Letitia Michelle Wright nasce il 31 ottobre 1993 a Georgetown, in Guyana. All’età di 7 anni si trasferisce con la famiglia nel quartiere di Londra Tottenham, dove comincia gli studi.
Si interessa alla recitazione guardando il film Akeelah and the Bee (2006), con protagonista la giovane Keke Palmer. Comincia così a mandare mail a diversi agenti, fino a essere presa per piccoli ruoli. Nel 2011 recita nelle serie Holby City e Top Boy, oltre che nel film Victim; l’anno successivo si fa notare per la sua interpretazione in My Brother the Devil, per cui viene riconosciuta tra le Stars of Tomorrow da Screen International. Negli anni successivi recita in varie serie, come Coming Up (2013), Chasing Shadows (2014), Banana e Cucumber (2015), Doctor Who, nell’episodio Face the Raven (2015), e Humans (2016). Nel frattempo, per il film Urban Hymn viene inserita dalla British Academy of Film and Television Arts nel gruppo dei BAFTA Breakthrough Brits del 2015, e viene notata anche da Hollywood.
Nel frattempo ha purtroppo dei problemi di depressione, che la costringono a prendersi una pausa dalla recitazione, e che riesce a superare grazie al suo incontro con il Cristianesimo.
La sua consacrazione come attrice arriva tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, grazie alla sua partecipazione a un episodio di Black Mirror, Black Museum, e all’ingresso nel Marvel Cinematic Universe.
Nel MCU interpreta la geniale principessa Shuri, prima in Black Panther e poi in Avengers: Infinity War.
Sempre nel 2018, recita nei film The Commuter e Ready Player One, e nel video musicale della canzone Nice for That di Drake.
Fra pochi mesi sarà di nuovo parte del mondo Marvel in Avengers: Endgame.

Tatuaggi cangianti, strade civetta, ragazzine immortali e corvi non troppo amichevoli: Face the Raven (2015) è un episodio ormai entrato nella storia di Doctor Who per svariati motivi. Qui Letitia Wright appare in un breve ma fondamentale ruolo: Anahson, una ragazza aliena della specie Janus, con due volti; dato che solo le donne Janus hanno la capacità di vedere passato e futuro, sua madre Anah l’ha sempre fatta passare per un maschio, per evitarle la vita di schiavitù che era toccata a lei.
Un’auto sfreccia nel deserto americano. Dentro c’è una ragazza inglese, Nish – Letitia Wright, ovviamente – appena arrivata negli States per il compleanno del padre. Si ferma a una stazione di benzina abbandonata… e rifornisce l’auto grazie a un pannello solare, perché siamo nel futuro. Mentre attende che la carica sia completa, decide di visitare un museo del crimine lì vicino: l’ambientazione è volutamente inquietante, così come il proprietario del luogo, che le fa da cicerone… dobbiamo temere per lei? In fondo, stiamo guardando Black Mirror, dove i twist sono dietro l’angolo!
Black Museum (2017) è l’ultimo episodio della quarta stagione della serie, e ne costituisce praticamente una summa, con riferimenti più o meno velati a puntate del passato e una trama principale che continua a dividersi, disseminando allo stesso tempo tanti piccoli indizi per arrivare al finale.
Per il ruolo di Nish, Letitia ha ricevuto una nomination agli Emmy Awards come Outstanding Supporting Actress.
Lo stato africano del Wakanda ha sempre avuto una politica di chiusura nei confronti del resto del mondo, volta a celare la sua ricchezza e il suo incredibile avanzamento tecnologico. Quando il giovane T’Challa diventa re, si trova ad affrontare da una parte la scelta se aprirsi al mondo o rimanere nascosti, dall’altra alcuni segreti del passato che stanno tornando in superfice.
Questa, molto all’osso, è la trama di Black Panther (2018), film del Marvel Cinematic Universe in cui Letitia Wright interpreta la giovane ma geniale principessa Shuri, sorella di T’Challa e scienziata, medico, inventrice… oltre che abile guerriera. Per il ruolo, l’attrice ha vinto un Teen Choice Award.
Black Panther è stato seguito pochi mesi dopo da Avengers: Infinity War, film corale e altamente spettacolare che riprende le fila di una trama orizzontale sviluppata in dieci anni di film Marvel.
Infinity War è stato un po’ il film “simbolo” del 2018 – almeno per quanto mi riguarda – e non riuscirei mai a parlarvene in modo esauriente in queste poche righe… per cui mi concentrerò sul ruolo di Letitia Wright: Shuri appare brevemente per dare il suo indispensabile contributo scientifico… ma entro la fine del film avrà anche lei la possibilità di mostrare le sue doti in battaglia.
L’attrice tornerà nei panni della principessa anche nel sequel Avengers: Endgame, in uscita ad aprile.







