Doctor Who Italian Fan Club

DWOT 27/04/2020

Vi avviso che questa parte di Discussing the Wonders of Our Tale sarà una lettura lunga. Mettetevi comodi e prendete da bere, che l’idratazione è importante.

terror of the vervoids | Tumblr
Magari non del succo di carota

Finora abbiamo visto diversi attori interpretare il Dottore. Troughton era l’unico uomo che avrebbe potuto riprendere la serie, a detta del predecessore, Pertwee era troppo speciale per negargli la parte, Tom Baker l’ha ottenuta arrivando dal nulla e Davison è stato scelto perché rispecchiava l’immagine voluta dal produttore. Per Colin Baker non è stato così.

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Okay, la routine del Settimo è più impressionante, ma già il Sesto faceva trucchi di magia en passan

A Colin venne chiesto di interpretare la parte del Comandante Maxil, soldato gallifreyano, nel serial The Arc of Infinity. Quando l’agente gliene parlò, lui fu titubante, dicendo «il problema è che vorrei interpretare il Dottore un giorno e ho paura che così facendo me ne giocherei l’occasione». L’agente rispose «non succederà mai, fatti furbo, accetta la parte». Invece, Colin mise tutto se stesso, nel ruolo, conquistando centimetro per centimetro il centro di ogni scena, al punto che l’editor dovette ricordare che la serie si chiamava Doctor Who e non Commander Maxil. Poco tempo dopo, ebbe modo di socializzare con John Nathan-Turner al matrimonio di una collega, alla fine di cui quest’ultimo era convinto di aver trovato il prossimo Dottore. Colin si era conquistato il posto con le unghie e con i denti e, a giudicare da alcune dichiarazioni, che lo vedevano desiderare di battere il record di Tom, era fermamente intenzionato a non lasciarlo andare tanto presto. Nelle interviste lo vediamo brillare di luce propria per l’entusiasmo di avercela fatta, di essere, finalmente il nuovo Doctor Who.

15 actors who've appeared in 'Doctor Who' as different characters
La possibilità di riutilizzare volti già visti in una rigenerazione è stata introdotta da Romana, ma non c’è bisogno di spiegare perché il Quinto, che ha visto morire un companion ed è stato quasi abbandonato da altri due possa volere l’assertività del Comandante come aprte del proprio futuro, anticipando la trama del dodicesimo Dottore

Colin Baker farà il serial finale delle ventunesima stagione, la ventiduesima stagione, trasmessa in un nuovo format sperimentale, a seguito della quale lo show venne interrotto, con voci che volevano che fosse stato cancellato. Tornerà per la ventitresima, finita la quale sarà il primo e a ora unico interprete del Dottore a venire “licenziato”. Due stagioni e una puntata, la scena della rigenerazione ficcata a forza all’inzio della stagione 24, riprendendo di schiena il successore Sylvester McCoy con addosso una parrucca. La storia della produzione del sesto Dottore non può che aprire con la domanda: che cosa è successo?

Eric Saward | Tardis | Fandom
È successo Saward

La prima storia, The Twin Dilemma, è piuttosto noiosa, contando spesso sulla recitazione di due ragazzini, i gemelli del titolo, piuttosto legnosi. Venendo fuori dalla disperata corsa contro al tempo del finale di Davison, il tono è certamente meno impegnato; inoltre dove quest’ultimo aveva sacrificato la propria dose di antidoto per salvare Peri, il nuovo Dottore si nasconde dietro di lei quando viene minacciato con armi da fuoco e, addirittura, tenta di strangolarla a morte. Questo è giustificato, in universo, da una rigenerazione particolarmente tumultuosa, che il Dottore temeva non potesse nemmeno avvenire, vista la potenza della tossina nel suo corpo. Ciò non di meno, il dato di fatto è che il sesto Dottore esibisce come crudele e codardo. Guardarlo con una conoscenza della serie nuova, rende ancora più aspra questa partenza. Nella stagione successiva, alcuni punti saldi del sesto Dottore vengono delineati, le risposte che oggi definiamo “sassy”, impertinenti, sono più spesso inclini verso la pura e semplice offesa immotivata e, per quanto questo venga alle volte esagerato in recensioni, è un Dottore che non si fa troppi problemi quando un nemico muore; in questo è esemplare la scena del bagno d’acido destinato al Dottore, in cui invece finiscono i suoi esecutori, in Vengeance on Varos. Al tutto, ovviamente, si affianca quello per cui è più famoso questo Dottore, il suo aspetto estetico, già assurdo negli anni ’80 e, oggi, semplicemente fuori di testa. Il bozzetto della costumista è stato rimandato indietro più e più volte, con la richiesta di Nathan-Turner di renderlo completamente privo di gusto, con accostamenti cromatici assurdi. Colin, d’altro canto, aveva detto che avrebbe preferito un ensamble più sobrio, magari su toni di nero, che concordasse con la nuova personalità del Dottore, più spinosa del passato. Invece, almeno a detta del predecessore Peter Davison, Nathan-Turner ha tentato di riflettere se stesso nel Dottore: è infatti difficile vedere il produttore senza una camicia floreale addosso.

