere portato a compimento.

Il robot, intanto, cattura il resto degli umani, e Vural ammette di aver aiutato Styre, che però irride i suoi tentativi di mantenere una posizione di favore; anzi, continua su tutti e tre i suoi crudeli esperimenti.

Il Dottore elabora un piano: sfiderà Styre a singolar tenzone, sperando di sfiancare la sua energia (i Sontaran non sono abituati alla nostra gravità) mentre Harry dovrà infiltrarsi nella sua astronave. Durante il duello, Vural si sacrifica per salvare il Dottore. Come previsto Styre torna nell’astronave per ricaricarsi ma il sabotaggio di Harry provoca non solo la sua morte ma una grossa esplosione! Una volta sconsigliato al superiore di Styre di minacciare ancora la galassia, il Dottore e i suoi companion ripartono con il teletrasporto, diretti su Nerva…

Un Signore del Tempo intercetta il raggio di teletrasporto e lo ridirige su Skaro, dove spiega al Dottore che deve svolgere una missione cruciale per il destino della sua razza e di tutto l’universo: impedire la creazione dei Dalek, o almeno imparare più dettagli possibili sulle loro debolezze. Il momento storico scelto è infatti quello fatidico: quando i Kaled, da tempo immemorabile in guerra con i Thal, diventarono le “scatolette di latta” che noi Whovian ben conosciamo. Il Dottore e Harry, prigionieri in un luogo al di fuori della città dei Kaled, apprendono che il comandante nonché capo scienziato Davros sta testando una nuova invenzione per mettere fine al logorante conflitto. Viene confiscato non solo il cacciavite sonico, ma anche l’anello temporale (in realtà un bracciale) che permetterebbe loro di tornare al TARDIS.

Intanto Sarah Jane incontra i mutanti che vivono fuori dalla città, Kaled trasformati dalle radiazioni e scacciati per vivere come animali, in nome della purezza della razza. Alcuni di loro vorrebbero ucciderla in quanto “normale”, ma un altro, Sevrim, insiste per risparmiarla. Sevrim e Sarah vengono catturati da una pattuglia di Thal per essere usati come schiavi: scoprono che i Thal stanno costruendo un razzo caricato con un esplosivo altamente radioattivo, che distruggerà i Kaled…  ma per cui non vogliono perdere ulteriori vite del loro popolo, ecco il perché dell’uso dei mutanti nonché dei prigionieri di guerra.

Sembra che su Skaro la teoria della vita su altri pianeti sia stata liquidata come impossibile, ma i risultati dei test sul Dottore e su Harry parlano chiaro… sono alieni! Lo scienziato Ranson vorrebbe interrogarli ulteriormente, ma l’arrivo di Davros con la sua “macchina da viaggio Mark III” interrompe la conversazione. Naturalmente l’invenzione è il vero e proprio involucro di un Dalek, che viene presentato agli altri scienziati come in grado di funzionare sia in modo dipendente – a comando vocale – che del tutto autonomo. Il Dalek individua immediatamente gli alieni e vorrebbe sterminarli, ma Ranson interrompe l’esperimento.

Più tardi, in prigione, il Dottore ottiene la completa fiducia di Ranson e rivela di essere un viaggiatore del tempo, motivo per il quale conosceva il nome “Dalek” ancor prima che Davros decidesse di chiamarli così. L’uomo spiega che la maggioranza dei suoi colleghi disapprova gli esperimenti di Davros, che ha addirittura spinto artificialmente la mutazione della loro razza all’estremo, producendo la “creatura definitiva” che abiterà la macchina. L’unico modo per fermare questo suo folle progetto è avvertire il governo: lui e gli altri scienziati non possono comunicare con l’esterno, e il luogo in cui si trovano è un bunker super sigillato, circondato da animali mutanti. Il Dottore e Harry promettono che tenteranno comunque di raggiungere la città dei Kaled.

Sarah Jane suggerisce a Sevrim di fuggire, arrampicandosi sulle impalcature intorno al razzo, ma vengono ricatturati e costretti a continuare a caricare il materiale radioattivo. Il Dottore, giunto con Harry davanti al Consiglio, spiega l’assoluta pericolosità dei Dalek nel tempo e nello spazio, e li convince a far sospendere il lavoro di Davros. Questi però non solo è venuto a conoscenza di questa riunione del Consiglio, ma non prende bene il tradimento di Ranson. Non prende bene neanche l’annuncio dell’inchiesta, ovviamente, e decide di avviare subito la fase finale del suo piano: inserire le creature mutate – nonché private di coscienza e sentimenti – in altrettanti Dalek, firmando intanto la condanna a morte dello stesso popolo Kaled: si reca infatti dai Thal e consegna la formula di una sostanza che permetterà al razzo di penetrare la cupola della città. Dopodiché… accusa Ranson dell’accaduto e lo fa sterminare dai Dalek.

Il Dottore, che ha liberato Sarah, viene a sua volta preso prigioniero dai Thal mentre tentava di sabotare il razzo e non riesce ad impedire il genocidio dei Kaled, a cui è costretto ad assistere tramite schermo – tra l’altro convinto che Harry e Sarah si trovassero ormai proprio là per avvisarli dell’attacco. I Thal però non riescono a festeggiare a lungo, i Dalek arrivano a sterminare e lui fugge con una giovane Thal, a cui affida il compito di riorganizzare le forze rimaste. Il Dottore scopre poi che Harry e Sarah sono al sicuro con i mutanti e raccomanda a questi ultimi di unirsi ai Thal sopravvissuti nella resistenza: dovranno chiudere l’entrata del bunker.

Nel bunker, comunque, c’è ancora l’anello temporale senza il quale non possono tornare indietro, e ovviamente tutti e tre finiscono dritti nelle mani di Davros che interroga il Dottore sul futuro dei Dalek. Saputo che otterranno sia vittorie che sconfitte, è proprio lo scienziato a chiedergli quali siano i punti deboli delle proprie creature, in modo da eliminarli prima di mandarle a conquistare l’universo. Davanti a Harry e Sarah sotto tortura, è costretto a narrare ciò che conosce delle battaglie in cui appunto i Dalek sono stati sconfitti, mentre le sue parole vengono registrate per essere inserite nella memoria dei Dalek. Più tardi Davros ha un colloquio più “informale” con il Dottore, e si dimostra folle oltre ogni dubbio. Il Dottore minaccia di spegnere il suo supporto vitale se non darà l’ordine di distruggere le creature, ma il fedele Nyder, capo della sicurezza del bunker, interviene e lo imprigiona con gli altri.

Intanto Harry e Sarah in cella hanno incontrato Gharman, uno scienziato scoperto da Nyder a complottare con altri colleghi contro Davros, e vengono infine liberati dagli altri scienziati. Una volta conquistato il bunker, gli uomini chiedono che il progetto Dalek venga fermato immediatamente e mettono Davros apparentemente con le spalle al muro, ma lui sembra sapere il fatto suo e chiede una riunione plenaria dell’équipe.

Conscio del fatto che Davros non si è davvero arreso, il Dottore si è procurato un potente esplosivo e si accinge a distruggere le creature, ma la sua coscienza non gli permette di compiere un genocidio, seppure della razza che odia in modo assoluto.

La riunione ha inizio e Davros raduna a sé gli scienziati ancora a lui fedeli, facendo sterminare dai Dalek Gharman e tutti gli altri. Il Dottore, che aveva recuperato l’anello temporale e stava per partire con Sarah e Harry, cambia idea e decide di far esplodere l’incubatrice dopo tutto. Nel frattempo Davros scopre che i Dalek hanno mantenuto attiva la linea di produzione nonostante i suoi comandi e non gli obbediscono più: sono infatti stati programmati per distruggere qualsiasi razza diversa da loro stessi! Davros chiede pietà, ma è stato proprio lui a eliminare quel concetto dalla loro mente, perciò viene anche lui sterminato… apparentemente 😉

I Thal e i mutanti sigillano l’entrata del bunker, ma i Dalek dichiarano che sopravviveranno, cresceranno in numero e in forza e un giorno usciranno a conquistare l’universo…

Tornati su Nerva con l’anello temporale, il Dottore spiega ai suoi companion che si trovano in un’epoca di molto precedente a quella della loro partenza, ma che il TARDIS si materializzerà presto. Trovati diversi cadaveri nella parte più esterna della stazione, si fanno strada e giungono nella zona abitata… per ricevere un aggressivo benvenuto dall’equipaggio sopravvissuto: sono infatti accusati di aver diffuso l’epidemia che li sta decimando. Il Dottore e Harry scoprono però che non si tratta di una malattia quanto di un veleno, iniettato da una sorta di “topo metallico”: un Cybermat!

