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ASCENSION OF THE CYBERMEN – Recensione SPOILER di Saki

Non so bene come esprimere tutta la speranza che provo per il finale di questa stagione (grazie anche alle foto promozionali). L’ultima volta che mi ero sentita così ero reduce dallo splendido “Heaven Sent”, se mi capite. Gallifrey! Ogni volta è così, anche quando guardo (e riguardo) la serie classica: vedo un collettone e un simbolo dei Signori del Tempo e non ragiono più, come un gatto quando apri una scatoletta di tonno. Se poi mi fai avverare la teoria (pluridecennale) secondo cui la razza del Dottore discenda da quella umana, parliamo direttamente di estratto concentrato di erba gatta.


Ora, dovrei parlare di cosa penso della puntata, giusto? Perché sto già sproloquiando sulla suspence degli ultimi minuti? Io ci provo, ma non c’è moltissimo da dire.

Siamo catapultati in una zona di guerra, un pianeta è stato raso al suolo dai Cyberman e gli ultimi sopravvissuti umani sembrano non avere scampo. Nemmeno l’arrivo del Dottore e dei suoi compagni, provvisti di tecnologia all’avanguardia, può aiutarli, e il gruppo è costretto a dividersi mostrandoci due viaggi dalle atmosfere completamente diverse.

Conosciamo così i personaggi secondari di questa puntata: Ravio, un’ex infermiera dal carattere deciso, che mi ha ricordato Grace e fatto sperare in una scintilla con il nostro Graham; Yedlarmi, disilluso e arrabbiato, e i giovani ma pieni di risorse Bescot e Ethan. Yaz, non mi stancherò mai di ripeterlo, mi sta finalmente entrando nel cuore e… a proposito di cuore, sulla portaerei ho notato che ha davvero tantissime attenzioni per Graham. Se è lui l’oggetto dei suoi sentimenti, anziché il Dottore come sembrava dal suo discorso a Villa Diodati, beh… la capisco.


Il tutto mi ha ricordato moltissimo “Utopia” – c’è questo luogo da raggiungere per scampare alla morte su un pianeta devastato, c’è il Maestro, c’è un’amara sorpresa. Ma questa sorpresa è più grande all’interno. E lì sta la speranza: che Chibnall abbia creato qualcosa di veramente epico, che non scontenterà nemmeno lo spettatore più purista e rompiscatole.


Perché (e qui metto un altro avviso di MEGASPOILER per chi non volesse ulteriori informazioni e teorie) nell’era del Settimo Dottore c’è questa implicazione ricorrente secondo cui egli sia qualcosa di più di un semplice Signore del Tempo, che sia legato alla mitologia stessa di Gallifrey. E nell’universo esteso questa leggenda diventa una certezza: il misterioso “Altro”, il terzo fondatore della società dei Signori del Tempo insieme a Rassilon e Omega, rinasce nei tempi più moderni della stessa civiltà come il Dottore. Che Brendan sia proprio l’Altro? O che lo sia Ko Sharmus? Insomma, non sarebbe la prima volta che Chibnall attinge a materiale non strettamente “canon”, se ricordiamo come ha portato sugli schermi Kate Stewart da una produzione indipendente.

Continuo inoltre a sperare che il Dottore/Ruth si posizioni cronologicamente fra la seconda e terza incarnazione, e che a Ryan non succeda nulla di male. Anche se l’attore dovrà lavorare altrove, non c’è bisogno di far piangere un nonnino, giusto Chris?

In ogni caso, anche se nessuna delle mie fantasie si avvererà, resta il fatto che Ashad è un villain davvero interessante. Resteranno le emozioni e le aspettative che sto provando per questa nuova svolta nella storia del Whoniverso. E per quanto le aspettative possano rimanere disilluse, le emozioni… solo un trattamento come quello riservato al vecchio Brendan potrebbe portarmele via.

– Saki

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