ICARUS – DR. WHO – JOHN NATHAN-TURNER: IN CHARGE OF THE SHOW ...
Coz I’m JNT, I’m dynamite, JNT and I will not fight…

A questo si aggiungono altri retroscena: è un periodo estremamente difficile per Colin, che perde un figlio appena nato per malattia e non ci è dato sapere quanto questo si rifletta sulla sua performance, che resta comunque tale da elevare le scene cui prende parte. Queste ultime, tuttavia, sono stranamente inclini a escludere quanto più possibile il Dottore e concentrarsi sugli altri personaggi d’ambiente e non è una mera casualità: lo script editor, Eric Saward, era infatti convinto che Nathan-Turner stesse tentando di dare un’impronta troppo comica allo show e non era affatto d’accordo che il Dottore fosse quello presentato, per quanto non sia completamente sicuro delle cause, e ha effettuato una vera e propria opera di sabotaggio. Infine, abbiamo un nuovo slot orario e formato: le storie sono ora due puntate da 45′ minuti l’una, invece della media di quattro parti da una ventina. Questo può sembrare poco rilevante, ma gli sceneggiatori sono abituati a strutturare puntate con un climax al ventesimo minuto, dove viene rivelato il nemico, il Dottore è in pericolo o c’è comunque un cliffhanger, che ora invece riempiono con battibecchi tra Dottore e Peri e dialoghi di scarsa importanza. Tredici episodi da quarantacinque minuti, paradossalmente, è molto più vicino al format moderno e proprio la nona stagione, la seconda di Peter Capaldi, conterrà molte puntate in due parti. Per farvi capire il problema di sceneggiatura, è sufficiente guardare con occhio critico The Zygon Invasion/Inversion e l’assurda quantità di scene che non aggiungono niente alla storia di per sé: se questa è un’eccezione nella serie moderna, lì era la regola.

Would Osgood Make A Good Companion? | The Zygon Inversion | Doctor ...
Sì, sì, anche a me piace Osgood, ma non giustifica tutto quel temporeggiare

Di fronte a tutto questo, potrebbe non stupire che la BBC abbia annunciato la cancellazione della serie, immaginando un calo di ascolti, ma no: gli ascolti restano i sette milioni delle stagioni precedenti; piuttosto la produzione aspettava un aumento degli ascolti che non è arrivato.

File:Classic Doctor Who Ratings Graph.png - Wikimedia Commons
Questo testimonia il valore di un trend stabile: sì, il picco della penultima stagione di tom è passato, ma nel panorama televisivo dell’epoca consolidare i sette milioni di spettatori sarebbe stato più che valido

Ma parliamo delle storie della stagione 22: sono poche e possiamo permetterci di spendere un paio di parole su ognuna. Abbiamo già visto The Twin Dilemma, tecnicamente della stagione prima, che parla di come due gemelli geniali vengano educati dall’insegnante di accademia del Dottore, Azmael, per svolgere una serie di calcoli per il mostruoso insetto alieno Mestor, che progetta di far esplodere una stella per diffondere le proprie uova nell’universo, piano sventato dall’intervento del Dottore e dal sacrificio di Azmael, che rigenera nella propria ultima vita, uccidendosi.

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La rigenerazione dal veleno di Androzani ha dato origine a una psicosi, che lo ha portato a essere violento contro Peri. È difficile riabilitare un personaggio che comincia così

Attack of the Cybermen è uno dei punti più alti dello show e questo mostra molto bene il sabotaggio di Saward, dal momento che la storia si concentra più sui cybermen e su personaggi secondari; la puntata non manca di mostrare azione, confronti morali e presenta un espediente al contempo comico e di lore, ossia che il Dottore tenti di riparare il circuito camaleonte del TARDIS, che quindi muta dopo il proprio atterraggio, ma invece di mimetizzarsi con l’ambiente, diventa prima un armadio e quindi un organo a canne, ma ritornerà bloccato in forma di cabina alla fine. Vengeance on Varos si concentra invece sul pianeta titolare, dove è in corso una distopia mediatica che vede il premier torturato in caso di disapprovazione popolare e la diffusione di scene di tortura come esportazione del pianeta, mostrando il cliffhanger tra le due parti con il Dottore in una di queste, scena che viene tagliata dalla regia proprio in contemporanea all’episodio, in una parodia particolarmente riuscita. Viene anche presentato Sil, rettile umanoide chiaramente ispirato a Jabba di Star Wars.