Nerva, infatti, è in questa fase storica della Terra un faro d’avvertimento per le navi in transito nell’orbita di Giove, a causa della recente comparsa di un nuovo satellite – chiamato Voga e studiato a fondo da un membro dell’equipaggio, uno scienziato chiamato Kellman. In realtà questi è in combutta sia con i Guardiani delle miniere di Voga, guidati da Vorus, che con i Cyberman stessi!

Il Dottore spiega al comandante Stevenson che Voga gli è noto come il “pianeta dell’oro” e che i Cybermen sono scomparsi proprio dopo aver attaccato quel luogo. Trova proprio dell’oro nonché una trasmittente segreta nella cabina di Kellman, che cerca di ucciderlo elettrificando il pavimento ma non ha fatto i conti con la furbizia del nostro 😉

Intanto Sarah Jane viene attaccata da un Cybermat e sta per morire, ma il Dottore ha ormai capito che l’atmosfera di Voga la salverà neutralizzando il veleno. Scopre che Kellman ha sabotato l’impianto di teletrasporto rimuovendo un circuito essenziale; riesce a bypassarlo ma Harry e Sarah, arrivati sul satellite, non possono comunque tornare indietro. Vengono così catturati dai Guardiani e ricevono la conferma che sono stati loro ad organizzare lo sterminio su Nerva. Nel frattempo il consigliere Tyrum si mette in contatto con Vorus e lo avverte che la sua milizia si opporrà con la forza ai piani dei Guardiani, che includono un razzo caricato con una testata nucleare e l’attacco che i Cybermen, contattati da Kellman, stanno per sferrare su Nerva.

Ma perché Kellman e Vorus hanno progettato tutto ciò?

Il suo obiettivo viene svelato quando i Cybermen effettivamente sbarcano sul satellite, ma il loro vero intento è di distruggere Voga nell’immediato, prima che il razzo venga lanciato dal pianeta distruggendoli. Insomma, Kellman rischia di non vedere mai più l’oro delle miniere (e visto che ora si trova proprio su Voga e ai Cybermen non importa più nulla di lui, rischia anche la pelle) e Vorus comprende di aver innescato la vendetta dei Cybermen sul loro pianeta, “colpevole” di aver fornito l’oro necessario ad adattare le armi per la guerra vinta dal nostro sistema solare contro di essi – in realtà il Guardiano e i suoi alleati desideravano poter vivere allo scoperto invece che nella città sotterranea per timore dei Cybermen. Harry e Sarah sono terrorizzati al pensiero che il Dottore finisca ucciso insieme agli altri membri dell’equipaggio di Nerva.

Ma il Dottore è stato mandato proprio su Voga dai Cybermen, insieme a Stevenson e all’ufficiale Lester, per posizionare gli ordigni che distruggerebbero il pianeta. Harry lo ritrova in un crollo delle miniere (in cui Kellman resta ucciso) rischiando di far scattare l’imbracatura che lo collega all’ordigno e lo farebbe esplodere all’istante. Lester lo ferma in tempo e insieme i quattro escogitano un piano per attaccare con l’oro i due Cybermen sul pianeta, che nel frattempo hanno decimato l’esercito di Voga. Mancano ormai pochi minuti alla detonazione! Il Dottore e Harry non riescono nell’intento, ed è Lester a sacrificarsi per salvare tutti, facendo esplodere il suo ordigno e portando con sé i nemici. Il Dottore quindi disattiva in tempo il dispositivo che teneva le bombe innescate, anche grazie a Sarah Jane che distrae con una mossa disperata i Cybermen nella sala di comando su Nerva.
Questi però non si arrendono, decidendo di far piombare direttamente il satellite (ovviamente imbottito di bombe) sul pianeta.

Intanto il Dottore riesce a rimandare il lancio del razzo da Voga e raggiunge Sarah Jane: ora devono fermare ben due disastri in pochi minuti! Vorus non vuole aspettare il Dottore e fa partire il razzo, ovviamente Tyrum perde la pazienza e lo uccide. Il Dottore dà le indicazioni per far sterzare il razzo verso la nave dei Cybermen, distruggendola, poi devia il satellite stesso e tutti sono salvi.

Finalmente il TARDIS li raggiunge e i tre scoprono che il Brigadiere ha urgente bisogno di loro… cosa starà succedendo sulla Terra del loro tempo?

La UNIT è alle prese con una serie di tragedie occorse in Scozia: alcune piattaforme petrolifere sono state attaccate e distrutte. Il proprietario della compagnia, Hustle, è disperato; inoltre la morte di tante persone non sembra intenerire il duca di Forgill, signorotto locale e acerrimo nemico della compagnia. Il Dottore riesce ad ottenere un calco di strani buchi nei resti di una piattaforma: sono enormi denti! In effetti, alieni su un’astronave dagli strani comandi “viventi” stanno già monitorando le loro azioni e sono preoccupati che il Dottore sia sulle tracce dei loro piani.

Mentre Sarah raccoglie storie e superstizioni locali sugli spiriti della brughiera, Harry trova un sopravvissuto dell’ultimo disastro, ma un uomo nascosto poco lontano spara ad entrambi. In ospedale, un’inquietante infermiera afferma che si prenderà cura di Harry, e mentre Sarah Jane telefona al Dottore viene aggredita da un mostro. Quando il Dottore arriva, sia lei che Harry sono spariti, ma l’infermiera afferma di non aver visto nulla; lui si insospettisce e trova Sarah in una camera di decompressione, dove il mostro li rinchiude togliendo l’ossigeno alla stanza. Con un trucchetto ipnotico “imparato da un monaco tibetano” (vi ricorda qualcuno? 😉 ) provoca ad entrambi una trance per cui non hanno bisogno di respirare, così da sopravvivere fino all’arrivo di Benton.

Intanto Harry viene portato dagli Zygons, così si chiamano gli alieni responsabili dei disastri, sulla loro astronave. Secoli prima questa si era schiantata sulla Terra, portando con sé l’embrione di una creatura responsabile del loro sostentamento, lo Skarasen, proprio il mostro marino che – ormai cresciuto e diventato una temibile arma – ha distrutto le piattaforme. Gli Zygons vogliono fare della Terra il loro pianeta, perché il loro è andato perduto. Gli mostrano alcune macchine, una delle quali contiene apparentemente l’uomo del villaggio che gli ha sparato: con questa “impronta corporea” loro possono trasformarsi a piacimento negli umani in questione per attuare i loro piani.

Il villaggio intero è stato attaccato con il gas, mettendo ko per un po’ anche gli uomini della UNIT. Hustle trova tra i rottami giunti a riva un dispositivo di richiamo, e il Dottore pensa serva al mostro per sapere dove attaccare. Gli Zygon, che monitorano le mosse dei nostri, mandano uno di loro trasformato in Harry a recuperarlo, ma Sarah Jane dà l’allarme e viene inseguito fino ad un fienile, dove cercando di attaccarla cade dall’alto e muore. Gli alieni riescono a eliminarlo prima che la UNIT ne recuperi il cadavere, e sono più che mai preoccupati, perciò decidono di attaccare di nuovo e di attaccare proprio il Dottore mentre ha in mano il dispositivo, che ricordiamo è un segnale per lo Skarasen.

Proprio quando il nostro sta per essere divorato dall’enorme creatura, Harry si getta contro i comandi dell’astronave e riesce a disattivare il dispositivo, salvandogli la vita a distanza.

Durante una visita al Duca di Forgill, il Dottore e il Brigadiere spiegano che lo Skarasen, un vero e proprio cyborg, viene comandato a distanza e dopo ogni attacco torna nel suo nascondiglio… il lago di Loch Ness, dove si trovano anche gli alieni. Lasciano Sarah Jane a fare ricerche nella biblioteca del nobile, che pare ben fornita sulla storia locale.

Nel frattempo il locandiere del villaggio viene aggredito e ucciso dall’infermiera dell’ospedale, in realtà uno Zygon, dopo aver scoperto una cimice video nell’occhio di una testa di cervo impagliata… dono del Duca stesso, che dev’essere quindi a sua volta uno Zygon!. Benton e i suoi uomini inseguono l’alieno nella foresta e riescono soltanto a ferirlo; il Dottore e il Brigadiere tornano al castello per salvare Sarah.

