Doctor Who Italian Fan Club

MIDNIGHT, DIECI ANNI DOPO

Ciao a tutti e benvenuti a una recensione della serie semiclassica, ovvero l’era del decimo. Pensate che chi di voi può solo ora prendere la patente, quando è uscito questo episodio stava studiando la prova del nove!

Midnight è una delle colonne portanti di Doctor Who, come lo è, per esempio, Blink. La figura del Dottore è quasi completamente alienata dal proprio ambiente naturale e lontana dalla sua “arma” più potente, ossia il TARDIS, nonché da Donna. Questo episodio potrebbe, infatti, essere messo in qualsiasi contesto e continuare a reggersi sulle proprie gambe. Per quanto ci riguarda, potrebbe essere Spock il protagonista, durante una vacanza “rilassante” impostagli obbligatoriamente e filerebbe quasi nello stesso modo (eccetto le socializzazioni varie). Niente TARDIS, niente Dalek, solo una stanza tipo cabina aereo e persone che parlano e si trascinano un paio di volte, eppure la trama è passata alla storia. Per commemorarlo ho deciso di fare un commentario frame by frame che è lungo e in quanto tale brutto per gli standard di Facebook, ma ringrazio i quattro che lo leggeranno tutto per il tempo dedicato ai miei deliri. Con gli altri, ci salutiamo qui e, boh, ditemi nei commenti se anche a voi è piaciuto Midnight come tutto il mondo, se lo trovate sopravvalutato per fare i bastian contrari o se avete effettivamente valide ragioni per non apprezzare l’episodio, a parte l’epifania di aver notato che quello di Tennant non è un buon Dottore, cosa che sono convinto faranno tutti prima o poi, perché ho fiducia nella razza umana. Fino ad allora, stay tuned, stay TARDIS, ciao dal vostro sesto!

~Six (ma continua per chi ne ha voglia o per chi ha pochi giga per guardare Netflix the Hollow, invece, mentre viaggia in bus)

Cominciamo subito con il pre-episodio: donna prende il sole, un cameriere le porta il telefono su un vassoio su cui l’effetto sonoro lascia presumere ci sia anche il ricevitore, ma quando risponde, il cameriere se ne va. Come Donna possa mettere giù la cornetta senza il ricevitore resta un mistero, forse sono telefoni usa e getta commestibili o forse il cameriere tornerà. Bla bla bla, il Dottore va a fare una gita turistica su Midnight, che scopriremo meglio cosa sia tra un po’, ma è essenzialmente l’equivalente di quelle visite di città dove non scendi mai dal bus e fai le foto alla bell’è meglio dai finestrini. Donna, la companion più saggia che il Dottore avrà mai avuto, decide di non andarci manco morta, così c’è un nuovo rapido riferimento al fatto che non stanno insieme (it’s a date! I mean, it isn’t), battuta ricorrente, e 10 si imbarca da solo.

BombomborobomboborobomboboroboroborboDUUIIIIIIUUUUH ovvero la sigla. Oh, Midnight è di Davies! Non ricordavo.

10 importuna una stewardess e cominciamo il carosello dei coprotagonisti della puntata. Il professor Hobbs (magari è un altro nome, ma dal doppiaggio italiano sembra Hobbs) chiarisce subito che gli zaffiri della cascata non sono veri zaffiri, ma diossidi di silicio, ossia praticamente cocci di vetro, resi azzurri dal ferro. Questo deve essere un ferro spaziale, perché normalmente l’impurità di ferro da colore verde o rosso alle gemme, ma sorvoliamo. Altri personaggi sono l’assistente del professore, Vivi (sempre a orecchio), una donna silenziosa che resta per ora avvolta nel mistero e una famigliola che insiste che il figlio si sieda con loro, per quanto i sedili siano a gruppi di due e questo lo costringerebbe a stare in braccio, cosa che è chiaramente restio a fare. L’hostess fa schermare l’aereo, avvisa di non aprire i portelloni perché su midnight non c’è aria, ma anche dove si trovi l’uscita di emergenza, che è chiaramente un controsenso. Tipo se avete un’emergenza di uccidervi, quella è la porta. Dopodiché avviene: l’hostess fa abbassare degli schermi, dove Raffaella Carrà canta. Raffaella Carrà. Questo piccolo momento che tutti noi fan italiani ricorderemo per sempre, insieme al titolo della tesi di Amy. Anche il resto dell’intrattenimento è fastidioso (cartoni di Betty Boop e luci da attacco epilettico) così il Dottore lo spegne con un colpo di sonico e propone di parlare per passare il tempo.

