Deep Breath – 10 Anni Dopo!
Sono ufficialmente passati 10 anni dall’uscita dell’ottava stagione e l’arrivo di Capaldi come Dodicesimo Dottore! Potevamo esimerci dal ripercorrere le puntate con voi facendo delle recensioni settimanali? Ovviamente no, quindi oggi iniziamo con Deep Breath, enjoy!
DEEP BREATH – RECENSIONE 10 ANNI DOPO
Ben dieci anni fa, il 23 agosto 2014, Doctor Who ritornava sul piccolo schermo con l’episodio Deep Breath, all’interno del quale si aveva, finalmente, la prima vera e propria apparizione di Peter Capaldi nei panni del Dodicesimo Dottore. L’attore britannico aveva già vestito i panni del Signore del Tempo in due occasioni distinte: nell’episodio The Day of the Doctor, in cui lo si vede comparire brevemente, e nel finale di The Time of The Doctor, quando prende a tutti gli effetti il testimone da Matt Smith.
Il primo impatto con il nuovo Dottore, almeno per me, non è stato tra i più facili, non tanto perché Capaldi era in assoluto l’attore più anziano che io avessi mai visto a interpretare il Signore del Tempo, ma piuttosto per la ‘gravità’ che circondava il suo Dottore, per il cinismo che lo accompagnava, in alcuni casi anche per la ‘lentezza’ delle vicende che, soprattutto all’inizio, lo riguardavano. Inutile dire che, con il tempo, mi sono ampiamente ricreduta e che, a oggi, il Dodicesimo Dottore di Peter Capaldi è, in assoluto, il mio Dottore preferito (affiancato dal Tredicesimo di Jodie Whittaker).
Qual è la trama di Deep Breath? Il Dottore, Clara e il TARDIS si ritrovano nella Londra Vittoriana dove Madame Vastra, la moglie Jenny Flint e il Sontaran Strax vivono, lavorando come detective (indovinate un po’, secondo la lore di Doctor Who, da chi avrebbe tratto ispirazione Sir Arthur Conan Doyle per Sherlock Holmes e John Watson?). Clara, oltre ad aiutare il Dottore e la Paternoster Gang a risolvere il mistero che avvolge una serie di incendi che ha colpito la città, dovrà fare i conti con il radicale cambiamento subito dal Signore del Tempo.
Soffermiamoci proprio su Clara. Introdotta a partire dai primi episodi della settima stagione, con Matt Smith nei panni del Dottore, a metà della stessa stagione diverrà la nuova spalla del nostro protagonista, andando a prendere il posto di Rory e Amy, esiliati nella New York del XX secolo dagli Angeli Piangenti.
Ricordo di aver commentato un passaggio particolare dell’episodio in famiglia (dove nessuno ha mai visto Doctor Who se non per frammenti sparsi), che mi aveva colpito particolarmente. Nel trauma e nel dolore che la attanagliavano in seguito alla rigenerazione, Clara chiede a Jenny, moglie di Vastra, se lei fosse stata in grado di accettare la donna anche se questa fosse cambiata così radicalmente come accaduto con il suo Dottore. La risposta dell’altra donna, molto diretta nella sua apparente semplicità, è: A me lei non piace, signora. Io la amo. E per la diversità… beh, è una lucertola.
Al tempo mi limitai a sorridere, ma solo riflettendoci con calma sopra, alla fine capii quanto fosse stato fondamentale quello scambio di battute tra i due personaggi, non solo per l’evoluzione della storia in sé e per sé, ma anche per me e per chiunque avesse visto, all’epoca, l’episodio.
Un altro aspetto, che vide sempre come protagonista Clara, che mi fece molto riflettere fu uno scambio di battute tra quest’ultima e Madame Vastra (ricordiamoci che Clara ha conosciuto la Paternoster Gang prima dell’episodio vittoriano in questione). Vastra, indispettita dal comportamento tenuto dalla giovane immediatamente dopo la rigenerazione del Signore del Tempo, decide di indossare il velo con cui tende a tenersi a distanza dal resto della bigotta società umana della Londra ottocentesca. Solo che, tutto a un tratto, il velo sparisce, senza nemmeno ce ne si renda subito conto. Quando Clara le chiede ‘quando Vastra abbia smesso di indossare il velo’, la risposta pronta è ‘quando tu hai smesso di vederlo’.
Vi presento Steven Moffat. Deep Breath è forse il migliore pilota che un personaggio come il Dodicesimo Dottore potesse mai desiderare di avere, almeno secondo me. Attenzione, non il miglior pilota in assoluto (alla fine ognuno ha i propri gusti, sia su Doctor Who che sul Dodicesimo Dottore), ma secondo me questo è azzeccatissimo per un attore come Capaldi.
– oscuro_errante




