Torchwood S04E01 – The New World
La quarta stagione di Torchwood, “Miracle Day” debutta a due anni di distanza dal capolavoro “Children of Earth”, grazie alla collaborazione fra la BBC e il canale Starz, pay-TV statunitense. Anche il cast è diviso fra interpreti britannici e americani, e si svolge principalmente negli Stati Uniti. Per me quest’ultima stagione di Torchwood non supera la precedente, ma posso dire che all’epoca mi sia davvero piaciuta, sin dalla prima puntata.
In “The New World” ritroviamo Gwen, Rhys e la loro neonata, che si sono trasferiti una località remota della costa gallese in cerca di tranquillità e anonimato dopo i tragici eventi della terza stagione. Conosciamo alcuni degli altri protagonisti di questa storia: gli agenti della CIA Rex Matheson ed Esther Drummond, lo stuprat0re e as3assino Oswald Danes.
La trama si basa su un evento inspiegabile: improvvisamente nel mondo le persone smettono di morire. Danes, condannato a morte, sopravvive all’iniezione letale e riesce a farsi scarcerare; Rex ha un incidente che dovrebbe essergli fatale, ma rimane vivo. Anche il padre di Gwen supera due infarti di seguito. Si parla di quel primo giorno come “Il Giorno del Miracolo”, ma la realtà è molto più raccapricciante: nulla riesce ad impedire alle persone di vivere… e soffrire, nemmeno un’esplosione o una decapitazione.
Esther investiga sulla correlazione tra un messaggio ricevuto dalla CIA (e da tutte le altre organizzazioni governative) riferito a Torchwood – poi sparita improvvisamente da tutte le banche dati – e questo terribile cambiamento dell’umanità. Incontra Jack Harkness, che dopo averle salvato la vita le spiega che ha cancellato lui i riferimenti a Torchwood per salvare Gwen, l’unica umana ancora in vita ad averci lavorato. Nonostante Jack le somministri il siero per cancellarle i ricordi, Esther ricollega tutte le giuste informazioni e Rex fugge dall’ospedale fino all’altro capo del mondo per incontrare Gwen, finendo svenuto nel suo giardino e poi legato come un salame al termosifone stile Undicesimo Dottore con Amy.
E lì viene da ridere, no? Rex che non riesce a capire perché per entrare in Galles bisogna pagare il pedaggio al Severn Bridge, e lo mette sullo stesso piano con “avevo un palo piantato nel petto, ero morto e invece no”, ecco, quell’umorismo “involontario” fa il giro e diventa esilarante. Poi fa un altro mezzo giro e tutto rientra in prospettiva, vita e morte, speranza e orrore, l’ormai indefinibile morale, e l’ironia di milioni di corpi disperatamente vivi, l’umanità che corre in direttissima verso una crisi totale, e l’ironia di Jack che si accorge di essere tornato mortale.
Niente male per un inizio di stagione, non vi sembra?