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Vanno però fatti i complimenti a Nabil Shaban, che rende il disgusto che una simile creatura può provocare e si pone il problema di come potrebbe parlare questo che dovrebbe essere un essere serpentino

Lampante nella lista delle puntate, The Two Doctors ripresenta in scena il Dottore di Troughton, in una storia girata in Spagna che mostra il ritorno dei Sontaran, il secondo Dottore venire trasformato in un mostro cannibale salvato dal Dottore corrente. La storia è senza dubbio il peggior multidottore fino a oggi, escludendo la produzione straordinaria Dimensions in Time, ma è il principale argomento dell’ipotesi della stagione 7b, di cui scriverò nel prossimo numero della Fanzine. The Mark of the Rani presenta il ritorno del Maestro e l’introduzione di una nuova Signora del Tempo, la Rani, una scienziata senza scrupoli molto più pragmatica nei suoi tentativi di liberarsi del bastone tra le ruote che è il Dottore. Timelash, spesso additata per gli agghiaccianti effetti speciali, riprende scenari à la Asimoov e segue il tradizionale schema delle puntate dell’epoca, al punto che, se uno volesse avere un’idea generale della serie, questa sarebbe la mia indicazione, sebbene uno potrebbe più essere incline a guardare Revelation of the Daleks, il successivo, solo per il titolo: guardate, sui Dalek farò un DWOT apposta finiti questi, ne riparleremo, sappiate solo fuori contesto che un Dalek viene distrutto da un raggio di Rock ‘n Roll e che la rivelazione in questione riguarda il cannibalismo.

BBC One - Doctor Who, Season 22, Revelation of the Daleks
Davros è diventato una costante nelle storie dei Dalek, il che non ha giovato al suo personaggio

A questo punto, il Dottore avrebbe detto a Peri che l’avrebbe portata a Blackpool, ma in un editing dell’ultimo secondo, tagliano la scena lasciando in sospeso la destinazione. La storia successiva era già scritta: in una versione aggiornata di The Celestial Toymaker, Peri sarebbe stata intrappolata in un lunar parl infernale, mentre il Dottore è costretto a combattere il Giocattolaio, nemico del primo Dottore, a colpi di videogames. In realtà, gran parte della stagione 23 era già stata scritta, ma i piani alti decisero che 7 milioni di spettatori erano troppo pochi e che erano stanchi delle accuse di troppa violenza nello show. Doctor Who è stato cancellato nel 1985. La notizia fa rapidamente il giro del mondo: una piccola produzione a Seattle decide di prendere la palla al balzo e di continuare la storia con mezzi di produzione infimi, ma grande originalità, riprendendo dall’inspiegata rigenerazione del Dottore, ora nella sua settima incarnazione, interpretata da Barbara Benedetti. Per il fascino amatoriale della produzione, vi consiglio di guardarla su Dailymotion -non è che abbiano diritti d’autore da difendere…- e aggiungo che, per me, nel mio headcanon, Barbara Benedetti è il primo Dottore donna. Naturalmente, dopo la furia del fandom, la BBC ha detto «va bene, va bene, calmi! Facciamo che è solo una pausa, riprendiamo tra un anno e mezzo!»

Doctor Who: Wrath of Eukor 30th Anniversary - Home | Facebook
Il Dottore di Seattle, nel suo attire circense, cattura in qualche modo diversi presupposti della serie, per quanto ridicola fossa la produzione

Fu così che la stagione 23 venne completamente riscritta, facendo affidamento anche a un grande esperto della serie, uno dei migliori scrittori della sua storia: Robert Holmes. Andiamo con ordine: l’intera stagione è l’esperimento più estremo che la serie abbia mai fatto fino ai giorni nostri. E basta. Il monologo di Capaldi è meraviglioso, Love and Monsters ha osato fin troppo, ma The Trial of a Time Lord osa veramente saltare nel vuoto, imponendo, per essere capito, che lo spettatore non manchi un singolo episodio. La stagione apre con il Dottore che vaga in corridoi, da solo, guidato da una forza misteriosa, per poi giungere al cospetto del Valeyard. Qui viene presto stabilito che il Dottore è nuovamente sotto processo per aver interferito con specie aliene e a niente valgono le sue proteste che non è corretto processare due volte una persona per lo stesso crimine (al che rispondo, ok, ma sei reticente, che c’entra?!) Fortunatamente è molto semplice ottenere prove per documentare i fatti: basta usare la Matrix, il più potente database dell’universo, che contiene l’essenza di tutti i Signori del Tempo scomparsi (tranne Omega e Morbius, immagino), la conoscenza di tutti gli eventi, passati presenti e futuri ed è una simulazione talmente potente da poter sconfinare nella realtà. E viceversa. Il tribunale è libero quindi di guardare gli avvenimenti scelti dall’accusa nel monitor nello stesso modo in cui il pubblico guarda la puntata, spesso fermandola e commentando, in un concetto di sovversione della quarta parete estremamente innovativo, usato spesso in modo intelligente, ma non è tutto.