Intanto la giornalista ha scoperto un passaggio segreto tra gli scaffali e ha trovato la base degli alieni. Libera Harry e i due raggiungono il Dottore, che però viene rapito non appena mette piede nella base. Il Brigadiere allora predispone di far uscire l’astronave dal lago con le “maniere forti” e ci riesce… fin troppo bene, visto che gli Zygon fanno rotta verso il sud della Gran Bretagna e lo Skarasen li segue nuotando. Grazie al Dottore, che manda un segnale attraverso il sistema dell’astronave rischiando seriamente la pelle, la UNIT riesce ad individuare il luogo dell’atterraggio; intanto il capo degli Zygon, Broton, si reca ad un incontro ufficiale nei panni del Duca – ha intenzione di dimostrare il potere della sua razza per sottomettere gli umani e usarli come forza-lavoro per modificare il pianeta così che sia adatto alla loro specie. Molte altre navi Zygon si trovano infatti nel cosmo in attesa di poter popolare un pianeta dopo la distruzione del loro. Per farlo, installerà uno dei suoi dispositivi in un luogo preciso per segnalare allo Skarasen di attaccare.

Il Dottore, lasciato per morto da Broton, libera il vero Duca, il suo servitore e l’infermiera rapiti, e con uno stratagemma intrappola gli Zygon rimasti nell’astronave attivando un sistema di autodistruzione. Ora si tratta di scoprire dove si è recato Broton: una serie di coincidenze li indirizzano verso un’importante conferenza internazionale sull’energia, a cui parteciperà anche il Primo Ministro. Giunti sul luogo, trovano lo Zygon, che viene presto neutralizzato, e il dispositivo, che il Dottore lancia nella bocca dello Skarasen. Il cyborg torna attraverso il Tamigi al suo lago, l’unica casa che ha mai conosciuto.

Tornati in Scozia per recuperare il TARDIS, il Dottore saluta il Duca e offre a Sarah Jane un passaggio. Lei accetta… e voi siete pronti per un’altra stagione di avventure?

I membri della spedizione geologica del professor Sorenson sono stati ormai decimati da un’invisibile forza aliena su un pianeta ostile, ma l’uomo non si dà per vinto avendo trovato una ricca vena del minerale per cui sono giunti sul luogo. Gli ultimi due compagni del professore vengono attaccati e svaniscono nel nulla, ma il più giovane riesce a mandare un segnale d’emergenza prima di soccombere. Intanto una nave sonda dei Morestriani, comandata dal Controllore Salamar, manda tre ufficiali sul pianeta – il cui nome è Zeta Minor, ai confini dell’universo conosciuto – per ritrovare Sorenson e i suoi.

Ricordate che Il Dottore stava accompagnando Sarah Jane a Londra con il TARDIS? Ecco, potrebbe aver sbagliato leggermente i calcoli… di circa 30000 anni! E non ha azzeccato nemmeno il luogo, perché riesce a ricevere la chiamata d’emergenza proveniente da Zeta Minor e atterra, trovando la base della spedizione e i cadaveri mummificati delle due vittime più recenti.

Gli ufficiali requisiscono il TARDIS e lo teletrasportano sulla nave, con Sarah Jane dentro, facendole prendere uno spavento assurdo. Naturalmente accusano lei e il Dottore di aver sterminato la spedizione e vorrebbero metterli a morte. I due fuggono alla prima occasione, trovandosi faccia a faccia con l’entità che ha ucciso i membri della spedizione: un mostro quasi del tutto invisibile, appena delineato di luce rossa. Una guardia Morestriana gli spara, attirando su di sé l’attenzione, e ne resta vittima. Gli ufficiali sono sempre più convinti che i responsabili siano il Dottore e Sarah Jane, che proseguono la loro fuga. Si è ormai fatto giorno e pare che il mostro cacci solo di notte, ma dalla nave i Morestriani mandano un drone che li individua in breve tempo. Sorenson insiste per portare subito a casa il trionfo della sua missione, in quanto il minerale individuato servirà come nuova fonte di energia per il loro pianeta natale, ma Salamar ha deciso di eliminare prima la minaccia aliena.

Una spedizione raggiunge così il Dottore e Sarah presso una stranissima pozza scura, e di nuovo la forza invisibile miete una vittima, questa volta trascinandola in fondo all’abisso…

Sorenson intanto approfitta della situazione per far caricare il minerale sulla nave, ma il Dottore lo avverte che non devono portare via nulla da Zeta Minor, perché è il pianeta stesso che si sta difendendo dagli invasori e non permetterebbe mai loro di partire. Non solo, esso si trova al confine tra il nostro universo e l’antimateria – ecco spiegata la stranissima natura dell’entità. Ovviamente quasi nessuno lo ascolta, tentano di partire lo stesso e non ci riescono… e il mostro riappare, ancora più minaccioso. Dopo un paio di ulteriori perdite tra l’equipaggio, il Dottore viene consultato e un campo di forza riesce a fermare l’entità.

Ripete che l’unico modo per riuscire a lasciare il pianeta è abbandonare i contenitori con il minerale, e si reca alla pozza (che rappresenta il confine tra i due universi) per tentare di comunicare al mostro le nuove intenzioni dell’equipaggio. Salamar lo fa seguire dal drone, e Sarah Jane assiste con orrore alla caduta del Dottore nella pozza…

Sorenson non si arrende e ruba uno dei contenitori, provocando sicuramente un facepalm generale degli spettatori dell’epoca; non solo, si espone al minerale e subisce una peculiare e intermittente trasformazione, di cui potete ammirare in foto gli spettacolari effetti speciali.

Sarah corre alla pozza e ritrova il Dottore, sopravvissuto alla caduta grazie a quel po’ di minerale che aveva portato con sé, ma allo stremo delle forze. L’ufficiale Vishinsky insiste per aiutarlo e ritornano tutti sulla nave, dove il Dottore spiega di aver davvero stretto un patto come Signore del Tempo per la salvezza dell’equipaggio. La nave però non acquista velocità, anzi, presto tornerà indietro per schiantarsi verso il pianeta! Sorenson commette il suo primo omicidio sotto l’effetto dell’antimateria, ma per l’ennesima volta riesce a convincere Salamar… indovinate? che il colpevole sia sempre e comunque il Dottore. Al secondo omicidio i due vengono direttamente condannati all’espulsione nello spazio, e solo l’intervento di Vishinsky li salva all’ultimo secondo, mentre il numero delle vittime continua a salire. Ormai per il Dottore è chiaro che Sorenson è diventato un “anti-uomo”. Lo convince a farsi espellere insieme al contenitore rubato, ma un’ulteriore trasformazione impedisce allo scienziato di sacrificarsi.

Intanto Salamar, fuori di sé per essere stato spodestato da Vishinsky, insegue Sorenson con un’arma nucleare, che provoca la scissione dell’anti-uomo in ulteriori e pericolose creature. Il Dottore decide di catturare il professore e portarlo con il TARDIS fino alla pozza, dove precipita insieme agli ultimi frammenti di minerale. Soddisfatta della promessa mantenuta, l’entità rilascia Sorenson vivo e vegeto e il Dottore lo riporta sulla nave, dove lo converte alle energie rinnovabili prima di ripartire con Sarah. Destinazione Londra? Non ci crediamo neanche per idea!

 

Tredicesima stagione

I membri della spedizione geologica del professor Sorenson sono stati ormai decimati da un’invisibile forza aliena su un pianeta ostile, ma l’uomo non si dà per vinto avendo trovato una ricca vena del minerale per cui sono giunti sul luogo. Gli ultimi due compagni del professore vengono attaccati e svaniscono nel nulla, ma il più giovane riesce a mandare un segnale d’emergenza prima di soccombere. Intanto una nave sonda dei Morestriani, comandata dal Controllore Salamar, manda tre ufficiali sul pianeta – il cui nome è Zeta Minor, ai confini dell’universo conosciuto – per ritrovare Sorenson e i suoi.

Ricordate che Il Dottore stava accompagnando Sarah Jane a Londra con il TARDIS? Ecco, potrebbe aver sbagliato leggermente i calcoli… di circa 30000 anni! E non ha azzeccato nemmeno il luogo, perché riesce a ricevere la chiamata d’emergenza proveniente da Zeta Minor e atterra, trovando la base della spedizione e i cadaveri mummificati delle due vittime più recenti.

