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KNOCK KNOCK, recensione di Six

Chiudendo il primo terzo di stagione, Doctor Who vede il Dottore alle prese con una casa infestata, prendendo il termine alla lettera, dal momento che è invasa dai cosiddetti “Dryads”, ovvero insetti capaci di interagire a livello molecolare con la cellulosa del legno.

Ritroviamo nella puntata un sacco degli elementi che hanno reso l’era di Moffat quello che è: un qualcosa di inquietante, ma anche banale, che diventa improvvisamente pericoloso.  È stato così per le ombre in Silence in the Library, per le statue in Blink, per i dejà-vu con la saga del Silenzio, ecc… qui scopriamo che, quando un’asse o una porta scricchiola, forse è colpa di enormi scarafaggi che potrebbero immediatamente conglomerarti. Yep.

La puntata è piaciuta, la preferita di molti nella stagione, anche perché la concorrenza non è proprio agguerrita. Personalmente continuo a preferire il primo episodio di stagione con il Dottore che tiene cattedra, ma degustibus non desputanda sunt. Parte dell’impatto della puntata è senz’altro dovuto alle sue atmosfere cupe e all’ottima fotografia. C’è poi da aggiungere che i Driadi in CGI hanno più impatto delle rane pescatrici fatte con un props making che ha reso celebre la BBC. E non in un modo positivo.

Il tema della puntata è senza dubbio incentrato sulla famiglia, mostrandoci come un legame forte come quello tra madre e figlio possa anche essere fonte di problemi, oltre che loro soluzione, ribaltando un po’ le tematiche di “The Empty Child/The Doctor Dances” e di “Closing Time”. Qui un bambino, molto innocentemente, scopre un modo per salvare la vita della madre e lo porta alle estreme conseguenze, permettendole di sopravvivere consumando la vita di sei giovani ogni 20 anni. Carino l’escamotage per cui si spaccia per padre, invece che per figlio.

Quello che resta un punto saldo nella stagione è Bill. Oh, Bill, dove sei stata il resto delle nostre vite?! Dopo Amy che nutriva adorazione verso il proprio uomo stropicciato e Clara che voleva fargli le scarpe, abbiamo una companion che fa un passo oltre rispetto al proprio ruolo: normalmente la funzione di companion è quella di permettere un punto di congiunzione tra il pubblico e il Dottore, così da far avere qualcuno a cui spiegare le varie cose scientificose che il Dottore fa (È un teletrasporto! Scompari qui, riappari lì! È un Dalek! Uccide le cose a morte!), evitandogli di doversi rivolgere al pubblico, lasciarlo pieno di domande o dover avere un manuale ogni puntata che si guarda. È anche una piccola scusante per aver sempre avuto companion contemporanei negli ultimi dieci anni, Jack più o meno escluso. Ma Bill è a un altro livello: lei fa le domande che vorremmo fare noi! Per esempio: il Dottore dorme? Signori del Tempo è un titolo o il nome della specie? E qui arriva il bello: gli sceneggiatori sanno che noi abbiamo domande di questo tipo, e infatti le fanno porre a Bill. Però, invece di risponderci, il Dottore schiva le domande rispondendo in modo ironico. Perché questo bisogno di trollarci?! Damn you BBC!

In generale la puntata è movimentata e ha un bel ritmo. Ripropone alcune atmosfere di Class – che non è necessariamente un bene –, approfondisce il legame con i personaggi e propone una storia che sta in piedi da sola, senza bisogno di cattivi affermati in precedenza o grandi voli pindarici. Voto: sette cammelli dorati e uno struzzo di legno, che però io non toccherei, vista la puntata.

Ah, il cacciavite sonico non funziona sul legno! E non si è sentito granché il bisogno di ricordare la sua debolezza in comune con il Lanterna Verde della silver age! Hurrah!

Restano due cose da affrontare: di nuovo la trama orizzontale si palesa (cosa che rovina, almeno in parte, lo scopo di una trama orizzontale) e di nuovo ci porta a sospettare che dentro il Vault ci sia il Maestro, probabilmente Simm. Cioè, se fosse un meme sarebbe “the most interesting man in the world” che fa “non sto dicendo che è Simm. Ma è Simm”. Il rapporto che il Dottore lascia intendere (siamo entrambi prigionieri, anche se io vado e vengo e tu resti qui) è quello che Tennant proponeva, tra un singhiozzo e l’altro, in Last of the Time Lords, l’altra volta stava bussando contro la porta, è felice quando il Dottore propone di raccontare di ragazzini che muoiono e sembra aver ipnotizzato Nardole. Ah, il Maestro e l’ipnosi! Che bei ricordi! Però, sul serio, doc, puoi anche evitare di trattare Nardole come uno sguattero, ogni volta, tanto non ci diventerà più simpatico per questo. Non puoi presentarmi un personaggio facendogli alzare la mano per chiedere dove sia il “bagno dei bimbi grandi” e poi farne esempio di responsabilità, perdi punti come character design, anche se uno può giustificare la cosa come crescita del personaggio, è fuori scena, e non ci interessa. In ogni caso il punto è che la BBC ha bello che dichiarato che lì c’è Simm: troppi indizi, soprattutto visto il teaser di stagione che lo mette in bella mostra. Ora, il punto è: in che modo vogliono usare questa cosa per trollarci? Perché se conosco Stewie, non ha nemmeno cominciato.

Infine teoria “12 dottori, 12 puntate”: il Dottore che, nonostante la differenza di età che dimostrano i personaggi non lo renda probabile (a meno di sessant’anni non hai una nipote ultraventenne), viene chiamato nonno dalla companion è un palese omaggio all’era del Primo, volendo insieme all’apprezzamento della musica contemporanea. Oppure la storia che vuole che Harry sia il nipote adottivo di Harry Sullivan, che dopo una decina di puntate della serie classica dove ci provava con Sarah Jane, ha fatto coming out ed è andato in luna di miele in Cina con il boyfriend potrebbe essere la connessione al Quarto, ma spero di no. In ogni caso, è una puntata che non conferma, né smentisce. Staremo a vedere.

NEXT: zombie su un’astronave! Prospetto ammiccamenti a The Wheel in Space!

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