Trial of a Timelord - The Ultimate Foe: The Doctor's Speech. - YouTube
L’aula di tribunale. La donna in bianco è l’Inquisitrice, il giudice

La penna di Robert Holmes era destinata a scrivere il primo e l’ultimo episodio e apre con The Mysterious Planet. Il Dottore e Peri arrivano su Ravolox; dopo aver stabilito che è un posto in rovina, non senza prima cercare di addolcire il rapporto tra Peri e il Dottore, la botanica trova L’INSEGNA DI UNA METROPOLITANA CHE FA SOSPETTARE CHE IL PIANETA SIA LA TERRAAAAHHH; la civiltà umana è relegata a una tribù di selvaggi e a pochi fortunati che vivono nell’agio, ma sotto la tirannia di un robot, Drathro. In una serie di vicissitudini che non sto a riassumere, si scopre che tre umani, alla guida di una nave colonizzatrice piena di persone in sospensione criogenica, è arrivata ai confini di Gallifrey e ha avuto accesso alla Matrix stessa. Non viene mai specificato che sia un hackeraggio informatico, lasciando, come anticipato prima, l’idea, almeno per me, che la simulazione della Matrix trascenda il mondo virtuale e sia un luogo fisico; nel caso, altro concetto prima del suo tempo! Questi tre umani hanno rubato un segreto dei Signori del Tempo, che, in risposta, hanno distrutto la Terra.

sacha dhawan | Tumblr
Dite quello che volete, il Maestro ha fatto bene!

Non sono stati i Dalek, né i Cybermen. I Time lord, di punto in bianco, hanno fatto piovere fuoco sul nostro pianeta e, come un bambino che nasconde i cocci rotti sotto al letto, lo hanno spostato ad anni luce di distanza. Capite in questo come sono scettico che Orphan55 fosse una citazione…

H. G. Wells | Doctor Who Torchwood Wiki | Fandom
Un momento come un altro per dire che H.G. Wells fa da companion in Timelash, sebbene avrei adorato vederlo ancora, magari in The Mysterious Planet che trae ispirazione dal suo The Time Machine

In tutto questo, però, il Dottore appare spesso pavido, ottuso o comunque sbagliato. Il Sesto non ha modo di essere sicuro di quello che vede, soffrendo di amnesia per gli effetti dell’estrazione temporale (la stessa di Clara tanti anni dopo), ma lamenta che non si comporterebbe mai in quel modo: infatti, come si scoprirà, la Matrix è stata manomessa, cosa ritenuta impossibile, e sta mostrando una versione alterata dei fatti. Piccolo problema: questi atteggiamenti così oltraggiosi, sono in realtà abbastanza in linea con alcuni della stagione precedente e, soprattutto, della sua prima avventura in The Twin Dilemma. Visto che un contrasto netto estremamente marcato manca, il sabotaggio viene trasmesso unicamente tramite le proteste del Dottore; inoltre ci troviamo ad avere a che fare con un primo periodo in cui il Sesto è in una difficile crisi rigenerativa, poi viene spinto il più possibile fuori scena dallo script editor e si vede quindi relativamente poco, e ora lo vediamo solo attraverso questa versione diffamatoria. Questo mostra l’importanza di non fare passi più lunghi della gamba: la serie si potrà permettere narrative complesse di questo tipo, arrivando a rasentare complessità quasi ridicole come nell’era di 11, solo quando sarà gestita da showrunner. La condizione del periodo è invece di Nathan-Turner che decide la rotta da prendere, con i vari scrittori che la tracciano per lui, ma con lo script editor Saward effettivamente dietro al timone: la destinazione finale è la stessa, ma se è vero che quello che conta è il viaggio, la situazione non è rosea.

