Torchwood S02E13 – Exit Wounds
Oggi si arriva alla chiusura della seconda stagione. Un consiglio, preparate i fazzoletti perché ce ne sarà bisogno (almeno, a me servono sempre).
Eravamo rimasti al punto in cui la squadra ha scoperto che le bombe erano opera di John Hart che voleva attirare l’attenzione. Come se non bastasse il rift ha ancora voglia di giocare perchè vengono segnalati altri picchi in giro per la città. Quindi Tosh e Ianto vanno alla centrale dei server di Cardiff, Owen va in ospedale, Gwen alla centrale della polizia. E Jack sceglie di provare a ragionare con Hart, dopo aver passato del tempo a lavorare insieme (e non solo) direi che lo conosce bene. Le attività in giro per la città altro non sono che distrazioni per un piano più grande, ovviamente. Infatti John contatterà la squadra per farli assistere a diverse esplosioni sparse per Cardiff. Per uno che vuole attirare l’attenzione forse sta leggermente esagerando, ma Hart è conosciuto per essere primadonna.
Nessuno fa in tempo a riprendersi che Jack sparisce dai radar, nello stesso momento in cui un picco di energia del rift viene rilevato. Le esplosioni hanno mandato in tilt la centrale di polizia, hanno fatto saltare la corrente in ospedale (con conseguente spegnimento dei macchinari salva vita) e hanno spento tutti i server della centrale, anche quelli che controllano la centrale nucleare. Ma tranquilli, per adesso va tutto bene. Tranne per il fatto che i server non si riescono a riavviare manualmente e la centrale rischia la fusione, quindi Ianto si propone di fare l’eroe e andare a sistemarla sul posto, ma Tosh sembra avere un minimo di lucidità. Sembra, perchè propone al collega di andare insieme.
Gwen nel frattempo lascia la centrale di polizia e torna all’hub perchè è stato rilevato un picco del rift, solo che al posto di Jack trova John. Che si rivela utile perchè sa dove è nascosto Jack e sa come trovarlo. Una svolta positiva, se non fosse che al momento attuale decine e decine di weevil sono usciti dai sotterranei e stanno girando liberamente per le vie della citta. Ora, capisco che è un finale di stagione, ma mi viene sempre il fiatone a seguire gli eventi di questo episodio.
E visto che ci sono i weevil in libertà Ianto e Tosh non riusciranno mai ad arrivare alla centrale nucleare in tempo. Per fortuna adesso nella squadra c’è qualcuno a cui quegli alieni non fanno niente. Tosh deve semplicemente, una volta tornata a Torchwood, aiutare il collega, in chiamata, a sistemare la situazione critica. Una passeggiata per il genio dell’informatica, se non fosse che Gray, che era nascosto nei sotterranei, decide di metterla leggermente fuori gioco. Se a questo punto vi viene voglia di prendere a parole il fratello di Jack è perfettamente comprensibile, io lo faccio ogni volta. Ma Tosh non si molla tanto facilmente e, anche a fatica, cerca di aiutare Owen in una missione quasi impossibile. Perché Toshiko non lascerebbe mai il collega in difficoltà, ormai lo sappiamo fin troppo bene. E da qui per quanto mi riguarda sono lacrime continuate fino alla fine, perché questo finale di stagione è uno tra quelli che più mi hanno spezzato il cuore (e continua a farlo).
La situazione si risolve (ma non le mie lacrime) con Jack che, dopo essere stato seppellito sotto Cardiff preima della sua creazione, viene ritrovato nell’obitorio e tutto torna come prima. Più o meno.
Così finiscono le prime due stagioni di Torchwood e, se devo tirare le somme, sono due piccoli gioiellini ancora troppo sconosciuti e che meritano una possibilità. Uno spin-off più adulto che tocca temi a tratti pesanti, ma a mio gusto personale veramente bello e godibile.
– Nine


