Hell Bent – 10 Anni Dopo
Hell Bent è un episodio che parla di casa, di perdita e di quanto si sia disposti a sacrificare per amore. Si apre nel modo più disorientante possibile: il Dottore che entra in un diner — lo stesso che ricordiamo dall’era dell’Undicesimo Dottore — e inizia a raccontare una storia a una cameriera che non sembra ricordare nulla… ma che noi riconosciamo subito. È un rimando sottile e nostalgico, che funziona come cornice perfetta per il capitolo finale della sua storia con Clara.
Il Dottore ritorna a Gallifrey, nella cascina che abbiamo già visto in Listen, e da lì ricostruisce il suo piano. Lo vediamo affrontare con un’inflessibilità quasi inquietante l’Alto Consiglio e Rassilon, perché il suo unico scopo è liberare Clara dalla morte inflitta dall’Ombra Quantica. Ed è qui che entra in gioco la camera di estrazione: forse un espediente narrativo un po’ eccessivo, ma estremamente efficace sia per “riparare” l’addio di Face the Raven sia per intrecciare la trama dell’Ibrido che ha attraversato tutta la stagione.
A funzionare davvero è l’intreccio emotivo. Hell Bent è il racconto di un Dottore pronto a riscrivere le leggi dell’universo pur di salvare una sola persona. Capaldi è magistrale nel rendere questa ossessione malinconica, dolce e disperata; Clara, grazie a Jenna Coleman, non è mai stata così viva, così consapevole, così capace di ospitare una parte dell’anima del Dottore. È un rapporto che qui raggiunge il suo culmine narrativo: due viaggiatori che diventano l’uno lo specchio dell’altra, pronti a mentire, fuggire e combattere pur di non lasciarsi andare.
L’episodio è a suo modo un paradosso emozionale: è romantico senza essere romantico, tragico senza essere crudele, epico senza essere fragoroso. Il finale, con Clara e Ashildr che volano in un TARDIS rubato mentre il Dottore perde i ricordi di lei, ha un sapore dolceamaro che riassume perfettamente la loro storia. Un addio che non sa di addio, un ricordo che svanisce ma continua a vivere nelle conseguenze.
Per quanto mi riguarda, questo è il miglior episodio mai scritto per la coppia Capaldi–Coleman: intenso, poetico, profondamente umano.
Voto: 10/10.
Con questa recensione si conclude il viaggio attraverso le storie della nona stagione.
Chissà quando mi rivedrete per altre recensioni… ma nel frattempo, non mangiate mai le pere e siate sempre Il Dottore!
~Five



