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Discussing the Wonders of Our Tale

Immagina questo: hai un amico che non conosce Doctor Who. Tu l’hai menzionato diverse volte, hai proposto più di una volta di guardare lo show, ma a lui non sembra interessare e tu sei così frustrato, perché conosci Doctor Who e conosci il tuo amico e sai che, se solo provasse, si innamorerebbe perdutamente della serie e potreste parlarne insieme per anni. Anche fare un cosplay di coppia, perché no? Così un giorno sbuffa, ti guarda negli occhi e ti chiede di spiegare perché Doctor Who sia tanto bello. E, così, ti ritrovi spiazzato, incapace di fare un discorso coerente.
Questa è la situazione in cui verso io, solo che anziché essere Doctor Who, devo parlarti del terzo Dottore, il miglior Doctor Who mai esistito.

The Wertzone: Doctor Who at 50: The Third Doctor (1970-74)
Jon.

D’accordo, è opinabile, ma sono veramente poche le cose che si possono dire contro l’era di Jon Pertwee. Cominciamo dalla produzione: Doctor Who ha spesso avuto una strana tendenza, a fare degli episodi “budget”, ossia quelle puntate in cui si devono risparmiare dei soldi, delle perle inaspettate. Vale per la serie nuova, come con Midnight, vale per la serie classica, come per The Edge of Destruction. Tuttavia qui ci troviamo in un caso particolare, in cui tutta l’era di Pertwee, o meglio le prime stagioni, è un’era “budget”. Il secondo Dottore, come detto la settimana scorsa, aveva ogni serial ambientato su un pianeta diverso, portando sempre nuovi set, prop e costumi in scena, con un dispendio incommensurabile di risorse. Così, nel 1970, seguendo le premesse di The War Games, un nuovo Dottore esce traballando fuori dal TARDIS. Entrambi sono stati sabotati dai Signori del Tempo, il Dottore privo dei ricordi sulla tecnologia per viaggiare nel tempo, il TARDIS privo del circuito di smaterializzazione. Invece di viaggiare nel tempo e nello spazio, questo Dottore sarebbe rimasto sulla Terra a lavorare come consulente scientifico per la UNIT, a fianco del Brigadiere Lethbridge-Stewart. Facile capire come mettere un paio di personaggi ricorrenti in più, togliendo invece prop e set alieni, abbia aiutato a tagliare mostruosamente il budget. La serie inoltre comincia a sfruttare al massimo il green screen e a inserire il Dottore davanti a dinosauri o un intero schermo sul quadrante di un orologio futuristico. Forse, però, un dettaglio salterà agli occhi per primo: visto il diffondersi di apparecchi di nuova generazione per le case britanniche, Doctor Who venne per la prima volta filmato a colori. Per essere precisi, le riprese venivano fatte su due pellicole, una a colori e l’altra in bianco e nero, a favore degli altri paesi in cui la televisione a colori non era ancora tanto comune. Questo ha impedito che venissero perdute parti di puntate, come successo per primo e secondo Dottore, lasciandoci almeno la versione in bianco e nero dove quella a colori è stata smarrita.

Tardis Home Time on Twitter: "3rd Doctor, Jo, Liz, Sarah Jane ...
Liz, Bessi e il Dottore

Sto mettendo molta carne al fuoco. È facile vedere come le scelte di produzione abbiano potuto causare benefici, invece di un calo di qualità della serie. Avere un cast ricorrente ha permesso interazioni più complesse con i personaggi, in modo da poter vederne sfaccettature altrimenti celate. Un esempio su tutti: il Dottore schernisce in continuazione l’approccio militaristico della UNIT, per esempio dicendo che “military intelligence” è una contraddizioni in termini. Questo passa anche per innumerevoli frecciate al Brigadiere spesso, che solitamente non raccoglie e lascia correre. Tuttavia, Jo Grant, la seconda assistente del Terzo, in un’occasione sarà l’autrice di una di queste frecciate e, mortificata, si vedrà il Dottore rimproverarla e difendere il Brigadiere. Certo, è uno di quei casi in cui il figlio viene sgridato dal genitore per aver detto una parolaccia che ha imparato proprio dal secondo, ma in realtà mostra come, nonostante il Dottore disapprovi i metodi “spara prima e poi chiedi spiegazioni”, rispetti molto profondamente il Brigadiere e non accetta che la sua protetta gli manchi di rispetto, non per gerarchia, ma per amicizia. In un certo senso, il Brigadere è il companion più longevo della serie, ma è un po’ stiracchiato definirlo companion a tutti gli effetti, dal momento che viaggia molto di rado nel TARDIS.

