Daleks in Manhattan/Evolution of the Daleks – 15 anni dopo

Una delle genialità di Doctor Who è il senso della misura. Il dosare sapientemente i tantissimi elementi della sua ormai consistente mitologia.
In questo caso, parliamo di Dalek .
Belli i Dalek, eh. Ma pensate se apparissero in TUTTI gli episodi. Il Tardis arriva nell’antica Roma e STERMINARE. Oh guarda, siamo su Venere… STERMINARE. “Dottore, ho sempre sognato di veder- STERMINARE!
Insomma, che due… sfere! alla lunga diventa noioso.

Invece, il farli apparire poco e sempre nel clou della vicenda, ha permesso loro di rimanere tra i nemici più “amati” del Dottore ancora dopo 60 anni!
Ogni loro apparizione è attesa e bramata dagli spettatori, che ricordano tutti gli episodi con affetto anche a distanza di anni.

…no, ok, non tutti gli episodi. Il dittico Daleks in Manhattan/Evolution of the Daleks è peculiare per la sua bruttezza e per l’assoluta dimenticabilità. O comunque, quando viene ricordato non è per essere ricoperto di lodi.

Non riguardavo questo episodio da dieci anni, sufficienti a farmi pensare di essere pronta a dargli un’altra possibilità… e invece ho capito solo ora che certe cose farebbero bene a restare nel passato.
Già che ci sono, chiedo scusa ai miei genitori, a cui l’ho proposto come valida alternativa all’Ispettore Barnaby durante la cena.

Ci sono talmente tante cose che non vanno che non saprei nemmeno da dove cominciare… il trucco agghiacciante di Dalek Sec in versione umana, con quelle protuberanze sulla faccia che… no, non sembrano tentacoli; l’incredibile ritorno dei maiali antropomorfi che speravamo di aver lasciato per sempre nella prima stagione; una storia con un sacco di trame secondarie e talmente tanti personaggi che nella mia testa Frank e Lazlo si erano fusi in un’unica entità. E cioè, uno dei due è interpretato da Andrew Garfield, non proprio il primo che passa.

L’intuizione di far evolvere i Dalek in qualcosa di nuovo da utilizzare in futuro (magari contro altri Dalek, tanto ogni volta che dicono di essere gli ultimi non ci crede nessuno) sfuma nel giro di mezzo episodio con una quantità di morti elevata perfino per i loro metallici standard, e rimane solo il Dottore che, per l’ennesima volta, ha le lacrime agli occhi e dilanianti sensi di colpa.

Vorrei dire qualcosa sul rapporto tra lui e Martha, ancora nelle fasi iniziali… ma davvero, ci sono talmente tanti elementi in questa storia, che in un’ora e mezza di screentime pare ci sia poco tempo per tutto.

Non mi resta che programmare la recensione per questo e il prossimo giovedì, e dimenticare il doppio episodio per i prossimi dieci anni… anche se l’unico modo per farmelo rivedere sarebbe forse coinvolgermi in un drinking game in cui si beve ogni volta che qualcuno pronuncia la parola “maiale”.
Non mi sento tuttavia di consigliare un passatempo del genere… si finirebbe tutti ubriachi entro la prima mezz’ora. Bevete responsabilmente e scegliete altri episodi per i vostri rewatch!

-Dalek Oba (ibrido umano/dalek un filo più furba di Dalek Sec)-

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