Gli ufficiali requisiscono il TARDIS e lo teletrasportano sulla nave, con Sarah Jane dentro, facendole prendere uno spavento assurdo. Naturalmente accusano lei e il Dottore di aver sterminato la spedizione e vorrebbero metterli a morte. I due fuggono alla prima occasione, trovandosi faccia a faccia con l’entità che ha ucciso i membri della spedizione: un mostro quasi del tutto invisibile, appena delineato di luce rossa. Una guardia Morestriana gli spara, attirando su di sé l’attenzione, e ne resta vittima. Gli ufficiali sono sempre più convinti che i responsabili siano il Dottore e Sarah Jane, che proseguono la loro fuga. Si è ormai fatto giorno e pare che il mostro cacci solo di notte, ma dalla nave i Morestriani mandano un drone che li individua in breve tempo. Sorenson insiste per portare subito a casa il trionfo della sua missione, in quanto il minerale individuato servirà come nuova fonte di energia per il loro pianeta natale, ma Salamar ha deciso di eliminare prima la minaccia aliena.

Una spedizione raggiunge così il Dottore e Sarah presso una stranissima pozza scura, e di nuovo la forza invisibile miete una vittima, questa volta trascinandola in fondo all’abisso…

Sorenson intanto approfitta della situazione per far caricare il minerale sulla nave, ma il Dottore lo avverte che non devono portare via nulla da Zeta Minor, perché è il pianeta stesso che si sta difendendo dagli invasori e non permetterebbe mai loro di partire. Non solo, esso si trova al confine tra il nostro universo e l’antimateria – ecco spiegata la stranissima natura dell’entità. Ovviamente quasi nessuno lo ascolta, tentano di partire lo stesso e non ci riescono… e il mostro riappare, ancora più minaccioso. Dopo un paio di ulteriori perdite tra l’equipaggio, il Dottore viene consultato e un campo di forza riesce a fermare l’entità.

Ripete che l’unico modo per riuscire a lasciare il pianeta è abbandonare i contenitori con il minerale, e si reca alla pozza (che rappresenta il confine tra i due universi) per tentare di comunicare al mostro le nuove intenzioni dell’equipaggio. Salamar lo fa seguire dal drone, e Sarah Jane assiste con orrore alla caduta del Dottore nella pozza…

Sorenson non si arrende e ruba uno dei contenitori, provocando sicuramente un facepalm generale degli spettatori dell’epoca; non solo, si espone al minerale e subisce una peculiare e intermittente trasformazione, di cui potete ammirare in foto gli spettacolari effetti speciali.

Sarah corre alla pozza e ritrova il Dottore, sopravvissuto alla caduta grazie a quel po’ di minerale che aveva portato con sé, ma allo stremo delle forze. L’ufficiale Vishinsky insiste per aiutarlo e ritornano tutti sulla nave, dove il Dottore spiega di aver davvero stretto un patto come Signore del Tempo per la salvezza dell’equipaggio. La nave però non acquista velocità, anzi, presto tornerà indietro per schiantarsi verso il pianeta! Sorenson commette il suo primo omicidio sotto l’effetto dell’antimateria, ma per l’ennesima volta riesce a convincere Salamar… indovinate? che il colpevole sia sempre e comunque il Dottore. Al secondo omicidio i due vengono direttamente condannati all’espulsione nello spazio, e solo l’intervento di Vishinsky li salva all’ultimo secondo, mentre il numero delle vittime continua a salire. Ormai per il Dottore è chiaro che Sorenson è diventato un “anti-uomo”. Lo convince a farsi espellere insieme al contenitore rubato, ma un’ulteriore trasformazione impedisce allo scienziato di sacrificarsi.

Intanto Salamar, fuori di sé per essere stato spodestato da Vishinsky, insegue Sorenson con un’arma nucleare, che provoca la scissione dell’anti-uomo in ulteriori e pericolose creature. Il Dottore decide di catturare il professore e portarlo con il TARDIS fino alla pozza, dove precipita insieme agli ultimi frammenti di minerale. Soddisfatta della promessa mantenuta, l’entità rilascia Sorenson vivo e vegeto e il Dottore lo riporta sulla nave, dove lo converte alle energie rinnovabili prima di ripartire con Sarah. Destinazione Londra? Non ci crediamo neanche per idea!

I membri della spedizione geologica del professor Sorenson sono stati ormai decimati da un’invisibile forza aliena su un pianeta ostile, ma l’uomo non si dà per vinto avendo trovato una ricca vena del minerale per cui sono giunti sul luogo. Gli ultimi due compagni del professore vengono attaccati e svaniscono nel nulla, ma il più giovane riesce a mandare un segnale d’emergenza prima di soccombere. Intanto una nave sonda dei Morestriani, comandata dal Controllore Salamar, manda tre ufficiali sul pianeta – il cui nome è Zeta Minor, ai confini dell’universo conosciuto – per ritrovare Sorenson e i suoi.

Ricordate che Il Dottore stava accompagnando Sarah Jane a Londra con il TARDIS? Ecco, potrebbe aver sbagliato leggermente i calcoli… di circa 30000 anni! E non ha azzeccato nemmeno il luogo, perché riesce a ricevere la chiamata d’emergenza proveniente da Zeta Minor e atterra, trovando la base della spedizione e i cadaveri mummificati delle due vittime più recenti.

Gli ufficiali requisiscono il TARDIS e lo teletrasportano sulla nave, con Sarah Jane dentro, facendole prendere uno spavento assurdo. Naturalmente accusano lei e il Dottore di aver sterminato la spedizione e vorrebbero metterli a morte. I due fuggono alla prima occasione, trovandosi faccia a faccia con l’entità che ha ucciso i membri della spedizione: un mostro quasi del tutto invisibile, appena delineato di luce rossa. Una guardia Morestriana gli spara, attirando su di sé l’attenzione, e ne resta vittima. Gli ufficiali sono sempre più convinti che i responsabili siano il Dottore e Sarah Jane, che proseguono la loro fuga. Si è ormai fatto giorno e pare che il mostro cacci solo di notte, ma dalla nave i Morestriani mandano un drone che li individua in breve tempo. Sorenson insiste per portare subito a casa il trionfo della sua missione, in quanto il minerale individuato servirà come nuova fonte di energia per il loro pianeta natale, ma Salamar ha deciso di eliminare prima la minaccia aliena.

Una spedizione raggiunge così il Dottore e Sarah presso una stranissima pozza scura, e di nuovo la forza invisibile miete una vittima, questa volta trascinandola in fondo all’abisso…

Sorenson intanto approfitta della situazione per far caricare il minerale sulla nave, ma il Dottore lo avverte che non devono portare via nulla da Zeta Minor, perché è il pianeta stesso che si sta difendendo dagli invasori e non permetterebbe mai loro di partire. Non solo, esso si trova al confine tra il nostro universo e l’antimateria – ecco spiegata la stranissima natura dell’entità. Ovviamente quasi nessuno lo ascolta, tentano di partire lo stesso e non ci riescono… e il mostro riappare, ancora più minaccioso. Dopo un paio di ulteriori perdite tra l’equipaggio, il Dottore viene consultato e un campo di forza riesce a fermare l’entità.

Ripete che l’unico modo per riuscire a lasciare il pianeta è abbandonare i contenitori con il minerale, e si reca alla pozza (che rappresenta il confine tra i due universi) per tentare di comunicare al mostro le nuove intenzioni dell’equipaggio. Salamar lo fa seguire dal drone, e Sarah Jane assiste con orrore alla caduta del Dottore nella pozza…

Sorenson non si arrende e ruba uno dei contenitori, provocando sicuramente un facepalm generale degli spettatori dell’epoca; non solo, si espone al minerale e subisce una peculiare e intermittente trasformazione, di cui potete ammirare in foto gli spettacolari effetti speciali.

Sarah corre alla pozza e ritrova il Dottore, sopravvissuto alla caduta grazie a quel po’ di minerale che aveva portato con sé, ma allo stremo delle forze. L’ufficiale Vishinsky insiste per aiutarlo e ritornano tutti sulla nave, dove il Dottore spiega di aver davvero stretto un patto come Signore del Tempo per la salvezza dell’equipaggio. La nave però non acquista velocità, anzi, presto tornerà indietro per schiantarsi verso il pianeta! Sorenson commette il suo primo omicidio sotto l’effetto dell’antimateria, ma per l’ennesima volta riesce a convincere Salamar… indovinate? che il colpevole sia sempre e comunque il Dottore. Al secondo omicidio i due vengono direttamente condannati all’espulsione nello spazio, e solo l’intervento di Vishinsky li salva all’ultimo secondo, mentre il numero delle vittime continua a salire. Ormai per il Dottore è chiaro che Sorenson è diventato un “anti-uomo”. Lo convince a farsi espellere insieme al contenitore rubato, ma un’ulteriore trasformazione impedisce allo scienziato di sacrificarsi.

