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ORPHAN 55 – Recensione SPOILER di Saki

Orfano è un pianeta traumatizzato e abbandonato. Un bambino che ha subito tutto questo è peggio che orfano. Non per nulla, le parole chiave attorno a cui gira la puntata sono ADATTAMENTO e PRENDERSI CURA.
Se noi non ci prendiamo cura della Terra, ci saranno conseguenze – d’accordo, questa è la morale principale, ma non si limita a ciò. Se ti prendi cura di un figlio, si prenderà cura di te; se non lo fai, si adatterà per sopravvivere ugualmente, ma ti si rivolterà contro. Non saprà gestire le sue emozioni e agirà in modo distruttivo per sé e/o per gli altri.

Certo, è possibile ricucire i rapporti in seguito – l’abbiamo visto tra Ryan e suo padre, e verso la fine tra Bella e sua madre – ma non sempre funziona e a volte è davvero troppo tardi. Kane mi ha proprio fatto rivalutare le capacità genitoriali di Harry Potter in The Cursed Child, ed è tutto dire!

Ryan mi piace sempre di più e, appunto, il parallelo con Bella riguardo alla loro situazione familiare diventa sempre più concreto e sorprendente man mano che la storia va avanti. Un altro parallelo che mi è saltato alla mente è quello tra Bella e Bonnie del doppio episodio sugli Zygon: non solo perché sono entrambe due giovani terroriste, ma soprattutto per l’atteggiamento del Dottore nei loro confronti – metterle davanti alle loro responsabilità e incitarle a risolvere la situazione che hanno creato anziché punirle.

Il Dottore dice che il futuro che hanno visitato è solo uno dei molti possibili. Ha senso, perché non sembra ricordarsi di quel particolare evento; d’altra parte, è a conoscenza di molte altre occasioni in cui la Terra ha passato dei gran brutti momenti e poi si è ripresa (invasione dei Dalek, per dirne una). In quelle puntate, sia nella serie classica che in quella moderna, si è sempre posto l’accento su come l’umanità sia una razza tenace, che si evolve per sopravvivere, e in quelle occasioni il Dottore lo esternava con ammirazione. Qui è l’esatto opposto. Gli esseri umani sono in effetti “sopravvissuti”: prima scatenando guerre per la gestione delle poche risorse rimaste, poi, una volta distrutta completamente la possibilità di vivere sul pianeta, i più abbienti – tra cui, scommetto, gli stessi che hanno provocato sia i disastri ambientali che quelli bellici – sono emigrati altrove, gli altri sono mutati in creature feroci.

E sì, so che là fuori sono stati già vergati papiri su quanto Chibnall e soci abbiano sfornato la tiritera ambientalista dell’anno e sul fatto che nella fantascienza si sono sempre usati filtri più sofisticati per comunicare messaggi sociali, politici e quant’altro. Io dirò solo: lo showrunner attuale non li usa. L’abbiamo capito nella scorsa stagione, e quella in corso la riconferma; prendiamone atto. È perfettamente legittimo trovare “pessimo” o “irritante” questo modo di scrivere uno show, ma è il suo linguaggio e non smetterà di usarlo solo perché a molti non piace: di recente ha dichiarato che non legge nemmeno le recensioni XD

La critica che invece per una volta condivido è sulle serie carenze nella sceneggiatura e nelle scelte registiche – errori di una gravità che avevo percepito solo in altri episodi filler come, vediamo… solamente Flatline! Se seguite le mie recensioni sulla pagina, sapete che sono davvero di bocca buona: adoro il fatto che in questa puntata posso ritrovare ricordi di altre venti, da The Mysterious Planet con il Sesto Dottore allo speciale natalizio Voyage of the Damned; mi sta benissimo che la personalità del Tredicesimo sia un mix tra Davison e Tennant, con tutti i loro pregi e difetti – pacifismo ipocrita incluso, per cui non si può sparare ai ragni ma farli soffocare lentamente sì; mi piace la sensualità che sta emergendo in questa stagione, nei dialoghi tra Dottore e Maestro ma anche nel linguaggio del corpo tra Ryan e Bella; insomma, trovo tantissime cose positive. Ma la morte di Benni fuori scena può soltanto essere paragonata ai capelli di Capaldi improvvisamente più corti, o al finale con Clara che ripete le stesse cose per svariati minuti e ti chiedi se a Jenna mancasse una pagina del copione e avesse dovuto improvvisare. Il budget per gli effetti speciali può mancare, ma la professionalità di autori e crew dovrebbe restare al livello di una TV nazionale. O chiediamo troppo?

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