Brigadier Lethbridge Stewart - Alchetron, the free social encyclopedia
Nicholas Courtney è il Brigadiere Alistair Gordon Lethbridge-Stewart

Oltre al punto di vista dei personaggi, l’era del Terzo è caratterizzata anche da un’impronta scientifica molto più premuta: non a caso è l’era in cui viene coniato il termine “invertire la polarità del flusso di neutroni”. Ora, questo è definito “techno-bubble” ossia qualcosa che deve suonare “scientificoso”. Una polarità è una differenza di carica nella zona, che i neutroni per definizione non hanno, né ci dovrebbe essere un vero e proprio motivo per cui i neutroni facciano un flusso, ma è come dire che la magnetizzazione del quanto darebbe origine a flocculazione chirale, come fosse antani alla terza: il punto è che sta dicendo qualcosa di scientifico, con il savoir-faire di chi sa di cosa sta parlando. È fantascienza con un’enfasi sul “fanta”, non esclusivo di quest’era, ma con un ruolo più predominante. Nonostante l’aspetto mistico ed esoterico, quella dei Dæmons è tecnologia; Frontier in Space è una vera e propria puntata di Star Trek e il Dottore ha una vasta varietà di gadget scientificosi, primo fra tutti, il cacciavite sonico. Già brevemente introdotto con il Secondo, il cacciavite del Terzo è ora in grado di aprire porte, far saltare circuiti, innescare esplosivi e persino fungere da metal detector. A questo si uniscono scene d’azione con lunghi inseguimenti, grazie anche all’auto del Dottore, Bessie (di cui realizzeremo il prop, prima o poi, fateci solo raccogliere i fondi per comprare un risciò a pedali) e, ovviamente, l’Aikido Venusiano.

camila on Twitter: "VENUSIAN AIKIDO, BITCH! #DoctorWho… "
Per esempio questo, simile a quanto usato dal Dodicesimo in World Enough and Time, è un doppio Soto Kaitennage. Si noti come uno dei due è proiettato in ritardo rispetto all’altro, che è esattamente quello che succede con questa tecnica, perché il movimento di proiezione parte dalla rotazione (kaiten) dell’anca

Inizialmente denominato “Karate Venusiano”, Aikido è senza dubbio un termine più corretto, dal momento che Jon Pertwee lo praticava veramente. Posso mostrarvi ogni scena d’azione e ricondurre quello che viene eseguito a reali mosse dell’Aikido, con l’eccezione della scopiazzatura della presa Vulcaniana. Va fatto notare che Jon Pertwee non usava controfigure, aveva già superato i 50 anni di età e alle volte lo vediamo fare cose che non stonerebbero in un film di Jackie Chan, come tuffarsi di testa da un oblò. Occasionalmente vediamo il Dottore persino in scontri con arma da fuoco e tutto questo serve per chiudere un quadro completo: il terzo Dottore è James Bond, senza ombra di dubbio. Questo è enfatizzato anche dalla natura della propria nemesi, che è chiaramente il Maestro. Finalmente introdotto come una “vecchia conoscenza del Dottore”, che lo presenta come una “canaglia che non combina mai niente di buono”, il Maestro si stabilisce come la mente criminale con piani di scala globale (o occasionalmente galattica), votato a conquistare il mondo manipolando a suo favore il “mostro della settimana”, che siano gli Autoni o i Sea Devils.