Intanto Salamar, fuori di sé per essere stato spodestato da Vishinsky, insegue Sorenson con un’arma nucleare, che provoca la scissione dell’anti-uomo in ulteriori e pericolose creature. Il Dottore decide di catturare il professore e portarlo con il TARDIS fino alla pozza, dove precipita insieme agli ultimi frammenti di minerale. Soddisfatta della promessa mantenuta, l’entità rilascia Sorenson vivo e vegeto e il Dottore lo riporta sulla nave, dove lo converte alle energie rinnovabili prima di ripartire con Sarah. Destinazione Londra? Non ci crediamo neanche per idea!

All’inizio del ventesimo secolo, l’archeologo Scarman trova l’ingresso di una piramide egizia risalente alla prima dinastia, ma una volta entrato nella camera funebre viene colpito da un nefasto raggio verde.
Secondo Sarah Jane, il Dottore sta attraversando una “crisi di mezz’età”, perché mette in chiaro che non si considera legato alla Terra e preferirebbe tornare a viaggiare come un tempo. Il TARDIS atterra nel palazzo dove un giorno sorgerà la base UNIT, ma molti decenni prima… indovinate? Proprio all’epoca della scoperta archeologica, nel 1911. E indovinate un’altra cosa: a chi appartiene il palazzo? Al professor Scarman, ovvio; ci sono diversi reperti giunti di recente dall’Egitto.

Nel palazzo vive un egiziano di nome Namin, che afferma di essere stato incaricato da Scarman di non far entrare nessuno in casa, nemmeno il fratello del professore, Laurence. Il maggiordomo Collins avverte il Dottore e Sarah che Namin non è chi dice di essere, e viene ucciso da una mummia uscita da un sarcofago nella stanza. I due riescono però a salvare Warlock, un amico di Scarman, portandolo via ferito dal palazzo fino a casa di Laurence, mentre la mummia tenta di seguirli.

Laurence si rivela un inventore in anticipo per la sua epoca e proprio con il suo radiotelegrafo (un “Marconiscopio”) intercetta un segnale da Marte, che recita “attenti a Sutekh”. In effetti, vediamo Namin pregustare la venuta del temibile dio egizio, e il Dottore annuncia che le forze messe in moto sono tremendamente pericolose, tornando al palazzo.

Là, sotto i suoi occhi e quelli di Sarah, un misterioso servo di Sutekh viene in effetti evocato da un altro sarcofago e dichiara di portare “il dono della morte a tutta l’umanità”, mentre uccide Namin, ormai inutile ai suoi scopi, tenendo comunque le sue mummie robot. La creatura non è altri che Marcus Scarman, probabilmente ucciso e rianimato visto l’attuale colorito, che si attiva immediatamente per attivare un campo di forza attorno al palazzo e proseguire il lavoro indisturbato.

Come spiega il Dottore, Sutekh è l’ultimo della civiltà degli Osiriani, un pazzo megalomane che vuole distruggere ogni forma di vita. La guerra tra “divinità” testimoniata dagli antichi Egizi è quindi avvenuta realmente, e il sarcofago non è altro che un tunnel spazio-temporale. Siccome il nostro eroe è anche un incosciente, si becca una blastata assurda proveniente dal tunnel e finisce momentaneamente KO. Il suo piano comunque è di calcolare dove si trovi Sutekh e bloccare il suo collegamento con il corpo di Scarman; trova infatti sul cadavere di Namin un anello con cui veniva controllato, quindi… invertendo la polarità potrà a sua volta risalire alla sua posizione esatta. I tre trovano anche pezzi di un razzo che libererà Sutekh dalla prigionia a cui l’aveva confinato Horus, distruggendo la fonte di energia che si trova su Marte e alimenta la prigione, collegato ad un segnale di avvertimento che si è messo in funzione non appena Scarman ha aperto la camera sigillata della piramide. Fin qui tutto chiaro?

Laurence, dopo che Warlock viene a sua volta ucciso dalle mummie e non volendo credere che suo fratello non esiste più, combina una stupidaggine dietro l’altra, sabotando il piano del Dottore e cercando di far recuperare la memoria a Marcus… ovviamente lui lo strangola con orrore di Sarah, ma il Dottore non ha tempo per le lacrime ed è determinato a fermare Sutekh usando tutta la sua lucidità. Disabilitata la barriera intorno al palazzo, i due fanno esplodere il razzo e il Dottore si reca dritto dritto nella tana di Sutekh attraverso il tunnel spazio-temporale.

I due si fanno una bella chiacchierata – “tu sei cattivo” “taci, scellerato” – alla fine della quale Sutekh ipnotizza il Dottore e lo manda su Marte con il TARDIS per far distruggere a Scarman i congegni, così da essere finalmente libero di uccidere tutto e tutti. Per fortuna, credendo che una mummia l’abbia ucciso, Sutekh rilascia il controllo sul Dottore che insieme a Sarah risolve gli enigmi per raggiungere la zona dei controlli, ma è troppo tardi: Scarman ha già fatto il danno e Sutekh tra poco sarà libero… cioè non appena il segnale che lo trattiene smetterà di giungere da Marte alla Terra. Ed è proprio su quella manciata di minuti che il Dottore conta: corre a piazzare uno dei suoi marchingegni all’imbocco del tunnel appena prima che Sutekh lo attraversi, bloccandolo nel tempo per sempre. Ciò provoca uno sbalzo termico che manda a fuoco il palazzo: dopotutto, la sede della UNIT sorgerà sulle sue ceneri…

Sembra che questa volta il Dottore non sia andato né troppo avanti né troppo indietro nel tempo. Solo il luogo sembra incerto, ma devono essere in territorio inglese di sicuro, visto che c’è… un soldato della UNIT che fugge traballando e si getta da un precipizio? E quattro tizi con casco e tuta bianca che sparano dalle mani nude? Cara, vecchia Inghilterra, davvero!

Si trovano infatti nei pressi della cittadina di Devesham, che appare deserta… come abbandonata in tutta fretta; il Dottore ipotizza una fuga di radiazioni dalla vicina stazione di difesa spaziale. Ma ci sono altri indizi fuorvianti: il denaro nelle tasche del soldato e nella cassa del pub, appena coniato, e una strana capsula tra l’erba che al Dottore ricorda qualcosa… se solo ricordasse “cosa”!

Tre dei tizi bianchi tornano insieme al soldato, ora vivo e vegeto, e un gruppo di abitanti del villaggio scendono da un camioncino, come in trance, e solo dopo essere entrati nel pub e aver sentito i rintocchi dell’orologio… si rianimano e il locale risuona di rumori e discorsi!

Il Dottore è deciso a svelare questo mistero, perciò decide di recarsi alla stazione e contattare la UNIT. Sarah, dopo aver spavaldamente (nel senso di “come farsi uccidere”) tentato di fare conversazione, torna indietro verso il TARDIS, accorgendosi nel frattempo che i tizi bianchi sono in realtà dei robot. Mentre sta per entrare nella cabina, si ferma ad ispezionare la strana capsula scura e un uomo ne esce, cercando di strangolarla… proprio mentre il TARDIS si smaterializza! Sarah Jane fugge verso la stazione, certa di trovarvi il Dottore, che nel frattempo ha i suoi bei guai.

Ha trovato infatti la struttura in perfetta armonia con il resto della zona: soldati nella stessa trance degli abitanti del villaggio (finché non si mettono a sparargli addosso), un ufficio che dovrebbe appartenere al Brigadiere, un ufficiale sospettoso e altri tizi bianchi con “il dito carico”. Sarah Jane assiste al suo arresto e appena può lo libera, mentre vediamo un volto alieno che li spia da dietro una porta. È Styggron, a cui l’ufficiale, Crawford, fa rapporto spiegandogli chi è il Dottore. Dal loro dialogo e da quello della gente nel pub, sembra che la situazione si possa riassumere in un bizzarro esperimento nel mezzo del quale il Dottore e Sarah si sono trovati per errore.

La ragazza spiega al Dottore che Crawford non potrebbe essere là, perchè è morto nello spazio. Ma lui è convinto che sia realmente tornato insieme a Styggron, che ora controlla lui e il villaggio. Fuggendo, si imbattono in Benton – anche lui e Harry sono sul luogo e sembrano sotto l’influsso alieno…

La fuga per Sarah ha però vita breve: viene catturata ed esaminata da Harry, e dai suoi ricordi Styggron e il suo compagno Chedaki (che fanno parte di una razza chiamata Kraal) capiscono quanto possa essere pericoloso il Dottore per i loro piani di conquista. Nondimeno, Styggron non vuole ancora eliminarlo.

