The War Between the Land and the Sea 05 – The End of the War
Recensione con Spoiler
The End of the War è il quinto e ultimo episodio della miniserie intitolata The War Between the Land and the Sea, costola di Doctor Who con protagonista esclusiva la Unified Intelligence Taskforce (UNIT) comandata da Kate Lethbridge-Stewart.
Come parlare dell’episodio conclusivo di The War Between? Porta a conclusione un arco narrativo che mostra il lato peggiore dell’essere umano, in tutta la sua completezza e brutalità. Viene dimostrato come siano poi gli interessi di una percentuale irrisoria di individui ad avere la meglio su quanto sia effettivamente ‘meglio’ per tutti, scatenando la (anche giusta) ira funesta di Salt e della sua specie.
Vediamo come l’episodio risolva il conflitto tra l’umanità e gli Homo Aqua (conosciuti fino a questo momento come Sea Devils) in modo brutale. Il punto di svolta è il piano “Severance”, un’operazione di guerra biologica orchestrata segretamente da Downing Street (all’insaputa di Kate Lethbridge-Stewart e dei suoi collaboratori più stretti, compreso Barclay Pierre-Dupont, ambasciatore suo malgrado per l’umanità).
Il virus, sintetico, che viene rilasciato nelle acque del pianeta, porta allo sterminio del 90% della popolazione degli Homo Aqua; nonostante i tentativi di mediazione di Barclay e di Salt, quindi, la guerra termina non con la pace tanto agognata, ma con un quello che è praticamente un genocidio a tutti gli effetti (solo un Homo Aqua su dieci verrà risparmiato).
Il fatto che, nel finale, Barclay decida di accettare il dono di Salt, seguendola nelle profondità degli abissi, colpisce ulteriormente nel segno, come colpisce pesantemente quanto viene mostrato nella scena post-titoli di coda, con una Kate Lethbridge-Stewart, pesantemente segnata dalla PTSD, pronta a sparare a un civile qualsiasi ‘solo’ perché ha buttato una bottiglietta di plastica in acqua.
Per quanto contestualizzata nel suo vissuto recente, l’azione compiuta in questo contesto (come anche il minacciare la sua psicoterapeuta per farsi aumentare il dosaggio dei medicinali, in maniera tale da poter continuare a seguire i negoziati) mi porta a domandarmi ‘dove andremo a finire’, considerando il rifiuto che Lethbridge-Stewart sta avendo nell’accettare di farsi da parte quel tanto che basta per intraprendere l’importante percorso di guarigione di cui ha evidentemente bisogno.
Siamo comunque di fronte a un finale diverso dal solito: normalmente siamo abituati al fatto che, a un certo punto, il Dottore arrivi e trovi una via pacifica, forzandola sulle parti in gioco, come successo più volte in passato (prendo a esempio sia The Day of the Doctor chee The Zygon Invasion / The Zygon Inversion, tra i tanti che si possono fare). In questo caso, l’umanità è lasciata totalmente a sé stessa. Non si può dire abbia dato necessariamente il meglio di sé.
Gli attori (soprattutto gli interpreti di Barclay, Salt e Lethbridge-Stewart) a mio avviso monumentali nella recitazione dei ruoli a loro assegnati. Ho apprezzato in particolar modo l’espressività di Lethbridge-Stewart e il modo in cui lei riesca a trasmettere allo spettatore anche quanto ci sia di ‘sbagliato’ che si percepisce nelle azioni del suo personaggio (che, comunque, è uno dei miei preferiti).
– The Archivist