imagines gifs | WiffleGif
Il Maestro che legge La Guerra dei Mondi

Questo è ironico se si pensa al passato di Jon Pertwee: durante la seconda guerra mondiale, egli è stato infatti una spia britannica. In un’intervista ha raccontato di avere avuto una pistola modificata in forma di pipa: non esattamente un cacciavite sonico, ma qualcosa che non sfigurerebbe nell’arsenale di 007. La vita di Jon Pertwee dipinge lo scenario di un uomo che ha cominciato con una carriera militare, per poi seguire il suo sogno di recitazione ottenendo la popolarità con un programma comico radiofonico, quindi diventando il Dottore e finendo a fare uno spaventapasseri combinaguai in un programma per bambini. Tornando al Maestro, anche Roger Delgado è essenzialmente “merito” di Jon Pertwee, anche se qui sto tirando un po’ di conclusioni senza avere fonti attendibili: quello che è sicuro è che i due fossero grandi amici anche prima di recitare insieme e che la loro chimica facesse vere e proprie scintille, dando una miriade di piani di lettura a quello che sta succedendo. Quando il Dottore e il Maestro combattono di scherma, il primo restituisce l’arma all’altro, senza nessun motivo se non continuare a giocare: spavalderia? Rivalità? Due bambinoni che stanno giocando insieme? Nel succitato Frontier in Space, il Maestro salva Jo Grant dalla detenzione e in The Talons of Axos salverà tutto il pianeta. Il Maestro di questa era prende delle vite umane, ma senza dare l’impressione che potrebbe fare del male a qualcuno di innocente.

Third Doctor has a swordfight with the Master and steals the ...
Cercatevi il duello su Youtube o guardate The Sea Devils

Prima ho accennato a Jo Grant come “assistente” del Dottore, piuttosto che “companion”: questo perché le prime due companion del Terzo, Liz Shaw e Jo Grant, sono assegnateli dalla UNIT stessa. Liz Shaw fa da precursore a Martha Jones: una donna completamente padrona della situazione e tanto brillante che, pure priva delle conoscenze gallifreyane del Dottore, riesce a tenergli testa al punto da essere spesso in grado di risolvere la situazione senza di lui. Lo show lo riconosce e, quando deve cambiare la companion attraverso un recast fuori scena, lo motiva proprio dicendo che il Dottore non ha bisogno di una come lei, ma di qualcuno “capace di passargli le provette e ripetere quanto sia brillante”, che è un po’ la definizione di Jo, quando entra in scena. Mettiamo le mani avanti: Jo è carina come una torta con fragole e vorresti rimboccarle le coperte lasciandole accesa una lucina per la notte, quindi non posso essere oggettivo su di lei, è la mia companion preferita; tuttavia ci sono anche dei buoni motivi per questo. Senza dubbio Sarah Jane, che la seguirà, si dimostrerà una donna capace e indipendente, ma lo è stata dal primo momento che si è vista. Da quando, invece, Jo viene ipnotizzata dal Maestro, passando per quando è terrorizzata all’idea di essere sottoposta a una sonda mentale e dal contrastare un nuovo attacco ipnotico cantilenando filastrocche per bambini, fino alla sua decisione di lasciare il Dottore per studiare al fianco di Cliff, bel professore con cui si sposa con una velocità “disneyana”, il suo personaggio mostra un arco crescente di carattere, diventando via via più affidabile e indipendente. Ancora occasionalmente menzionate sono le immagini in cui appare nuda con un Dalek, ma qui voglio sfatare un mito: in realtà indossa degli stivali. Scherzi a parte, è stato un servizio fotografico del 1978 per la rivista Girl Illustrated, pubblicata tra il 1966 e il 1977, o almeno così dice Wikipedia. Per ovvi motivi non riporterò foto qui, ma l’incoerenza temporale dimostra che girare nel TARDIS lascia effetti a lungo termine.

Katy Manning and Georgia Moffett with a Dalek | Doctor who, Doctor ...
In realtà io l’avrei anche messa, ma Dalek Oba non ha voluto nemmeno quando ho censurato il Dalek. Così eccovi una foto di Katy Manning più o meno ai giorni nostri, insieme alla moglie di Tennant, Georgia Moffet, messe nella stessa posa della copertina dell’articolo, ma decorosamente vestite

L’addio tra Dottore e Jo è semplice nella sua amarezza, con lui che lascia la festa di fidanzamento della ragazza senza salutare e che guida malinconico la sua Bessie. Sarah Jane Smith è la companion classica più famosa e lo resterà finché non si decideranno a far fare un cameo a Ace. Giornalista dall’insaziabile curiosità, attirerà l’attenzione del Dottore e diventeranno ben presto una coppia affiatatissima, ma, un po’ come Liz, lei comincia subito con l’essere una donna dai mille talenti e mi resta più difficile empatizzare dopo aver visto la companion precedente avere un vero e proprio arco narrativo. Più sottili, ma presenti, sono i cambiamenti del Brigadiere, sempre più influenzato dal Dottore, ma che mette sempre al primo posto il proprio senso del dovere. La famiglia UNIT si completa con John Benton e Mike Yates, personaggi secondari, ma realistici nel mostrare stralci delle loro vite che rafforzano tanto il worldbuilding senza pesare sulle trame, con l’eccezione di The Green Death che vede il secondo manipolato dall’Intelligenza Artificiale Boss.