Nel frattempo che cosa fa il nostro eroe? Cerca un telefono, ovviamente, e altri indizi nel pub del villaggio. Sarah lo chiama da un negozio lì vicino, sostenendo di essere fuggita nuovamente e che Crawford ha le capacità di copiare le persone dalla loro impronta genetica e mentale. Il Dottore sospetta che la fuga, il telefono che improvvisamente funziona, insomma tutte le coincidenze che li hanno portato a riunirsi siano in realtà un test di intelligenza a cui gli alieni vogliono sottoporli. Ma se posseggono la tecnologia per replicare gli umani, perché non hanno già invaso completamente il pianeta, si chiede… di cosa hanno paura?

Ma il Dottore sospetta anche qualcos’altro. Sarah improvvisamente beve volentieri il ginger, indossa di nuovo il foulard rimasto nella foresta, non sa che fine ha fatto la chiave del TARDIS. Sarah, insomma, non quella vera, è un androide. Viene “smascherata”, letteralmente, nell’unica scena della serie che mi abbia seriamente dato i brividi: i circuiti dietro il suo volto, con solo gli occhi di fuori, sono un’immagine che preferirei dimenticare u.u

La vera Sarah Jane, riprendendo conoscenza, ascolta altri dettagli del piano dei Kraal: dissolvere nel nulla il villaggio, che era servito semplicemente per addestrare gli androidi, e sperimentare su di lei il virus che useranno per sterminare gli umani. Lei però non è d’accordo e va ad avvertire il Dottore, ed entrambi si rifugiano nella base aliena prima di essere cancellati dall’esistenza. Dalla padella alla brace?

Sembrerebbe di sì: Crawford, da vero traditore, ha già contattato la Terra annunciando di essere sopravvissuto e di essere pronto a tornare. I Kraal gli hanno assicurato che non uccideranno gli umani e lui ci ha pure creduto. A Sarah è appunto destinata una morte atroce tramite virus, ma usa l’acqua avvelenata per mandare in corto circuito l’androide che le fa la guardia e salvare il Dottore dagli esperimenti di Styggron. I due ormai capito di non trovarsi affatto sulla Terra, ma è là che è destinato il razzo con gli androidi portatori del virus, così si intrufolano nelle loro capsule che verranno sparate fuori dalla vera base di Devesham. Ah, un piccolo particolare: in un’altra capsula è nascosta una copia androide del Dottore.

A Devesham, i veri Benton, Harry e tutti i militari della stazione sono in fermento per il ritorno di Crawford, mentre le capsule vengono lanciate poco lontano, come innocui meteoriti. Sarah Jane si ritrova vicino al TARDIS – giustamente, la rotta era tracciata per la Terra e lì si è diretto, quando è rimasto con le chiavi appese – ma ad attenderla ci sono il falso Dottore e un’altra copia di se stessa. Scappa, Sarah!

Per farla in breve, gli androidi iniziano a sostituirsi al personale della base, e per fermarli il Dottore modifica il radar, in modo che interferisca con i loro circuiti. Poi riprogramma la sua copia perché raggiunga l’astronave, dove Harry e il colonnello in capo sono stati presi prigionieri. Sarah Jane, che li sta liberando, vede arrivare prima Styggron, poi Crawford che ora sa del virus ed è furioso con il Kraal. I due si uccidono a vicenda, ma nella lotta anche la copia del Dottore fa la stessa fine, con orrore di Sarah.

Ma il “suo” Dottore è vivo e vegeto e le offre nuovamente un passaggio sul TARDIS: questa volta la giornalista dovrebbe aver imparato la lezione…

Nel corso delle stagioni, la provenienza del Dottore si è fatta sempre più chiara e definita. Dal generico “i miei simili” si è passato a parlare di “Signori del Tempo”, ne abbiamo conosciuto qualcuno – il Monaco, il Maestro, il Signore della Guerra; per la rigenerazione forzata del Secondo Dottore approdiamo per breve tempo sul loro pianeta natale, e infine ne conosciamo il nome. Con “The Brain of Morbius”, però, scopriamo moltissimi dettagli finora inediti, e soprattutto incontriamo per la prima volta la Sorellanza di Karn!

Antefatto: Sarah alla fine ha davvero accettato l’ennesimo passaggio, e questa volta non è colpa né del Dottore né del TARDIS: secondo lui, i Signori del Tempo hanno manovrato la nave per i loro fini, come ai tempi dei suoi primi viaggi con Jo. Si trovano su Karn, nello stesso sistema solare di Gallifrey, e Sarah Jane scopre un vero e proprio “cimitero di astronavi” non dissimile da quello di “The Doctor’s Wife”, nonché il cadavere decapitato di un alieno.

Inizia a piovere e in pieno stile Rocky Horror Picture Show i due si rifugiano nella casa di tale professor Solon, una sorta di dottor Frankenstein che cerca disperatamente una testa umanoide per il suo grande progetto. Ovviamente è stato il suo servitore Condo, a cui ha promesso un braccio nuovo al posto della protesi-falce che si ritrova, ad uccidere il malcapitato – e probabilmente molti altri schiantatisi nelle vicinanze. Quando si trova davanti il Dottore, Solon capisce che la sua testa è perfetta per i suoi obiettivi e dopo averlo accolto con grande calore gli somministra un sonnifero nel vino, preparandosi alla grande operazione.

Il Dottore nel frattempo l’aveva riconosciuto come cultista di Morbius, un Signore del Tempo folle e crudele. Sarah Jane, fingendo di essere a sua volta incosciente, si aggira per la casa cercando il luogo dove il Dottore è stato portato e trova una creatura mostruosa, acefala, ma a suo modo viva!

Nel frattempo, la Sorellanza di Karn è in una brutta situazione. Le sacerdotesse sono infatti le custodi della Fiamma Sacra, un fuoco che scaturisce da un’apertura nella roccia e da cui si ricava l’Elisir della Vita. Non solo la loro sopravvivenza, ma anche quella dei Signori del Tempo dipende da questo elisir, quindi il fatto che la Fiamma si stia spegnendo non è per nulla un buon segno. Maren, la più anziana della Sorellanza, crede che il Dottore sia sul pianeta per rubare le ultime fiale di elisir, e tutte insieme rubano il TARDIS con i loro fortissimi poteri mentali. Portano via con lo stesso metodo anche il Dottore e cercano di farlo confessare. Lui avverte Maren che ha percepito la presenza mentale di Morbius a casa di Solon, ma lei non gli crede, avendo assistito alla sua esecuzione e distruzione. Il Dottore nega ogni complotto e ricorda l’antica alleanza di Gallifrey e Karn durante la rivolta portata avanti da Morbius, si offre anche di aiutarle a risolvere il problema della Fiamma, anche perché se il gas che la alimenta non ha uno sfogo, il pianeta potrebbe esplodere. Maren è però decisa a sacrificarlo e Solon, che sta spiando insieme a Condo, non può permettere che la preziosa testa venga sprecata. Intercede per il Dottore, offre persino la vita di Condo (che ora è molto, molto arrabbiato con il suo padrone e arriva a minacciarlo), ma non serve a nulla e solo l’intervento di Sarah Jane, travestita da sacerdotessa, permette al Dottore di fuggire. Purtroppo Sarah resta accecata da un lampo di energia proveniente dall’anello di Maren: il Dottore ne approfitta per tornare a casa di Solon, il quale decreta che solo l’elisir può guarirla. Mentre Solon manda Condo a precedere il Dottore con un messaggio per la Sorellanza (“uccidetelo e portatemi la testa”, stile Regina di Cuori), Sarah trova il cervello di Morbius, impaziente di abitare un corpo nuovo per avere la sua vendetta, e lo ascolta parlare con Solon dei loro piani. Fugge per avvertire il Dottore, ma Condo la cattura.

Intanto il Dottore sembra aver conquistato il beneficio del dubbio da parte della Sorellanza, e con un petardo ripulisce dalla fuliggine il camino della Fiamma, così che torni a bruciare vivida. Spiega però a Maren che i Signori del Tempo non sono affatto così bramosi di possedere grandi quantità di elisir, in quanto a loro serve solo in caso di una rigenerazione andata male; la Sorellanza invece è caduta nella “trappola dell’immortalità” senza nessun progresso né crescita nella loro società. Invece di ringraziarlo, le sacerdotesse lo legano come un salame e lo portano ugualmente da Solon.

