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La Cabina Blu

Beh, avendone già fatto la sua personificazione, mi sembrava giusto dare spazio anche alla sua versione originale. Ed è un’altra sfaccettatura di me, quella più pragmatica. Insomma, parliamo di una cabina blu elettrico della polizia che viaggia nel tempo e nello spazio, è più grande all’interno e riesce a tradurre qualsiasi lingua conosciuta in tutto l’universo. Penso sia la scelta più adatta per una che studia le lingue, no?

Come hai fatto a… cabinizzarti?

Ho comprato le stoffe per fare il tutto sempre in un negozio di Venaria, e poi le abbiamo acconciate a dovere. Ne ho fatto una versione più estiva con una gonna fino al ginocchio e una più invernale con gonna lunga. Corpetto rigorosamente sbracciato come tutti fanno notare (“In fiera è sempre nuda!” Cit.) per facilitare i movimenti. Ma il pezzo di cui vado più fiera è la lanterna. Ho preso un cerchietto nero di stoffa molto semplice da Tiger, con della carta trasparente, cartoncino blu, elastico e altra stoffa nera Amelia (santa donna) Pond ha costruito la lanterna e le lucine (sì, ci sono le lucine) le ho comprate in un negozietto nel centro di Torino e gliele abbiamo messe all’interno. Non la ringrazierò mai abbastanza per l’aiuto, perché io purtroppo non ho molta manualità.

Amo i dettagli. Come hai realizzato quelle finestre?

Nella prima versione sono di raso, e cucire insieme del raso con dell’altro raso è estremamente complicato. Infatti ci sono tutti i filini che sbucano dai contorni neri, ma li vedo solo io. Nella seconda versione, ci siamo facilitate il lavoro usando del cotone, e sono più aderenti sul raso della maglia.

Come si truccano le cabine blu?

Devo essere sincera, vado molto in base a come mi sento quel giorno. Mi è capitato di mettere ombretto e mascara blu, oppure ancora eyeliner blu e mascara nero. Altre volte, all’inizio, mi legavo i capelli e mettevo un grosso fiocco blu scuro di pizzo o una coroncina fatta con fiori blu. L’ultima volta sono state delle orecchie da elfo con delle pietre blu e un fiore blu nei capelli. Variazioni sul tema, insomma. La cosa principale è che sia blu, in omaggio alla cabina.

Come ti regoli per l’interpretazione del personaggio?

Non essendo un vero è proprio personaggio, non ho bisogno di preparazioni. Sono semplicemente io, un po’ più stralunata del normale. Sai, c’è sempre qualcosa da tenere sotto controllo, e ho veramente tante stanze…non posso neanche rilassarmi per 5 minuti perché il Dottore ha sempre voglia di andare da qualche parte.

Quando il TARDIS compare in fiera, quale accoglienza riceve?

Sempre positiva. L’ultima volta ho fatto addirittura una foto da sola davanti al Tardis dello stand, e io sono una che le foto le evita il più possibile e al massimo le scatta. Magari qualcuno che si avvicina allo stand nota il costume, io noto il suo e da lì iniziamo a chiacchierare.

Cosa consigli, a chi volesse… cabinizzarsi?

L’importante sono le caratteristiche. Blu, assolutamente blu. Io ho la lanterna, ma qualcuno stampa anche il cartello o la croce di St. John. E la scritta POLICE BOX. Sul mio non sono riuscita ancora a farla, ma sto cercando il modo.

Amy Res
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