From A to 7Q - Sabalom Glitz
Altro “quasicompanion” del Sesto, Sabalom Glitz è un poco di buono interstellare, simpatizza con il Dottore, ma è pronto a venderlo al migliore offerente

Mindwarp è il secondo serial che alterna il passato del Dottore con il la situazione presente in aula e chiede di parlare un po’ di Peri. Estremamente sessualizzata dalla serie, per i suoi standard, la companion ha incarnato spesso la damigella in pericolo. Non è però priva di risorse e funge occasionalmente da bussola morale per il Dottore; se non altro, tra i battibecchi con un Dottore particolarmente alieno e distante dall’etica umana convenzionale e il vero e proprio body horror a cui è sottoposta – in Vengeance on Varos sarà sottoposta a una macchina che la muta a livello cellulare trasformandola in una creatura mostruosa, situazione ribaltata solo in extremis, per esempio – non può non catturare l’empatia dello spettatore.

Doctor Who: Companion Pieces - PERI (Perpugilliam) BROWN - Warped ...
La definizione di eye candy, ma non era solo questo

Nicola Bryant dà il meglio di sé nella parte, nonostante la strana indicazione di fingere un accento americano e l’oggettificazione del personaggio che interpreta e anche lei avrà giustizia resa nelle audioavventure Big Finish. Sta di fatto che la grande rivelazione finale di Mindwarp è che Peri, alla fine dell’avventura (che segna il ritorno del Jabba wannabe Sil), la vede come recipiente di uno scambio di corpi con un simile di Sil, il suo superiore Kiv, dal momento che il Dottore, che avrebbe dovuto salvarla, è stato prelevato in quel momento per attendere al proprio processo, lasciando solo il signore della guerra Yrcanos, che uccide il corpo di Kiv, in cui è possibile presumere sia bloccata la mente di Peri.

King Yrcanos | Wiki | Doctor Who Amino
Khal Drogo, viecce!!!

Il Dottore è sdegnato dalla cosa, ma con il proprio pragmatismo, decide di battere i Signori del Tempo al loro gioco, svelando il vero motivo per cui è sottoposto al processo. Certo, la reazione è incomparabilmente mite e anticlimatica, se messa al confronto con il modo in cui la serie moderna interpreta il dramma, ma è già un passo avanti rispetto alla morte di Adric. Vedo nei seguenti episodi che né il crimine di Ravolox, né il triste destino di Peri vengono dimenticati dal Dottore, ma vediamo prima Terror of the Vervoids. Conscio che il proprio passato è stato manipolato, sia come testimonianza della Matrix che intervenendo direttamente, in una svolta che cita volutamente A Christmas Carol, il Dottore “chiama al banco” i fantasmi del Natale futuro, mostrando avventure che deve ancora vivere come prova della propria innocenza. Qui viene introdotta Melanie Bush, la prima metaumana companion del Dottore che, come Black Canary, è capace di emettere onde soniche gridando. No, è una semplice informatica con l’hobby del fitness (che tenta di far dimagrire il Dottore, frecciata a Colin che ha preso peso tra le due stagioni), famosa per le propria grida assurdamente stridule. Va detto che è intraprendente e coraggiosa, forse il personaggio più proattivo della storia, ma la sua figura resta in secondo piano, in mezzo alla magnitudo degli eventi.

Doctor Who: The Day of the Doctor – Ex-Doctor Who Colin Baker ...
Oltre alla dieta, qui vediamo che Melanie suggerisce anche di tagliare la barba

Vi invito, però, di nuovo a guardare l’originalità del concetto: il Dottore usa footage del proprio futuro, un futuro che ancora non è avvenuto e che non avverrà, se sarà condannato, inclusa la nuova companion, che invece di essere presentata, è presa da un’ipotetica successiva avventura, dove presenta un rapporto già familiare con il Dottore, invece di dover prendere il tempo che serve a stabilire il personaggio. Sebbene non si possa che restare impressionati dalla struttura sperimentale, va anche considerato che, chi dovesse guardare queste puntate senza quelle precedenti, resterebbe molto spiazzato e siamo ben lontani dallo streaming on demand. Sta di fatto che in Terror of the Vervoids, il Dottore si trova ad affrontare la minaccia di creature di origine vegetale, frutto di un esperimento sfuggito al controllo, e che li debella prima che sia troppo tardi usando una reazione che emette una forte luce e accelera quindi la loro fotosintesi esponenzialmente, facendoli “appassire” prima del tempo. Vorrei commentare la scienza, ma i giorni nostri non sono dissimili, tra uova satellitari e qualsiasi cosa volesse essere il concetto dei Dreg. Morale della favola, il Dottore vuole mostrare come sia importante il proprio intervento eroico, ma il Valeyard ribalta la frittata, cambiando l’oggetto dell’accusa in genocidio dei Vervoid, che non è come funziona nei nostri tribunali, ma che ne so di come funziona la giurisprudenza shobogan. Questo è il primo tiro mancino del Valeyard che menziono, ma è l’ennesimo di una serie, per quanto il più significativo e quello che valorizza la storia come “fantalegale”, memore del processo di Pike in Star Trek. Nella quarta e ultima parte, divisa a sua volta in due episodi, The Ultimate Foe, l’inaspettato intervento del Maestro rivela quello che il Dottore stava cercando di scoprire: il Valeyard sta cercando di condannare il Dottore alla pena capitale per rubare le sue rigenerazioni rimanenti; quello che, però, potrebbe colpire di più è che…