Quando Solon dice a Morbius chi è e dove si trova il Dottore, lui dispera ormai di poterlo ricatturare, perché convinto che ormai stia complottando con Maren contro di loro, e convince lo scienziato a innestarlo nel corpo in un contenitore più piccolo del suo attuale supporto vitale, con tutti i rischi che comporta. Ha quasi terminato l’operazione, aiutato da una recalcitrante Sarah Jane e malgrado la ribellione di Condo – che ha scoperto che è stato proprio Solon tempo prima a rubare il suo braccio per creare il corpo per Morbius – ma proprio allora riceve il Dottore impacchettato e lascia delle connessioni tra il corpo e il cervello ancora da terminare. Quello che succede è che un Morbius selvaggio, con la testa stile boccia per pesci, inizia a vagare e menare le mani – specialmente dopo essersi guardato allo specchio – uccide Condo e una sacerdotessa della Sorellanza. Dopo averlo stordito e riportato nel laboratorio, il Dottore sembra aver convinto Solon a smantellare il corpo e restituire il cervello di Morbius ai Signori del Tempo. Ma ci crediamo davvero? Ovvio che no, anzi finisce di connettere quello che aveva lasciato in sospeso.

Il Dottore tenta di stanarlo dal laboratorio con il gas, ma a differenza di Solon, Morbius non ne risente gli effetti ed è pronto a sfidare sia la Sorellanza che Gallifrey… figuriamoci se non accetta una gara di “torsione mentale”, in cui le due menti fanno braccio di ferro con i loro poteri. In una scena diventata celebre, vediamo apparire le incarnazioni trascorse dei due, e dirò solo che il Dottore sembra aver avuto molti aspetti precedenti a quello di William Hartnell. Al termine della sfida, Morbius ritorna allo stato selvaggio e viene cacciato e ucciso dalla Sorellanza, ma il Dottore sembra ad un passo dalla morte per lo sforzo mentale. Maren sacrifica sé stessa nella Fiamma donandogli il poco di elisir che nel frattempo si è creato. Ohica, destinata a succederle, saluta con gratitudine i due viaggiatori, anche per la scatola di petardi donatale dal Dottore in caso di altri ingorghi nella canna fumaria!

Durante una spedizione ecologica in Antartide viene trovato un baccello che il Dottore identifica come alieno, consigliando cautela. Ovviamente nessuno prende cautele: cominciando dall’esperto di botanica che lo scongela, per finire con il folle milionario Harrison Chase, che “compra” la posizione del reperto da Dunbar, un membro senza scrupoli dell’organizzazione, e manda i suoi scagnozzi a recuperarlo. Insomma, tutti bravi ragazzi che amano l’ambiente e… le proprie tasche!

Quando il baccello si apre, infetta uno dei membri della spedizione, Charles, che inizia a mutare in una sorta di vegetale antropomorfo. Il Dottore arriva con Sarah Jane e spiega che la situazione è grave, perché tali creature, i Krynoids, sono una specie parassita che potrebbe distruggere tutte le forme di vita del pianeta. Trova anche il baccello gemello non lontano da dove era stato scoperto l’altro e lo mette in un freezer. Si tenta un’operazione chirurgica per rallentare l’infezione, ma l’alieno-Charles è ormai cosciente e uccide uno dei suoi compagni, fuggendo poi all’esterno della base.

Nel frattempo i due scagnozzi di Chase, Scorby e Keeler, sono arrivati spacciandosi per una squadra medica. Scorby ama le maniere forti e ha già deciso di far fuori tutti quanti a fucilate, incluso Keeler, se non collaboreranno. Una volta avuto il prezioso baccello, i due legano il Dottore e il botanico Stevenson, ultimo sopravvissuto della spedizione, e si fanno portare da Sarah Jane al generatore, dove Scorby innesca i presupposti per un’esplosione che cancellerà le prove del fattaccio. Il Dottore riesce a liberarsi e salvare Sarah, ma il Krynoid finisce in pezzi. Anche Stevenson, ma era già stato ucciso dalla creatura…

Chase è felicissimo di ricevere il baccello, ma uno spaventatissimo Keeler cerca di dissuaderlo dagli esperimenti che ha in programma e Dunbar teme che il proprio tradimento verrà a galla, avvertendolo che il Dottore e Sarah sono sopravvissuti. Per dire, le priorità!

Sir Colin Thackeray, a capo dell’organizzazione ecologista, ascolta i nostri eroi e concorda che bisogna scoprire immediatamente dove si trovi il baccello; Dunbar organizza con Chase il loro rapimento ma in questo modo non solo il rapitore viene messo ko, i due trovano un dipinto nella sua auto che appartiene proprio a Chase!

Si intrufolano nei giardini nel palazzo, ma Scorby li trova e li consegna al padrone, che prima di ucciderli decide di far fare loro una visita della sua collezione di piante. Intanto Keeler lo fa chiamare perché il baccello potrebbe aprirsi a breve, e i nostri ne approfittano per fuggire. Mentre il Dottore si fa strada sul tetto, deciso a trovare il laboratorio, Sarah viene riacciuffata e condotta proprio là: Chase, fermamente convinto che i vegetali siano superiori al regno animale, vuole vedere con i suoi occhi come avviene l’infezione. Il Dottore fa la sua entrata maestosa da un lucernario, salvando la sua amica, e il baccello si apre infettando Keeler.

In breve il Dottore finisce di nuovo tra le grinfie dei cattivi ed è Sarah a doverlo salvare, oltre ad avvertire Sir Colin per mezzo dell’anziana autrice del dipinto. Dunbar, pentito dei propri errori, tenta allora di rimediare e far fuori il Keeler-Krynoid, ormai fuori controllo… indovinate un po’ che fine fa XD

Il Dottore, Sarah, Scorby e un paio di guardie si rifugiano in un cottage all’interno della tenuta ed elaborano insieme un piano per distrarre la creatura – sempre più grande e ormai in grado di parlare – e tornare al palazzo. In tutto questo, Chase vuole fare una bella foto al suo alieno. Sono i dettagli che vi faranno amare questo villain!

Il Krynoid inizia a controllare le piante della zona e ad uccidere persone. È solo allora che finalmente la UNIT dà ascolto a Sir Colin e si mobilita. Proprio grazie alla distrazione fornita dai militari, il gruppo del Dottore riesce a tornare al palazzo, ormai sotto assedio dal Krynoid – che è sul punto di lanciare baccelli per tutto il Paese – e dalle piante circostanti. Chase, completamente soggiogato dalla creatura, sta per trasformare Sarah Jane in concime ma il Dottore interviene e… beh, finisce lui nella compostiera! I due riescono a farsi strada nella giungla della tenuta in tempo prima che la UNIT faccia esplodere tutto. E questa volta, bambini, il Dottore non ha da obiettare sui metodi violenti dei suoi alleati terrestri…

Quattordicesima stagione

Un’onda di energia proveniente dall’entità chiamata Mandragora Helix si infiltra nel TARDIS all’insaputa del Dottore, facendola poi atterrare in un ducato dell’Italia rinascimentale, San Martino. Qui il vecchio duca è appena deceduto come predetto dall’astrologo di palazzo, Hyeronimus, ma il suo erede, Giuliano, è assai scettico. E fa bene perché in realtà il pover’uomo è stato avvelenato, vittima dell’avidità del conte Federico, zio di Giuliano – e Hyeronimus non è che un suo infido complice. Dopo aver assistito a diverse morti a causa dell’energia che vaga nei dintorni, Dottore tenta di avvertire il conte del pericolo, ma viene scambiato per una spia e condannato a morte. Intanto anche Sarah Jane è stata rapita per essere sacrificata da una setta che venera tale Demnos. Naturalmente il Dottore riesce a sfuggire al boia con un simpatico trucchetto che coinvolge la sua sciarpona e fuggendo dai soldati si rifugia nel tempio, dove salva Sarah Jane e assiste all’arrivo dell’energia – che questa volta non fa vittime ma si spaccia per Demnos, promettendo infinito potere all’Alto Sacerdote. E non sorprenderà nessuno se ad un certo punto costui si toglie la maschera e si rivela essere… Hyeronimus!