Segue un montaggio che permette di conoscere meglio i vari personaggi, con in mezzo un rapido riferimento a “un’amica in un altro universo”, ossia Rose, da parte del Dottore (sempre che non si stia riferendo a Romana che mi pare nella serie sia rimasta nello spazio-E, ma ne è uscita in tante opere collaterali e comunque dubito) e a un’improbabile lezione di scienze dove ci sono paroloni sci-fi buttati a caso (ho controllato). Tra l’altro i grafici proiettati mostrano due torte che suggeriscono un 73% di diamante (per quanto, a occhio, quella fetta si direbbe più un 60%) e yowzah! come distribuzione di elementi tutto quel carbonio è pressoché impossibile, ma soprattutto, dov’è il silicio menzionato prima, eh?! EH?! SONO QUESTE LE DOMANDE CHE SI FANNO I FAN, BIBBISSì!!! Scusate, non importa a nessuno, ma sto cercando vari easter egg XP.

Dopodiché il professore passa alla parte che dovrebbe interessare la trama principiale: non ci sono forme di vita su Midnight, quindi è stranooo!!! Considerato che forse, magari è circameno quasi possibile che può darsi un tempo possibilmente ci sono stati batteri su Marte ed è la prima remota possibiltà di forme di vita extraterrestri IRL, non dovremmo essere tanto impressionati, ma questo è Doctor Who, dove, a quanto pare, Marte è popolato da guerrieri in armatura, Venere da artisti marziali con quattro braccia e Saturno da pesci vampiro (infatti il sistema solare è normalmente conosciuto come D&D3.5 nella Federazione), quindi la premessa che la vita non sia possibile su questo nuovo pianeta è parecchio insolita.

La navicella sussulta e si ferma, per quanto questo avrebbe dovuto scaraventare i passeggeri verso prua. Il Dottore non si beve la storia del problema all’alimentazione e va a vedere in cabina pilotaggio usando la carta psichica e qui abbiamo un esempio di come Doctor Who possa essere davvero grandioso: l’equipaggio apre gli scudi solo per un istante, perché i raggi xtonici, radiazioni galvaniche (no, non significa nulla), sono mortali, ma in quell’istante vediamo un fondale fermo. In pratica è un poster attaccato davanti al set (più probabilmente green screen), ma Joe, l’apprendista meccanico, dopo che il Dottore rimarca che siano i primi a vederlo, scorge un’ombra in lontananza. Subito si corregge e dice che non sarà stato niente, ma quando sono costretti a richiudere, eccolo che la indica “guardate, guardate, è laggiù!” e il Dottore cerca di vedere cosa indica, ma ormai è tardi e le paratie sono chiuse! Non è successo niente, niente, eppure abbiamo brividi lungo la schiena! Applausi, andiamo avanti.

Dopo un primo falso panico per la carenza di ossigeno, che non è in realtà un problema vista la tecnologia, una serie di colpi bussano contro la nave. Inizialmente sembrano casuali, ma poi si aggirano cercando, apparentemente un modo per rientrare. Possiamo solo speculare che cosa sia, quindi tanto vale andare con la mia teoria: si tratta dello spirito di Raffaella Carrà, che voleva sorprendere i passanti. E carramba, che sorpresa!
Dopo questo primo numero di apertura, la Carrà sa bene che l’unico modo per tenere un vero spettacolo è prendere possesso di un corpo tangibile e decide quindi di impossessarsi dell’unica donna bionda a bordo della nave. Inizia il crescendo per cui è famoso l’episodio: le luci saltano (qui c’è anche il cameo di Rose di cui mi interessa talmente poco che non finirò nemmeno di scrivere ques), mentre la creatura colpisce la nave dall’esterno e, quando i presenti si riprendono, la donna, che scopriamo chiamarsi Skye Silvestri, comincia a ripetere quello che dicono gli altri. Il climax si ha quando il Dottore prova a dire la radice di pi greco, che la Carrà ripete numero per numero, finendo per inclinare la testa come a dire “yo, bitch!” Si crea il panico generale (nella versione italiana l’unica cosa che non ripete è “calmatevi”, ma dal transcript britannico non sembra essere così) che viene interrotto dalle luci che si riavviano. Purtroppo la cabina di pilotaggio non c’è più. E boh, tipo che è stata rancata via, ma, dopo una prima incredulità, i presenti accettano la cosa con apparente calma, ma sta di fatto che la porta che dava alla cabina, ora da all’atmosfera inondata di radiazioni Bose-Einstein.

