Empire of Death
Con ‘Empire of Death’ si conclude la prima stagione con RTD al timone e Ncuti Gatwa nei panni del Dottore, affiancato da Millie Gibson a interpretare la companion Ruby Sunday. Riprende le vicende lasciate in sospeso dall’episodio precedente, ‘The Legend of Ruby Sunday’, e ha come principale antagonista Sutekh, già una volta affrontato dal Dottore, nella sua quarta incarnazione, in ‘Pyramids of Mars’.
Nell’episodio conclusivo di questo nuovo revival di Doctor Who, il Dottore si ritrova quindi ad affrontare uno dei suoi più grandi e difficili nemici, dopo essere stato convinto per secoli di averlo sconfitto parecchio tempo addietro con l’aiuto di Sarah Jane Smith, e ora pronto più che mai a vendicarsi del Signore del Tempo che aveva osato affrontarlo e sconfiggerlo.
Un plauso agli attori scelti per interpretare i vari ruoli (in primo piano spiccano Ncuti Gatwa e Millie Gibson, immensa anche Jemma Redgrave e tutti gli altri comprimari, azzeccatissimi nei ruoli che dovevano andare a ricoprire nel corso non solo di questa puntata, ma della serie in generale). Il richiamo di un avversario del Dottore proveniente dalla Serie Classica ha una doppia funzione: riavvicinare i vecchi appassionati alla serie e attirare i nuovi alle produzioni precedenti.
Sutekh, anche per mezzo dei propri sottoposti, riesce a ridurre in polvere (letteralmente) l’intero universo, laddove i Dalek, i Cybermen e persino il Flux lanciato da Tecteun non erano stati in grado di arrivare. Il Dottore si ritrova da solo, assieme a Ruby e a Mel, ad affrontare la situazione, apparentemente incapace di trovare una soluzione. L’episodio trabocca di citazioni alla lore di Doctor Who, a partire dal ‘memory TARDIS’ e arrivando, anche, al cucchiaio che il Signore del Tempo chiede in prestito a una donna poco prima che anch’essa venga polverizzata dagli effetti di Sutekh.
Dolorosa la perdita di Mel, che scopriamo essere un burattino dello stesso Sutekh, ma anche goccia che fa traboccare il vaso e porta il Dottore e Ruby a risolvere, una volta per tutte, il problema, eliminando definitivamente (ma sarà davvero così?) l’Osirano. Il finale, con Ruby che finalmente incontra la sua madre biologica, è commovente e chiude con eleganza l’arco narrativo iniziato con ‘The Church of Ruby Road’.
– oscuro_errante