Altri soldati catturano i nostri eroi, ma sono uomini fedeli a Giuliano: il giovane duca spiega ai due viaggiatori la delicata situazione politica di San Martino e la propria fede nella scienza, oltre a mostrare loro il corpo martoriato di una delle vittime dell’energia. Discutendone, il Dottore comprende che proprio la presenza della setta – che esiste dai tempi dell’antica Roma – e il preciso periodo storico a metà tra gli “anni bui” e l’epoca della ragione hanno richiamato la Helix in quanto terreno fertile perché prenda il potere. Afferma che distruggere il tempio è l’unico modo di impedirglielo e si reca sul luogo con Giuliano.

Hyeronimus, intanto, si sente incompreso e umiliato da Federico, ma la Helix gli intima di pazientare. Federico, saputo che i suoi nemici si trovano al tempio, decide di ucciderli sul posto e inscenare un sacrificio rituale da parte dei cultisti.

Fallisce, ovviamente, ma non demorde: con l’arrivo dei più importanti nobili ed artisti italiani per festeggiare Giuliano (sì, a quanto pare c’è anche Leonardo!), per lui è essenziale afferrare subito il titolo di duca, perciò cambia strategia e scredita il nipote affermando che è un cultista di Demnos. Il Dottore, però, lo avverte che il capo dei cultisti è Hyeronimus, e per davvero. Quando Federico torna al tempio a controllare, interrompe il rituale in corso e strappa la maschera dal volto dell’astrologo, che si mostra completamente pervaso di energia e lo uccide.

Il Dottore annuncia la morte di Federico a Giuliano, convincendolo a barricarsi nel palazzo con i suoi preziosi ospiti mentre lui risolve la faccenda dei cultisti e dell’Helix. Con la scarsa strumentazione trovata nello studio di Hyeronimus, calcola l’arrivo dell’eclisse di quella sera, cioè il momento in cui i cultisti colpiranno. Spiega a Sarah che l’energia astrale sprigionata priverà l’umanità di ogni ambizione e desiderio per il futuro.

Mentre il Dottore ha la sua resa dei conti con Hyeronimus, protetto da una speciale armatura che riesce ad assorbire l’energia dei suoi colpi, l’Helix e i cultisti attaccano il palazzo. Ad un certo punto appare Hyeronimus, che conduce tutti nel tempio al momento dell’eclisse: ma l’Helix, invece di pervadere i fedeli, li consuma completamente, svanendo; quando Hyeronimus si toglie la maschera scopriamo che in realtà è… il Dottore! San Martino è salva, e così il progresso della scienza, ma tra 500 anni il potere di Mandragora tornerà a colpire…

Un certo Eldrad viene condannato per aver lasciato il suo pianeta, Kastria, in balìa dei venti solari (distruggendo gli schermi che lui stesso aveva progettato) e decretando così la fine della sua civiltà. Viene condannato a morte, ma la capsula dove è imprigionato esplode in condizioni non ottimali, fallendo nell’intento di “obliterarlo”.

Milioni di anni dopo, il TARDIS si materializza in una cava in Inghilterra… e anche qui una parete di roccia viene fatta detonare, seppellendo il Dottore e Sarah Jane. Mentre il Dottore se la cava con qualche graffio, Sarah viene trovata, incosciente, aggrappata ad una mano di pietra. In ospedale scopriamo che in realtà è sveglia e ha tenuto per sé l’anello che la mano indossava. Intanto, nel laboratorio di patologia, il dottor Carter studia il fossile, chiaramente incompatibile con l’era geologica a cui dovrebbe appartenere. Sarah Jane ruba la mano e con l’anello mette KO Carter, dirigendosi poi verso il più vicino impianto nucleare; si fa strada fino al reattore dove le radiazioni “rinvigoriscono” la mano, che torna alla sua forma organica. Nella mente di Sarah sono impresse le parole “Eldrad deve vivere”.

Intanto il Dottore e Carter hanno notato che anche il campione prelevato dal fossile ed esposto alle radiazioni del microscopio ha subito cambiamenti, e raggiungono Sarah Jane. Purtroppo Carter viene a sua volta suggestionato dall’energia dell’anello e muore tentando di uccidere il Dottore, ma quest’ultimo riesce a sgusciare attraverso un condotto di raffreddamento e portare in salvo Sarah. La ragazza, finalmente libera da Eldrad, è incolume, in quanto la mano ha assorbito tutte le radiazioni. Watson, il responsabile dell’impianto – devo dire che mi sono affezionata a lui, ha una scena commovente al telefono con la famiglia – manda un dipendente a recuperare la mano e metterla al sicuro, ma anche il giovanotto trova l’anello e si lascia suggestionare. La porta direttamente al cuore del reattore, il che dovrebbe scatenare una reazione a catena facendo esplodere tutto l’impianto… invece non succede nulla, a parte qualche pannello saltato via nella stanza di controllo e, beh, il fatto che il povero giovane finisce evaporato. Anche questa volta, la mano di Eldrad ha semplicemente assorbito tutte le radiazioni.

Watson decide di ricorrere alle maniere forti e convoca l’esercito, che lancia i missili più potenti che si ritrova… beh, indovinate, Eldrad assorbe anche quell’energia e si rigenera completamente. Il Dottore opta per una via pacifica e va a parlare con lui… anzi lei – Eldrad è infatti una donna, e come racconta, è stata lei a rendere Kastria un pianeta abitabile e si considera tradita dal suo popolo anziché la sua traditrice. Afferma inoltre di non essere stata lei a distruggere gli schermi ma la guerra tra due fazioni esterne che si è svolta sul loro pianeta; queste forze nemiche hanno convinto i leader di Kastria a scaricare la colpa su Eldrad. Quando scopre che il Dottore è un Signore del Tempo, esprime il desiderio di salvare il suo popolo tornando indietro, ma lui la convince che ciò è impossibile e che può solo portarla sul pianeta nel presente.

Arrivati su Kastria, Eldrad vorrebbe raggiungere le camere termiche sotterranee dove pensa che la sua razza si sia rifugiata, ma viene colpita da un’arma contenente un acido che inizia a disgregarla dall’interno. Chiede al Dottore di portarla in una stanza particolare dove potrà rigenerarsi, ma durante il percorso incontrano diverse trappole messe in atto da una figura incappucciata che li spia da uno schermo. Riescono a raggiungere comunque la stanza ed Eldrad si rigenera in una forma maschile, spiegando che il suo aspetto sulla Terra era basato sulla prima forma di vita con cui era venuto a contatto, cioè Sarah. Finalmente la figura si mette in contatto con Eldrad: è Rokon, re di Kastria. Eldrad ammette finalmente di aver davvero distrutto le barriere perché Rokon non era d’accordo con le sue pretese espansionistiche, e il Dottore comprende che è davvero malvagio.

Eldrad va a confrontarsi con Rokon ma scopre che è morto da tempo (sotto il cappuccio, la figura si sgretola) e che le comunicazioni erano registrate, così come le trappole erano automatiche, predisposte proprio nel caso lui fosse riuscito a tornare. Anche le banche dati genetiche della sua razza sono vuote. In un’altra registrazione, Rokon gli spiega che il popolo di Kastria si è rifiutato di vivere sottoterra, votandosi all’estinzione, e saluta Eldrad come “Re di Nulla”. Eldrad è furioso, ma nella sua follia spera che il Dottore lo porti di nuovo sulla Terra per governare almeno quella… ovviamente lui gli ricorda che non ha più obblighi verso di lui e che gli aveva concesso un biglietto di sola andata. Predispone anzi l’ultima trappola, con la sua sciarpa, così che Eldrad cada in un abisso e gli getta dietro anche l’anello.

Sul TARDIS, mentre viaggiano, il Dottore è costretto ad effettuare diverse riparazioni a causa della bassa temperatura a cui la nave è stata esposta su Kastria. Sarah Jane è ancora sconvolta dall’avventura, e mentre gli passa gli strumenti ha una sfuriata: grida che vuole fare  le valigie e tornare a casa, ma questa volta il Dottore non ha nessuna reazione e non cerca di dissuaderla, magari con la descrizione di qualche bellissimo pianeta, perciò lei va davvero a fare i bagagli. Nel frattempo il Dottore riceve una chiamata telepatica da Gallifrey, che lo richiama ufficialmente sul pianeta. Quando Sarah torna, lui le spiega che deve accompagnarla a casa… e lei ci rimane malissimo, perché il suo era solo un capriccio, e avrebbe voluto continuare a viaggiare con lui! La scena in cui si dicono arrivederci è tra le più commoventi dell’intera serie. Solo che quando il TARDIS svanisce, lei si guarda attorno e… non è affatto a casa. Non è nemmeno a Londra. “Ha sbagliato di nuovo!” dice a un cane, più divertita che indispettita, e anche a noi spunta un sorriso…