THE IMPOSSIBLE ASTRONAUT – 10 ANNI DOPO

“The Impossible Astronaut” (L’astronauta impossibile), targata Steven Moffat, è la prima puntata della sesta stagione di Doctor Who, ed è la prima parte, il continuo sarà “Day of the Moon” (Il giorno della Luna). Troviamo Amy e Rory, ormai moglie e marito, a casa, che leggono strani avvenimenti storici e si chiedono se il Dottore stia lasciando loro indizi sparsi nella storia, per fargli capire cosa stia facendo, dato che è due mesi che non si fa vedere. Una lettera svolta la loro giornata, un invito blu TARDIS numerato con un 3 e con indicate delle coordinate e una data, di conseguenza partono alla volta degli Stati Uniti. Nel mezzo del nulla, nel deserto dello Utah, nel luogo designato, incontrano il Dottore e River Song (che è scappata dalla prigione in cui si trova perché anche lei invitata, con il numero 2), e si intrattengono in un diner, discutendo del più e del meno. Durante un picnic sulla spiaggia del lago Silencio scoprono che il Dottore ha 1103 anni, quindi poco meno di 200 in più rispetto all’ultima volta che lo hanno visto. All’improvviso un astronauta esce dal lago e uccide il Dottore, scatenando il panico generale; appare un anziano signore che ha portato con sé della benzina, per bruciare il corpo del Dottore, e che si presenta come Canton Everett Delaware III, anche lui invitato con una busta blu con un 4 segnato. Amy, Rory e River tornano al diner, per decidere il da farsi, e lì trovano il quarto invitato, il numero 1: il Dottore stesso, ma una versione più giovane di quella morta al lago, di appena 909 anni. Seppur scioccati, i tre non dicono al Dottore ciò che hanno visto nel suo futuro, gli dicono però che le piste che hanno sono il 1969 e Canton Everett Delaware III. Inseriscono le informazioni nel TARDIS e si ritrovano a Washington nel 1969, nello studio del presidente Nixon, che insieme a un giovane Canton, ex agente FBI, tenta di risolvere un dilemma: chi è la bambina che lo chiama alla Casa Bianca e che gli chiede aiuto perché c’è un pauroso astronauta che la tormenta? Mentre il Dottore cerca di capirci qualcosa, Amy si sente poco bene e va in bagno, dove incontra una creatura, ricordandosi improvvisamente di aver già visto la stessa creatura al lago, ma di essersene dimenticata, quindi per non dimenticarla di nuovo la fotografa con il telefono, per mostrarla al Dottore, ma uscendo dal bagno se ne dimentica di nuovo. La comitiva, compreso Canton, con il TARDIS raggiunge il luogo da dove dovrebbe chiamare la bambina, e trovano una sorta di magazzino buio e abbandonato, e apparecchiature sia aliene che terrestri. Non c’è traccia della bambina, quindi esplorano un po’ per cercarla: Rory e River si avventurano in dei condotti sotterranei e trovano anche loro le creature viste da Amy. Nel mentre in superficie il Dottore e Amy soccorrono Canton, che ha perso i sensi per una botta in testa, e lei rivela di essere incinta; si presenta a loro l’astronauta, ma senza neanche pensarci Amy gli spara, per prevenire il futuro del Dottore, ma non accorgendosi che nella tuta c’è proprio la bambina.

La puntata finisce con un alone di mistero, poiché avremo una seconda parte, che discuteremo tra qualche giorno. La sesta stagione inizia con il botto, lanciando moltissima carne al fuoco per delineare quella che è la stagione più incasinata e dark di tutte, e dopo dieci anni dall’uscita possiamo ancora affermarlo senza dubbio, Moffat ci ha lasciato di certo una grande eredità. Ci si pone tantissimi interrogativi, principalmente: chi sono quelle creature di cui tutti si dimenticano? Cosa vogliono? Cosa comporterà la gravidanza di Amy? Perché River è in prigione? Chi è la bambina?

Ai precedenti quesiti la risposta verrà data, almeno in parte, nella prossima puntata, ma le risposte definitive arriveranno durante tutta la stagione. L’intreccio temporale tra Amy, Rory, il Dottore e River è una delle cose che mi ha sempre appassionata di più, anche se alcuni passaggi mi confondono ancora, per me è comunque una delle trame dell’era Moffat meglio riuscite.

Un passaggio che ho particolarmente apprezzato, rivedendo la puntata, è il viaggio nel TARDIS, perché mi fa molto ridere il modo in cui River interviene sulla console spostando tasti e leve; il Dottore non ha l’esperienza di River con il TARDIS, essendo una versione più giovane di se stesso, quindi lei corregge i suoi errori senza farsi notare e la trovo una cosa molto carina, unita al modo in cui costantemente flirtano, battute a sfondo sessuale comprese, sono fatti l’uno per l’altra.

Parleremo della seconda parte (Day of the Moon) nella recensione dedicata, che uscirà a breve, intanto fatemi sapere cosa ne pensate della prima!

Per oggi è tutto,

  • Amelia Pond