Third Doctor and Sarah Jane Smith | Doctor who, Doctor who actors ...
Jon Pertwee ed Elizabeth Sladen

Tra le puntate, un must è assolutamente The Three Doctors. La primissima volta in cui più Dottori hanno condiviso uno schermo, ma soprattutto il difficile, ma commovente ritorno di William Hartnell. È mia ferma convinzione che sarebbe stato completamente impossibile, viste le condizioni critiche in cui versava la malattia di Hartnell, interpretare la parte, se il ruolo del Dottore non fosse stato completamente suo, una seconda natura imprescindibile. Purtroppo, questo non lo aiutava né con la memoria, né -temo, non sono sicuro- con la deambulazione, cosa che ha costretto a rivedere il suo ruolo in modo da permettergli di leggere le battute. All’epoca correva voce che queste riprese fossero state fatte nei locali di Hartnell, ma è una leggenda metropolitana; invece è vero che le foto promozionali sono state scattate a casa sua, dove Patrick e Jon lo sono andati a trovare.

William Hartnell | Doctor who, Classic doctor who, William hartnell
“So these are my replacements? A dandy and a clown?!” fin da subito, nasce la tradizione di prendersi in giro da soli. “You’ve redecorated… I don’t like it”, invece, lo dice il Secondo al Brigadiere

Oltre a questo, è un’occasione per vedere il secondo Dottore a colori, per quanto ne avremo ancora altre, ma anche di vederlo interagire con il Brigadiere, che è sempre una gioia. La puntata ha anche un pesante impatto sulla mitologia di Gallifrey, rivelando non solo altri Signori del Tempo nel loro stato naturale, ma anche Omega, Time lord leggendario che ha praticamente inventato i TARDIS. Inoltre, il Terzo spiega a Jo:
“You see, I am he and he is me” e lei…

Doctor Who Goo Goo G'joob GIF by ninjyte | Gfycat
I am the wailrus!

Oltre a Jo, lo stesso Dottore compie nuovamente un arco del personaggio: sì, questo è il Dottore che vuole difendere l’universo combattendo il male, ma non accetta certo di buon grado il proprio esilio e tenta costantemente di sfuggirvi. La prima puntata, Spearheads from Space, lo vede ricoverato in un letto di ospedale mentre abbraccia le proprie scarpe, cui segue una fuga in sedia a rotelle, una doccia con cuffia da bagno che rivela il tatuaggio di Jon (che racconta di non sapere assolutamente come se lo sia fatto e se lo sia trovato una mattina), rubare dei vestiti e una Edwardian Rover come poi sarà la sua auto e solo a quel punto impegnarsi a difendere la Terra. In Inferno, nella prima delle sue cinque stagioni, collega una centrale nucleare alla console del TARDIS, portata fuori dopo essere stata smontata pezzo per pezzo, cosa che lo porterà in un universo parallelo dove la Gran Bretagna ha un’impronta dittatoriale e dove il Brigadiere è un individuo malvagio con tanto di benda sull’occhio. Questa lezione non servirà però al Dottore, che ritenterà l’esperimento immediatamente, dopo aver dichiarato che il Brigadiere dell’universo principale non è poi tanto diverso e che è un idiota pomposo e pieno di sé. Solo per finire tre secondi nel futuro, in mezzo alla raccolta rifiuti della base militare e dover chiedere l’aiuto del Brigadiere per recuperare il TARDIS. Quando, in seguito agli eventi di The Three Doctors, il Dottore riacquista la capacità di viaggiare nel tempo e nello spazio, anche forte di una nuova padronanza sugli strumenti del TARDIS, userà ancora la UNIT come proprio campo base, in parte per venire incontro alle esigenze di Jo Grant, che è la prima companion ad alternare vita quotidiana ad avventure nel tempo e nello spazio, tema poi molto più approfondito nell’era nuova, sia per un senso di appartenenza ormai consolidato. Nonostante questo manterrà comunque atteggiamenti infantili, al punto da intraprendere un’avventura in solitario su Metebilis III, nonostante gli avvenimenti sulla Terra richiedessero la sua attenzione. Sarà alla fine dell’undicesima stagione, quando gli errori del passato verranno a bussare alla sua porta: nella sua incursione sul pianeta per recuperare un cristallo blu, il Dottore ha portato con sé inconsapevolmente dei ragnetti, che si sono moltiplicati e sono cresciuti, sotto l’influenza dei cristalli che potenziano la forza psichica e ora minacciano la Terra. Mettere a posto le cose riportando sul pianeta il cristallo, gli costerà la vita e lo porterà a rigenerare, ma il Dottore affronterà la cosa a testa alta. Non è più vittima del proprio egocentrismo e pronto ad abbandonare tutto appena si presenta l’occasione: ora è un uomo pronto ad affrontare le proprie paure e pagare il prezzo dei propri errori.