Privata del centro dell’attenzione, la Carrà decide di stupire con un nuovo trucco: comincia a ripetere tutto quello che dicono gli altri, ma nello stesso momento in cui lo stanno dicendo, cosa che sconvolge ancora di più i passeggeri, che il Dottore fa allontanare dalla Carrà per vedere se è all’altezza di continuare il trucco quando il pubblico è lontano, cosa in cui la show woman italiana riesce sorprendentemente bene. Il piano del Dottore, a questo punto, sarebbe di aspettare in silenzio, così da non farle imparare altro, anche perché teme che il prossimo numero possa essere prendere possesso di qualcun altro e crede che le cose peggiorerebbero se diventasse il Dottore stesso. Qui i presenti chiedono spiegazioni e il Dottore risponde che è perché lui è intelligente, implicando più di loro. Se fosse stato davvero intelligente avrebbe inventato una scusa tipo “sono un ingegnere spaziale e verrebbe a sapere come distruggere la nave svitando quattro bulloni”, ma no, preferisce insultare i presenti. Come vuole.

Ma ecco che la sterwardess propone di buttare fuori Raffaella Carrà, cosa che segna il climax dell’episodio. C’è una rapida discussione al momento e gli unici contrari sono Jethro, adolescente in crisi ormonale, Hobbes, che ho scoperto come si scrive grazie al transcript e il Dottore stesso, ma i primi due sembrano rivoltarglisi contro quando gli altri notano le molte stranezze del Dottore. Questi cerca di fare aprire a tutti gli occhi sull’assurdità della situazione, ma arrivano a valutare l’idea di buttare fuori anche lui.

Qui la Carrà, notando che il Dottore sembra essere l’unico ad apprezzare i suoi sforzi, decide di concentrare il numero unicamente su di lui, cosa che però rafforza l’idea che il Dottore sia coinvolto nell’incidente. Rapidamente, Raffaella prende una decisione: dato che il corpo di Skye non è indubbiamente il meglio per rilanciare la propria carriera, decide di impossessarsi anche del corpo del Dottore che percepisce essere destinato, prima o poi, a rigenerarsi una donna bionda, forse per poter fare spettacolari duetti in perfetta sincronia, in futuro.

Al di là degli scherzi, potrà non sembrare una cosa fuori dal comune, ma nella storia di Doctor Who è molto, molto raro che qualcuno o qualcosa prendano il controllo sul Dottore: potrei sbagliare, ma nella serie classica l’unica cosa che ci va vicino avviene nell’ultima puntata della classica, Survival e l’unica altra volta in cui succede nella nuova è in 42. Tuttavia questo completo livello di possessione è superato unicamente da Zagreus delle audio avventure, che è una storia tutta a parte. Singolare, però, che questo escamotage che è tanto inquietante quanto a basso budget, sia stato sfruttato tanto poco in questa serie, specie considerato che è alla base dei primi dieci episodi di Star Trek, in cui, per un motivo o per l’altro, un essere si impossessa o replica le fattezze di un membro dell’Enterprise.

Come dicevo, l’episodio si presta molto a interpretazione, ma qui l’implicazione pare essere che la creatura abbia completamente rimpiazzato Skye e stia cominciando a controllare anche il Dottore e che voglia usare le circostanze per spingere gli altri a defenestrare il signore del Tempo, ma continuerò con la mia interpretazione sullo spirito di Raffaella Carrà. Prima però vorrei sottolineare l’intelligente uso delle luci, che illuminano dall’alto unicamente Skye, proponendo una differenza tra lei e gli altri passeggeri (metafora evidente delle luci dello spettacolo che la show woman tanto brama).

