Torchwood S02E06 Reset
Vorrei iniziare ricordandovi il San Diego Comic Con del 2013. Cosa c’entra con Torchwood? Ci arriviamo.
La Marvel doveva presentare Thor: The Dark World, e aveva deciso di farlo introdurre da Tom Hiddleston vestito da Loki. Lo avevano progettato come un addio scherzoso per l’attore, dato che sarebbe stata la sua ultima apparizione in un film Marvel. Loki nel film sarebbe morto.
Poi Tom è salito su quel palco, completamente in character, e il pubblico è letteralmente IMPAZZITO. Hanno iniziato ad acclamarlo come se fosse per davvero un alieno arrivato a conquistare la Terra. Ed erano tutti pronti a farsi conquistare. La clip del film è partita, Tom è sceso dal palco, e in quel preciso istante la Marvel ha capito di avere UN PROBLEMA ENORME.
Quando un personaggio è amato in quel modo, non puoi pensare di poterlo uccidere e andare avanti come se nulla fosse. Perchè insieme a lui stai uccidendo il franchise intero. E quindi, dopo un lungo attimo di panico, la Marvel si è rimboccata le maniche, il finale del film è stato riscritto in fretta e furia e il resto, come si suol dire, è storia.
OK MA COSA C’ENTRA CON TORCHWOOD?
Ora ci arrivo.
Perché la storyline di Owen che parte dall’episodio Reset era stata pensata… per Ianto. Il personaggio super marginale con lo screentime minimo della prima stagione. Ufficialmente, il cambio all’ultimissimo minuto non è dovuto al crescente affetto che il pubblico aveva per il personaggio. Ma… noi che conosciamo la storia del comic con 2013, possiamo avanzare dei sospetti.
Mi rendo conto che, a ogni recensione di questa stagione, mi fermo per spiegare quanto sia speciale per l’episodio in questione… perché oggettivamente la seconda stagione è stata tutta speciale. E a rivederla dopo 18 anni è invecchiata benissimo. Reset è importante, perché mi ha fatto conoscere quella DEA assoluta di Martha Jones. Solito discorso sul fatto che ho visto prima Torchwood e poi Doctor Who e bla, bla, bla, ormai lo sapete tutti, torniamo all’episodio.
Ci sono morti “naturali” sospette in giro per Cardiff e quindi ovviamente Martha in quanto ufficiale medico della UNIT viene chiamata per un consulto. Owen subito nel panico perché hey, qui il medico sono io, ma in realtà finisce subito per adorarla. Beh, come tutti gli altri. Tranne Jack, che già la adorava. Lei porta in Torchwood una ventata di cuteness, ma anche di competenza medica, e per fortuna, visto che l’episodio passa in frettissima dalla rimpatriata simpatica allo splatter di esperimenti medici con insetti alieni. Oh, e nel mentre vengono introdotti due strumentopoli misteriosi che rimarranno nella lore di Torchwood: le lenti a contatto/videocamera e il… “coso” che un po’ fa esplodere oggetti in giro, un po’ salva la gente con operazioni chirurgiche avanzatissime. Come funziona? Boh, funziona.
A mano a mano che la trama avanza, diventa sempre più chiara una cosa: Martha e Owen non sono due medici “normali”, ok? Hanno a che fare con alieni e sovrannaturale tutto il giorno, tutti i giorni. Hanno visto e fatto robe non proprio regolari, magari a volte non proprio etiche, perché quella in cui si muovono è una zona inesplorata, spesso grigia. Quella che non hanno mai perso di vista è però la loro integrità in quanto medici, i loro valori. Ed è una forte contrapposizione con il professore a capo del progetto Reset, che probabilmente è pure partito da uno scopo nobile, trovare la cura per ogni male, ma nel percorso ha completamente perso la brocca, e ora conduce a tutto spiano esperimenti mortali su alieni e umani insieme.
È Martha a scontrarsi con lui, in una battaglia fisica ma anche di principi. A farne le spese è però Owen, vittima della lucida follia del professore che una volta tanto stimava.
La sua morte alla fine dell’episodio – improvvisa, immotivata – gela il sangue e ci fa comprendere, per l’ennesima volta, che in mezzo a mille alieni è l’uomo a essere sempre più pericoloso.
-Oba




