Recensione di Amy’s Choice, 5×07

Amy’ Choice è una puntata particolare, soprattutto se rivista dieci anni dopo. Possiamo dividerla in tre parti ideali: un classico villaggio attaccato da alieni, il Tardis in pericolo nello spazio e infine un nemico potentissimo che mette in dubbio la realtà oggettiva. Ognuna di queste tre parti, di per se, è abbastanza classica, anche se non banale.

Meno male che non erano gli antagonisti principali

La parte peggiore è quella sulla Terra. Gli alieni sono dimenticabili, la trama è già vista. Mi direte che è una cosa voluta, non è mica quella la storia della puntata. Vero, ma tutto sommato passiamo un bel minutaggio in questo ridente paesino, avere qualcosa di più interessante da vedere dei vecchietti alieni non sarebbe stato male. Inoltre, diciamocelo, era ovvio che non fosse la realtà. Avere un salto temporale così grande, una novità come la gravidanza di Amy e soprattutto il cambiamento più colossale di tutti i cambiamenti, il codino di Rory, non sono cose che in una serie succedono così, in mezzo a una stagione, senza preparazione. Forse Moffat avrebbe anche potuto farlo, è abbastanza innovatore e abbastanza folle, ma questa non è neanche una puntata scritta da lui, quindi nessun dubbioo, dai.

I vecchini terribili e il codino di Rory
Terribili!

Il Dreamlord (di lui nello specifico parleremo meglio dopo) chiede ai protagonisti di capire quale sia la realtà tra due scenari. I ricordi precedenti sono fittizi e quindi non aiutano a risolvere il problema. Anzi, ricordare anni passati con la propria metà e con gli amici, una vita vissuta insieme, rende davvero difficile credere che possano essere memorie finte. Interessante, interessantissimo, non così originale. Allora lo era? Dieci anni cambiano davvero la narrativa contemporanea? Questo dovete dirmelo voi, sinceramente non mi ricordo cosa ne pensai allora. Oggi non mi ha impressionato.

La terza parte è quella della stella fredda. Una stella fredda è impossibile! Ma è la parte che mi è piaciuta di più. Interessante concettualmente, visivamente e, per quanto implausibile, scientificamente. C’è poco da dire, però, solo che è un belll’incipit e poco più. E, di nuovo, è piuttosto chiaro che non sia la realtà, quindi il colpo di scena finalev è prevedibile.

In sostanza, una puntata mediocre, davvero poca roba, giusto?

MA TUTT’ALTRO!

Perchè siamo in una di quelle situazioni in cui il risultato finale è superiore alla somma delle parti. Di gran lunga. Chi se ne importa degli anziani posseduti o del nostro trio che muore assiderato nel Tardis, assistiamo ad una puntata che esplora le dinamiche tra i nostri protagonisti mettendole alla prova su più fronti. Ripensandoci oggi Amy, Rory e i l’undicesimo Dottore sono il mio Team Tardis preferito. Li ricordo come uniti, solidali, complementari uno all’altro. Una squadra perfetta, il potere di tre (per citare cose buone di Chris Chibnall. Intendo solo il titolo, non la puntata). Questa puntata è un conflitto unico. Rory è appena arrivato sul Tardis e Amy lo sente di troppo. Forse anche il Dottore sotto sotto la pensa così. Rory è geloso e insicuro. Poi BAM, anni dopo Amy è incinta e il Dottore è poco più di un terzo incomodo. Tutto rose e fiori tra gli sposini? Macchè, Amy è segretamente insoddisfatta, il Dottore anche e Rory ha un codino. Un codino! Non venitemi a dire che non è un futuro terribile.

Quella tra i Pond è la mia storia d’amore preferita, forse di sempre, ma è stata costruita. Lei ha un bel caratterino e lui è tutto fuorchè un cavaliere senza macchia pronto ad essere accoppiatoa lei nei sogni degli spettatori. Arriva nella serie ed è di troppo. Non ce lo vogliamo questo. È bruttino, insicuro, patetico e sicuramente non all’altezza di Amy. Che muoia! Vedremo la prossima settimana come vedere i propri desideri esauditi sia un’arma a doppio taglio, ma per ora glielo auguriamo, sicuri del fatto che tanto Moffat non ci ascolterà.

Però erano già bellissimi insieme

Senza questa puntata (come anche altre) il loro finale non sarebbe così potente. Non lo sarebbe neanche il finale di questa stessa quinta stagione. Ma di questo ne riparleremo presto.

Amy’s Choice è una puntata che tridimensionalizza i suoi protagonisti attraverso il conflitto. Vi ricordate che bello quando sul Tardis si litigava? Quando c’erano veri personaggi?

E poi c’è lui, il Dreamlord. Se ho detto che la prova che sottopone ai protagonisti non è poi così originale, è però vero che il personaggio è memorabile. Da una parte abbiamo l’interpretazione di Toby Jones, che è uno che cosa gli vuoi dire? Meno male che c’è e non aggiungiamo altro. Il personaggio del Dreamlord è apparso in una sola puntata dieci anni fa e ancora tutti se lo ricordano e chiedono il suo ritorno a gran voce.

Senza considerare che lo abbiamo presente in ogni puntata dell’era dell’undicesimo Dottore. Ogni volta che Smith parla, si infuria, agisce, la sua parte oscura è nei suoi occhi, che ci fa tremare. Gira che ti rigira è il mio Dottore preferito, grazie a questi squarci sulla sua oscurità enorme. Smith ha le battute più epiche di sempre (le puntate con le mie preferite le ho chieste da recensire io, quindi ne riparleremo), ma funzionano perchè sappiamo che dietro il girovago giocherellone non c’è una brava persona. C’è un essere malvagio e oscuro che ha scelto di comportarsi da buono e che odia essere malvagio e oscuro. Nessun discorso stereotipato sulla natura dell’uomo (o Signore del Tempo), nessuna didascalia, vediamo cosa c’è dentro il Dottore e quello che sceglie di essere. Ed è una scelta che possiamo fare tutti!

Vi ho detto che Rory aveva un codino?