The Husbands of River Song – 10 Anni Dopo
Sono passati 10 anni da I Mariti di River Song. 10 anni fa è incidentalmente tornato anche Star Wars, ma il 90% del mio hype era tutto per questo speciale di Natale, non me ne voglia la galassia lontana lontana. Esagerato? Forse, ma era il ritorno del mio personaggio preferito dopo 3 anni, e dopo aver avuto l’assoluta certezza che non la avrei rivista mai più. Ma Moffat, come il Dottore, ha sempre un ultimo asso nella manica da cicciare fuori quando uno meno se lo aspetta.
Nel 2018, quando abbiamo iniziato a recensire i vecchi episodi della serie, mi ero occupata io della Biblioteca, il debutto di River nella serie. Mi sembrava quindi doveroso parlare anche del suo addio. Ed eccoci qui
“Le Torri hanno cantato, e tu hai pianto”.
Darillium è un punto fisso non tanto nel tempo, ma nella testa di noi Whovian fin dal momento della sua prima menzione. In un “pre-Darillium” poteva esserci tutto lo spazio di manovra possibile – e di certo le avventure di River in Doctor Who ci hanno sorpreso più di una volta! – ma nel “post-Darillium” poteva solo esserci la Biblioteca. Era quindi un punto di arrivo ineluttabile, e lo sapevamo anche se Moffat non ce lo avesse mai mostrato. Ha fatto bene in ogni caso a mostrarcelo? Assolutamente sì. Mette un punto in ogni caso dolce alla storia, e il modo in cui ci si arriva supera ogni aspettativa.
Dicevamo di Moffat, dunque. Ci regala un episodio divertentissimo e frizzante, una vera e propria commedia degli equivoci, e poi negli ultimi 10 minuti ci strappa il cuore e ci fa scoppiare a piangere anche al decimo rewatch, mentre si sta preparando il pranzo di Natale. Ok, questo ultimo dato è prettamente autobiografico.
Comunque, l’episodio prima di spezzarci il cuore ci tiene a mostrarci la vita di River quando non è impegnata a salvare gli universi col Dottore. Ed è una vita… intensa. Svariati mariti, tra cui un diamante, almeno due mogli, e missioni “archeologiche” in un misto tra Indiana Jones e Ocean’s 11. Il Dottore è sconvolto? Certo, ma sotto sotto si diverte, e noi con lui.
La gag ricorrente di River che non ha idea di trovarsi davanti suo marito nonostante lui cerchi di farglielo capire in ogni modo è irresistibile anche dopo svariate visioni. E il debutto di Nardole è la ciliegina sulla torta.
Insomma, ridiamo, ridiamo… e poi ci basta un “Hello Sweetie” per avere gli occhi improvvisamente lucidi. E per scoppiare definitivamente con “24 years”.
Vado a cercare un fazzoletto. Nel mentre, Buone Feste a tutti!
-Oba