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A tear, Sarah Jane? Don’t you know, until there’s life, there’s…

Un elemento però costante dell’era del Terzo, è l’eroismo del Dottore. Il Dottore non è mai semplicemente sconfitto, ha sempre frecce al proprio arco, quando non sta agendo, sta stoicamente aspettando l’occasione per ribaltare la partita, o buttare completamente all’aria la scacchiera. Vedere il Terzo rigenerare dopo essersi esposto a radiazioni tossiche di propria iniziativa è l’unica cosa che potrebbe sembrare giusta, perché l’idea che un nemico lo possa ridurre in quella condizione sarebbe semplicemente impossibile da trasmettere. Altra cosa da notare, un po’ scollegata, è che questi sono gli anni ’70 e gli episodi vivono molto meno del ricordo della seconda Guerra Mondiale e molto più della Guerra Fredda. Puntate come Inferno e The Green Death sono denuncie ambientali prima che andasse di moda. I Sontaran sono una metafora al belligerismo statunitense come i Dalek lo sono stati dell’eugenetica nazista o i Cybermen dell’Unione Sovietica. Parlando sempre dei Sontaran, ma anche dei Draconiani, i costumi di questo periodo sono davvero notevoli: potrà stupire, ma questa tecnica di unire trucco a protesi cosmetiche in modo organico, che tutt’ora è molto in voga, pensate a come viene realizzata Madame Vastra, era all’ultimo grido all’epoca e questo ricontestualizza avere in The Time Warrior, il cliffhanger sulla rivelazione del volto Sontaran, che oggi è piuttosto esilarante.

The Time Warrior | Doctor Who Amino
Ok, è meglio Strax, ma era anche quarant’anni prima!

Potrei andare avanti a oltranza sul terzo Dottore. Vorrei parlare di più del Maestro, farvi altri spaccati di episodi, personaggi secondari, gadget e tanto altro, ma la morale della favola è una sola: l’era del Terzo prende tutto quello che è stato fatto bene nelle due precedenti ed è completamente capace di espandere. Le puntate devono occasionalmente menare il can per l’aia e prendere tempo per riempire la ventina di minuti e soffrono ancora del concentrare il grosso della trama nella prima e nell’ultima parte, ma questo potrebbe forse essere l’unico vero difetto che persiste in questa era. A mio avviso, questo è l’apice della serie Classica, di tutto ciò che la rende immortale, ma dovete considerare che ho una punta di avversione personale contro il quarto Dottore e tanti altri potrebbero identificarla nelle stagioni che seguiranno. È strano vedere la Classica come un’unica “era”. La distinzione tra un Dottore e l’altro è spesso più marcata e distintiva e, in un certo senso, la demarcazione tra la prima era, fatta di serial lunghi e di compromessi intelligenti con la produzione, si chiude con il Dottore di Pertwee, andando verso la seconda metà dell’era Classica, in cui Doctor Who è uno dei tanti telefilm con seguito internazionale e ha un risvolto forse più commerciale. Non prendete questa definizione per buona, è evidente che non la sto spiegando bene, perché è più un sentimento, una sensazione. A guardare le puntate di primo, secondo e terzo Dottore, o quelle del quinto, sesto e settimo, provo la stessa distanza che potrei provare guardando invece quelle del revival.

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Miss U, Jon!

Naturalmente all’appello manca il Dottore di Tom Baker, che funge da ponte tra le due ere. Tra sette giorni, fatevi trovare qui con delle Jelly Babies!

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Fino ad allora, stay tuned, stay HOME! Ciao, dal vostro Sesto. Ehm, ok, qui non proprio

~Six

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