DEMONS OF THE PUNJAB, recensione di Dalek Oba

La seconda puntata di questa stagione ambientata nel passato torna a raccontare le vicende di una donna forte, ma decide di lasciare la Storia con la S maiuscola sullo sfondo, per dare spazio a una storia piccola, personale, ma ovviamente importante per le figure in essa coinvolte. Qui non c’è il rischio di modificare le sorti del mondo, bensì quelle di una famiglia… per il Dottore, però, non ci sono persone senza importanza, e l’assunto è ancora più vero quando si parla di una dei suoi companion, Yaz, senza la quale “non potrebbe esistere l’Universo”. Gli eventi quindi vanno appoggiati, supportati, condotti alla loro più naturale – seppur tragica – conclusione, perché essere il Dottore vuol dire anche sapere che non si possono salvare tutti, non importa quanto lo si desideri.

Se non si può intervenire, se non si può modificare il passato e ci si deve limitare a osservarlo, che cosa si può fare per non sentirsi passivi come degli spettatori di fronte a un documentario?

La risposta arriva da lontano, da una specie aliena che ha perso la sua casa (come il Dottore pensava di aver perso Gallifrey, non dimentichiamolo), e con essa il desiderio di uccidere. Perché se tutto ciò che resta è la memoria, allora è giusto ricordare, ricordare il più possibile. Essere testimoni di un evento, tenerlo a mente e raccontarlo, tramandarlo in modo che non sia accaduto invano. Preservare il passato per comprendere il presente e plasmare il futuro.

E noi, davanti ai nostri schermi, cosa possiamo fare? Siamo stati testimoni dei testimoni, abbiamo assistito alla narrazione di una Storia purtroppo poco conosciuta qui in Occidente, e di una storia di un amore sfortunato ma bellissimo. Possiamo approfondire quanto ci è stato mostrato, ma non solo. Possiamo andare dai nostri nonni, dagli zii, dai genitori. Possiamo chiedere loro di raccontarci qualcosa del loro passato, qualcosa di bello.

P.S. Questo episodio mi è piaciuto. Però mi ha anche un po’ scombussolato le emozioni, per cui oggi sarò più breve del solito. Ma va bene così. Le puntate che ti scuotono sono anche le migliori.

Oba