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THE BATTLE OF RANSKOOR AV KOLOS, recensione di Saki

Che bello questo finale della quarta stagione! Ma dove sono Jack, Martha, Donna, Sarah Jane, Rose e Mickey?
Ah, no, aspettate…

Vi sto prendendo in giro. Certo che l’idea dietro “The Stolen Earth/Journey’s End” (un preciso allineamento di pianeti in una zona dell’universo fuori sincrono, usato come arma apocalittica) e quella dietro questo episodio (pianeti miniaturizzati con un piano di vendetta mirato) sono profondamente diverse. Ma ad una prima impressione, il parallelo viene in mente eccome!

Un altro parallelo che ho trovato (e questa volta apprezzato) è come il Dottore, prima di trovare la soluzione al problema, si rende conto o viene accusato di esserne in qualche modo responsabile, come per la tragica immortalità di Ashildr e le ricadute che questa ha avuto sul destino di Clara e del Dottore stesso, o più in generale quando incontra un popolo che ha perduto il suo pianeta a causa della Guerra del Tempo.
Qui, avendo esiliato Tim Shaw su Ranskoor av Kolos ad inizio stagione, ha dato il via ad una catena di eventi che avrebbe potuto portare alla distruzione di diversi pianeti, inclusa la Terra.

Ovviamente noi sappiamo che in realtà il Dottore non ne è davvero responsabile; Tzim-Sha (e chiamiamolo con il suo vero nome, per una volta!) ha scelto consapevolmente di perseguire la propria vendetta, invece di imparare la lezione dopo gli eventi di Sheffield. Avrebbe potuto prendere un’altra strada, così come fa Graham alla fine, decidendo di non ucciderlo.
Anche solo per questo forte messaggio, alla seconda visione promuovo l’episodio con la sufficienza piena.

Ma ci sono altri punti forti: innanzitutto mantiene le promesse di una stagione in sé debole e confusiva, fornendo lo scontro finale con il villain introdotto nella prima puntata – ricordiamo che nell’era Moffat ciò non era affatto scontato, in quanto la “questione Silenzio” si trascina per ben tre anni prima di avere una risoluzione! In secondo luogo, il Dottore finalmente si esprime a proposito del suo orientamento morale in modo non banale.

Non dobbiamo imitare ciò che il Dottore fa, perché a seconda delle circostanze i suoi comportamenti possono mutare.
Non basta ascoltare i suoi consigli…
Ciò che è importante, per essere la sua famiglia, è sviluppare la nostra coscienza autonoma, raccogliere il coraggio di fare la scelta giusta.

Un altro tema portante dell’episodio è quello della fede. Non la guerra religiosa di “Demons of the Punjab”, ma la fede come ragione e stile di vita, che esula dalla divinità che si venera, che non si spegne a nessun costo. “La mia fede è sopravvissuta all’inganno” è a mio parere la frase più bella della puntata.
E quindi? Le scene tirate per le lunghe, i discorsoni tecnologici, l’accumulo di informazioni alternato a momenti di vuoto assoluto? Ci sono, ci sono, ahimè. Ma, ripeto, si sono chiusi dei cerchi e ciò mi soddisfa parecchio.
Ora inizia il conto alla rovescia per lo speciale di Natale! Buone feste quindi dalla vostra

– Saki

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