Dot and Bubble
Rompiamo subito il ghiaccio.
Per me Dot and Bubble è a mani basse l’episodio migliore di questa nuova era di Doctor Who. Finto episodio superficiale, che invece nasconde significati attuali e importanti della nostra società, riesce a lasciarti l’amaro in bocca per il finale. Con una trama molto alla Black Mirror, l’episodio ci mostra la vita perfetta a CittàBella, come tutti siano assolutamente felici e perfetti e belli e alla moda, incapaci di guardare al di fuori, appunto, della propria bolla, dove anche la minima interferenza a ciò è vista come una “minaccia”.
Il Dottore, infatti, fatica a farsi ascoltare nonostante il pericolo che si abbatte sulla città, in quanto gli abitanti giudicano più importante la “differenza” tra loro. Ncuti ci regala una prestazione pazzesca, mostrandoci tutta la frustrazione data dalla situazione finale, dove, per la prima volta, il Dottore non riesce a salvare qualcuno non perché le circostanze lo impediscono (come per esempio nella quarta stagione a Pompei), ma perché le stesse persone che devono essere salvate rifiutano il suo aiuto in quanto non lo giudicano all’altezza del ruolo.
La storyline di Lindy, dove viene dipinta, si come tutti gli altri concittadini, ma comunque più volenterosa all’ascolto data dalla voglia di vivere ci fa pensare a una voglia di cambiamento, una voglia di essere una persona migliore. E questo viene incentivato dal rapporto che si va a creare con Ricky September, altro pilastro di questo episodio, facendo quasi sembrare loro due la vera via di scampo: l’accettazione della realtà. Questo almeno fino al voltafaccia della protagonista dell’episodio. Una scelta la sua che lascia stupefatti, credendola infatti impossibile di ciò.
Un episodio stellare che inoltre ci riporta indietro nel tempo alla prima RTD con i suoi mostri creativi, questa volta però con una CGI al passo con i tempi.
~River