the valeyard | Tumblr
Zan zan zaaaan!

Il Valeyard è una futura rigenerazione del Dottore!!! Sì, in realtà viene trasmesso in modo estremamente anticlimatico, con una frase buttata là dal Maestro «[…] il Valeyard, o come l’ho sempre chiamato io, il Dottore […]» che il Dottore chiede di ripetere e viene spiegato come «[…] tutti hanno un lato oscuro, persino tu!». Sineddoche di tutto l’arco, questo è un concetto brillante sulla carta, ma che non sa ancora fare uso delle moderne tecniche di scrittura e dei tempi delle rivelazioni drammatiche, nonostante fossero gli anni di “No, Luke, io sono tuo padre”. Resta che, nell’immaginario collettivo, il Valeyard come “Dottore, però cattivo” sarà radicato profondamente e tirato in ballo moltissimo nelle fanfiction, in alcuni fumetti e persino Moffat ne riaccenderà la speranza di ritrovare la controparte quando la Grande Intelligenza lo cita in mezzo ai tanti nomi dei Dottori. Francamente, avevo ipotizzato sarebbe tornato come burattinaio dietro le quinte di alcuni eventi dopo la stagione 9, ma già all’epoca lo ritenevo poco realistico. In ogni caso: grande rivelazione. Come continua?

In love with all the insults towards the Valeyard regarding his ...
Forse il Valeyard si suicida, non sopportando più le storpiature del suo nome? E 6 scrive sulla lapide “Backyard”?!

Qui bisogna di nuovo tornare a guardare dietro le quinte. L’idea era che aprisse e chiudesse la storia la già decantata penna di Robert Holmes, ma, tragicamente, questo è mancato prima di poter scrivere il finale. A Eric Saward – quello che stava sabotando la figura del Dottore, lo script editor di cui parlavo prima – chiudere la storia, nonostante i frequenti bracci di ferro con Nathan-Turner. Saward presenta il finale come un duello eterno nel limbo della Matrix tra Dottore e Valeyard, ma il produttore rifiuta la sceneggiatura, perché temeva che avrebbe spinto i piani alti a chiudere definitivamente la serie: né lui, né Colin Baker, il suo pupillo, erano intenzionati a essere ricordati come coloro che avevano stroncato l’epopea del Dottore. Eric Saward dà le dimissioni e chiama tempestivamente un avvocato che soprassieda alla stesura della nuova versione, vietando di usare materiale presente nello script originale. Nathan-Turner chiede aiuto agli sceneggiatori dell’episodio precedente, i coniugi Pip e Jane Baker. A loro l’assurda missione di scrivere il finale della stagione più sperimentale, che riprenda il colpo di scena più inaspettato, seguendo una puntata sceneggiata da uno degli scrittori più acclamato della serie, in una kafkiana versione di Taboo dove non possono fare niente di simile a quello che era lo sviluppo originale della storia, in bilico su una sedia a due gambe sospesa sopra una vasca di squali e leoni. Ok, l’ultima no, ma era una situazione disperata, l’ultimo tiro mancino di Eric Saward, che fa rima con Valeyard, appunto.

Robert Holmes | Tardis | Fandom
Tornando al tema della nave, qui è come se fosse crollato l’albero maestro, senza Holmes

Il risultato è fin troppo buono, viste le premesse. Piuttosto che vertere sul dualismo tra Dottore e Valeyard, la puntata finale riprende concetti già visti in The Deadly Assassin sul funzionamento del mondo virtuale della Matrix (accennati anche nel finale della dodicesima stagione nuova), includendo la condanna al Dottore e l’avvio dell’esecuzione capitale in questo strano… luna park? Un ambiente scuro con occasionali insegne al neon, chiamato Fantasy Factory, in cui il Maestro trascina il Dottore come esca, ma poi questo ritorna qui per accettare la propria morte, solo che Mel interviene e rivela che è stata tutta una simulazione, a partire dalla condanna, ma il Dottore lo sapeva già e stava cercando di tendere una trappola al Valeyard e il tutto si conclude con gli sforzi congiunti del Dottore e di Mel che disinnescano una bomba che avrebbe distrutto l’intero Consiglio di Gallifrey, che premia il Dottore riproponendogli la carica di Lord President, che aveva formalmente accettato in The Five Doctors, per poi defilarsi immediatamente e perderla per negligenza. Ok, è una di quelle puntate che necessita di uno schema per essere seguita, ma immaginate cosa non debba essere stato scrivere, recitare e montare in quelle condizioni.

