Recensione The Angels take Manhattan – 10 anni dopo

Scritto da Steven Moffat e diretto da Nick Hurran, The Angels take Manhattan (in Italiano Gli angeli prendono Manhattan) è il quinto episodio della settima serie di Doctor Who.

L’episodio inizia mostrando un uomo facoltoso intento ad assumere un detective privato di nome Garner per indagare su delle statue che sembrano muoversi, quelli che gli spettatori conoscono come Angeli Piangenti. Garner si reca in un hotel davanti al quale c’è una statua di un angelo intento a coprirsi gli occhi, entra e prende l’ascensore al suo interno. Una volta arrivato a uno dei piani superiori trova una camera con il suo nome, vi entra e vede un portafoglio contenente i suoi documenti. In una delle stanze trova un uomo anziano che gli rivela di essere se stesso e che qualcuno sta arrivando per mandarlo indietro nel tempo. Garner tenta di scappare dall’edificio, ma si trova assalito dagli angeli piangenti che riescono a raggiungerlo.

Dopo la sigla, la scena si sposta sul Dottore, Amy e Rory intenti a riposarsi in un parco di New York. Qui il Dottore sta leggendo il libro di una certa Melody Malone, un’investigatrice privata di New York vissuta intorno agli anni ’30 del XX secolo. Rory si allontana un attimo dal gruppo per fare una passeggiata e si accorge di essere inseguito da qualcosa. Qui incontra River Song e alcuni uomini che lo costringono a salire in una macchina per portarlo da qualche parte. Il Dottore ed Amy nel frattempo riescono a capire cosa sta succedendo leggendo il libro di Melody Malone ambientato nel 1938 che sembra descrivere ciò che sta accadendo loro nel presente, provano a tornare nel 1938 ma il Tardis rimane bloccato nel 2012. Il Dottore chiede allora ad Amy di non continuare a leggere il libro in quanto esso descrive il loro presente e potrebbe essere pericoloso conoscere cosa capiterà.

Intanto River e gli uomini portano Rory in una stanza piena di vasi e oggetti antichi cinesi. River scopre che uno degli uomini tiene nascosto nel posto un angelo piangente e segnala al Dottore dove raggiungerla. Qui River discute con un uomo che si rivela essere lo stesso che ha ingaggiato Garner all’inizio dell’episodio e che questa volta sta chiedendo a lei di proseguire con le indagini dopo averla conosciuta grazie alla sua fama. Il Dottore riesce ad arrivare nel posto dove si trovano River e Rory e, mentre lui tenta di liberare River da un angelo, Amy si reca alla ricerca del suo fidanzato intento a scappare da dei piccoli angeli che lo inseguono.

Il Dottore si accorge che nel libro di Melody Malone l’ultimo capitolo è intitolato “L’ultimo addio di Amelia” e comincia a preoccuparsi per cosa potrebbe succedere, mentre il gruppo scopre che Rory si trova a pochi isolati di distanza e si reca sul posto per salvarlo: l’edificio dove all’inizio della puntata Garner era stato attaccato dagli angeli. Amy si ricongiunge con Rory e insieme a River e al Dottore trovano in una delle stanze un uomo anziano che rivela di essere un Rory mandato indietro nel tempo e invecchiato, e che, poco dopo il loro incontro, esala l’ultimo respiro. Il Dottore spiega che l’edificio in cui si trovano è una sorta di fattoria gestita dagli angeli dove essi imprigionano persone e si nutrono della loro energia temporale. Gli angeli vogliono prendere Rory e rimandarlo indietro di 30 o 40 anni per imprigionarlo in quel posto. Il gruppo decide di far scappare Rory dall’edificio per cercare di creare un paradosso ed evitare che il futuro che hanno visto si realizzi, ma gli angeli li braccano. Rory fugge sul tetto dell’edificio dove trova una statua della libertà in versione angelo piangente. Qui decide allora di sacrificarsi e spiega ad Amy che vuole gettarsi dall’edificio per morire prima che gli angeli lo prendano e creare un paradosso. Amy cerca di impedirglielo ma lui le dice che non vuole morire di vecchiaia senza vederla mai più. Amy allora decide di gettarsi insieme a lui dell’edificio in modo da morire insieme per non vivere soli. I due si gettano dal tetto mentre il Dottore raggiunge la cima dell’edificio e il paradosso creato riesce ad uccidere gli angeli che li stavano seguendo.

Amy e Rory si risvegliano in un cimitero dove incontrano il Dottore che spiega loro che il paradosso ha funzionato, ma proprio mentre il gruppo sta per tornare sul Tardis un angelo sopravvissuto compare e spedisce Rory nel passato. Il Dottore spiega ad Amy che non possono tornare indietro a riprenderlo perché ciò distruggerebbe New York. Amy allora decide di farsi colpire anche lei per tornare indietro nel tempo e rivedere Rory, ma rinunciando così per sempre a vedere il Dottore. Il Dottore e River ripartono con il Tardis e River dice lui che scriverà il libro con lo pseudonimo di Melody Malone e chiederà ad Amy di pubblicarlo con una postfazione diretta proprio al Dottore. Eleven decide allora di leggere l’ultima pagina del Diario e trova un messaggio di Amy che le spiega che lei e Rory hanno vissuto felici nel passato, dandole così il suo addio definitivo.

La puntata che abbiamo riassunto è sicuramente una delle più belle di tutto l’arco narrativo relativo all’Undicesimo Dottore, che da un lato sancisce la fine della “relazione” tra il Dottore e i Ponds e dall’altro fa dell’amore ad ogni costo il suo fulcro. Nell’episodio vediamo ancora una volta come l’amore tra Amy e Rory sia più forte di qualsiasi cosa i due abbiano affrontato e la contrapposizione con l’inizio della stagione (nel quale, ricordiamo, la coppia è in crisi e sembra sul punto di rompersi) è palese. Un finale perfetto per una relazione che è sempre andata al di là di qualsiasi ostacolo, da quando Rory si è ritrovato davanti una versione di Amy molto più anziana di lui che lo ha aspettato per 20 anni, fino a quando Amy ha rivisto il suo ragazzo centurione che le è rimasto fedele per ben 2000 anni. Il Dottore e River non possono che ammirare e rispettare le loro scelte, trovandosi di fronte a una coppia di persone che davvero, fino in fondo, incarnano l’ideale del “Together or not at all”.

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