Skye Silvestri sembra essere libera, ma è evidente agli spettatori che il suo modo di fare sia innaturale e che paia gongolare di fronte alle difficoltà del Dottore, ora anche in suo possesso. Il Dottore ripete unicamente quanto esce dalle labbra della Silvestri, ma i passeggeri sono diventati del tutto idioti e decidono che la cosa sicura da fare sia reinserire nel branco Skye e buttare giù dalla torre metaforica il Dottore, cosa che il padre di Jethro si presta a fare mentre gli altri guardano passivamente nella confusione generale. La Carrà, bramante di attenzioni, si lascia trasportare dall’entusiasmo del suo pubblico e comincia a incitare l’esecuzione del Dottore, che continua a ripeterla. Qui abbiamo una conferma della mia teoria, nel momento in cui la Carrà parla in italiano (“molto benne!”), sebbene sia in realtà una citazione a quanto detto prima dal Dottore. Notiamo che Raffaella sta sacrificando la possibilità del numero doppio una volta che questi avrà le fattezze della Whittaker. Quello a cui rinunciano gli uomini di spettacolo per amor del pubblico è spesso troppo poco apprezzato.

Infatti chi l’apprezza di meno è l’hostess che teme che il mito di Raffaella Carrà si commercializzi troppo con un suo ritorno e, pur di mantenerla pura, si immola trascinandola con sé fuori dalla nave, cosa che rompe il suo legame con il Dottore e lascia tutti ammutoliti. Dopo un intero minuto di silenzio, il Dottore fa notare che nessuno conosceva il nome della hostess, scena abbastanza toccante.

Saltiamo a Donna, che abbraccia uno scosso 10 e gli chiede se abbia idea di chi o che cosa fosse la creatura, lui non lo sa, ma decidono che la cosa migliore sia di far spostare il Palazzo dell’Ozio da un’altra parte e di lasciare la creatura nel mistero.

Si possono fare molte annotazioni sulla puntata: tanto per cominciare è un piccolo cult della fantascienza; certo, mi piace ironizzare sul fatto che i termini scientifici siano buttati a caso, ma l’idea di forme di vita diverse da quelle che possiamo usualmente concepire è un topos difficile da usare, ma di grande effetto, che richiama ai misteri innumerevoli dell’universo. La sceneggiatura è brillante anche per l’utilizzo degli spazi, al punto che la puntata non soffrirebbe in un adattamento teatrale –e magari lo propongo da mettere in scena a quelli del fan club a una fiera!- tanto emancipata è da effetti speciali e azione. I personaggi sono tutto popolino che ha questo o quel difetto e la morale è che il vero mostro è l’uomo, blablabla, siamo cattivi, stiamo distruggendo la natura e altre cose già viste. Il deus ex machina che risolve la situazione è il cambiamento della hostess che defenestra il mostro, ma è ben fatto perché coerente con la sua dichiarazione di essere responsabile della sicurezza dei passeggeri, quindi ci sta alla grande.

Questa puntata è da tenere in considerazione nel vasto dibattito Moffat VS RTD, altrimenti noto come “ti odio Moffat, hai rovinato Doctor Who”. Uno dei principi cult del dibattito è che Moffat sia un grande sceneggiatore di puntate singole, ma anche un pessimo showrunner e io dissento forte: come vedete anche RTD è meglio in singole puntate che a chiudere saghe iniziate ed il motivo è che scrivere una singola storia autocontenuta è più facile. I personaggi sono macchiette senza sviluppi di sorta con poche eccezioni, il protagonista è uno spettatore passivo degli eventi (l’unica cosa che fa il Dottore è spegnere la Carrà, per il resto passa tutta la puntata a ripetere quanto sia meglio degli altri) e la trama resta nella storia per l’idea di fondo, che merita completamente, come già detto. Ci potrebbero essere un sacco di cose da dire sugli attori, ma non è il mio campo e quindi non ne parlerò. Per chiudere posso dire che la puntata supera a mani basse il test del tempo, che potrebbe tranquillamente essere stata girata negli anni 60 e essere goduta ancora oggi, cavalcando l’idea geniale di fondo. C’è a chi piace pensare che l’essere sia lo stesso di Listen e, per loro natura, è impossibile dimostrare il contrario. Sta di fatto che l’implicazione è che qui ci sia sicuramente un’entità, mentre in Listen il discorso di fondo è proprio il dubbio se sia lo stesso Dottore a creare i suoi mostri e questo li renda tanto potenti, mentre non sono che tubature che si raffreddano e un bambino sotto a una coperta.

~Six

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