Did Peri Die Or Get Married | Doctor Who Amino
Ah, tra l’altro viene menzionato che Peri non è morta, ma si è sposata con Yrcanos. Se non avessero messo un’immagine di stock per testimoniarlo e magari avessero un po’ accennato la cosa, forse sarebbe stato decente. O se fosse già andato di moda Jason Momoa!

Con tutto l’interesse che può circondare la produzione, rivedendo il tutto oggi è una massa informe di concetti, idee, dove il Dottore viene spesso messo fuori fuoco, atto mitigato dalla verve recitativa di un Colin Baker in lutto che trasforma in forza la propria disperazione, ma non è opinabilmente abbastanza per tirare fuori dal baratro The Trial of a Time Lord, che subisce un calo di ascolti repentino, di quasi tre milioni di spettatori. La continuità della serie è in dubbio: se mantenere i sette milioni l’ha fatta fallire, crollare sotto ai cinque cosa farà? La risposta arriva in una telefonata di John Nathan-Turner a Colin Baker. «Colin, ho una notizia buona e una cattiva. La produzione ha dato il via alla stagione 24» «Ma è meraviglioso!» «Però senza di te. Ci sarà un nuovo Dottore.» «Oh…»

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I got good news and bad news

È il primo e unico caso, salvo la malattia di Hartnell, in cui un attore titolare esce dalla parte non alle proprie condizioni. Colin è amareggiato: quel posto che ad altri era stato regalato, lui se l’era guadagnato centimetro per centimetro, lavorando con passione, entusiasmo, scendendo a compromessi con la produzione, che versava in uno stato disastroso. Lui, forse assieme ad alcuni scrittori, l’unica redenzione della serie in quel momento, è stato scelto come capro espiatorio da sacrificare agli dei dello share. Gli viene chiesto di girare l’inizio della prima puntata della stagione successiva, per mostrare la rigenerazione. Rifiuta. La scena verrà girata da Sylvester McCoy con indosso una parrucca poco convincente.

Re)Generation Who 2017 - Sylvester McCoy Played the Sixth Doctor ...
La scena, senza gli effetti di saturazione che censurano il volto

Non tutti voltano le spalle a Colin, però: i fan continuano ad acclamarlo e lo fanno tutt’ora. In molti accorrono alle convention a cui partecipa ed è stato presidente ad honorem della “Doctor Who Appreciation Society”, la cosa più vicina a un fan club ufficiale mai esistita (dateci tempo) dal 2011, la scomparsa di Nicholas “Il Brigadiere” Courtney. Conquista in ogni scena di The Five(ish) Doctor Reboot. Quando la serie verrà definitivamente chiusa nel 1989, la produzione BBV chiederà a lui di interpretare The Stranger, le avventure di un viaggiatore nel tempo accompagnato dall’assistente Dott.ssa Brown, il cognome di Peri, interpretata da Nicola Bryant, in un chiaro tentativo di continuare la serie senza avere i diritti… ma parleremo anche degli anni bui, in DWOT futuri. L’amore dai fan verso Colin Baker è corrisposto: lo si legge in ogni tweet, nel sorriso in ogni foto ai comicon, persino nella sua interpretazione nella serie fanmade Star Trek: Continues. Incredibile pensare come una persona tanto affabile abbia interpretato il più spigoloso dei Dottori.

Basically Colin Baker with a cat. That's right, Internet. Your ...
Ho già detto quanto ama i gatti?

Il vero riscatto di Colin, però, arriva nel luglio 1999, quando Big Finish Production acquisisce i diritti per quinto, sesto e settimo Dottore. L’esordio, The Sirens of Time, un’audioavventura scritta da Nicholas Briggs, famoso per essere la voce dei Dalek e di tanti altri mostri nella serie moderna è un multidottore che, non costretto dai limiti della produzione video, è libero di raccontare una storia fantastica, in cui, se non il protagonista assoluto, dal momento in cui ci sono altri due Dottori, il Sesto è quello che risolve la situazione, proprio richiamando al pragmatismo in qualche modo amorale che l’aveva reso un personaggio tanto ruvido. Le sue avventure stanno ancora continuando e sono piene di piccole ripicche, ma anche di “accettazione”. Per esempio, il Dottore rinuncerà al costume patchwork in favore di un outfit in toni di blu molto più sobrio… beh, poco ci va! Ricordate, però, che nella stagione 23 la companion alla fine è Mel? Questo è un paradosso, perché il Dottore non l’ha ancora incontrata, eppure ha visto alcune avventure che vivrà con lei, così in The Wrong Doctors, la riaccompagna nella sua epoca, ripetendo ostinatamente di non voler sapere nulla del proprio futuro. In parallelo, il Sesto del futuro, vestito con il nuovo costume blu, ha appena salutato la companion Evelyn Smythe e decide che è il momento di “incontrare” Mel. Ne segue una storia che è un multidottore e al contempo non lo è, con la voce di Colin Baker che passa dai toni striduli e acuti del Dottore come interpretato sugli schermi a quelli più pacati e contenuti della sua versione corrente, mostrando chiaramente come sia cambiato il Dottore, al termine della quale decide di rispolverare il cappotto patchwork, in memoria dei vecchi tempi, scendendo a patti con quell’orrore sartoriale. Potete, più o meno, vedere all’opera il Dottore blu sul sito BBC nell’avventura audio Real Time accompagnata da illustrazioni, con uno dei migliori design dei Cybermen di sempre, reliquia di una parentesi nella storia della serie, in cui la produzione ha tentato di avvalersi degli albori della rete per riprendere la serie.

Amazon.it: Real Time (Doctor Who) - Gary Russell - Libri in altre ...
Real Time è un’opera di grande inventiva, che ricorda a tratti The Pyramids of Mars, ma soprattutto The Tomb of the Cybermen

Ragazzi, non avrete difficoltà a capire perché questo articolo sia tanto lungo: qui sto parlando del MIO Dottore. Trovate uno spaccato di quello che mi affascina di lui nel mio articolo sulla fanzine (il primo numero è libero a tutti, basta scrivere FANZINE in oggetto a una mail a doctorwhoitalianfanclub@gmail.com, magari mettete qualcosa nel testo che abbiamo ricevuto una caterva di mail vuote), ma qui voglio darvi la mia opinione sul vestito del sesto Dottore. Il cappotto patchwork è brutto. È un orrore sartoriale concepito per essere tale, accompagnato da tanti piccoli dettagli assurdi, come le sottili righine rosse o nere sui pantaloni gialli, che la risoluzione dei programmi dell’epoca rendeva in un melange ocra bruciata, le scarpe verde pisello, coperte da ghette rosse, diversi gilet dalla trama irripetibile, tra cui uno con teste di orsetto al posto dei bottoni e, cosa in realtà adorabile, aggiunta per richiesta di Colin, un’alternanza di spille a forma di gatto. Un accostamento cromatico che solo il mio daltonismo permette di indossare. Ciò nonostante, è troppo divertente da indossare ai comicon. Girare con un ombrello multicolore, magari aperto che faccio roteare puntato contro la spalla, ricevendo più richieste di foto di quante ne possa contare e, ciliegina sulla torta, essere additato dall’occasionale bambino che dice “guarda, mamma, un pagliaccio”. Se fa ridere i bambini, qualcosa è sempre bello e ne vale sempre la pena.

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Sempre.

La storia del sesto Dottore non è grandiosa. Se passate distrattamente, non la noterete in mezzo a tutte le altre. Per sentirla, dovete fare attenzione, ascoltare lo sfrigolio dell’acetone sul pavimento, annusare l’odore alacre dei solventi dispersi in aria, aspettare quell’istante, quel singolo, piccolo istante, in cui la miccia si accende e tutto salta in aria. È una storia di quarte pareti che si infrangono, è una storia di uomini mossi solo dalla passione, quando tutto il resto rema contro. È la storia di dieci milioni di anni di corruzione.

The Sixth Doctor (Colin Baker) from Doctor Who. | Doctor who ...
È la storia di una fabbrica di colori che esplode.

A differenza di come avviene nella realtà, però, questo arcobaleno non segue la tempesta, ma la precede. La prossima settimana vedremo quello che, secondo me, è “la tempesta imminente”, il settimo Dottore, la fine dell’era Classica. Fino ad allora, non fate freddare il té e…

E grazie di essere il mio Dottore, Colin.

Ah, naturalmente stay tuned, stay HOME! Ciao, dai vostri Sesti!
~Six

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