Torchwood S02E04 – Meat
Sono un uomo come tanti: ho un’azienda di trasporti e mi sono scritto da solo il jingle pubblicitario. Sono un uomo semplice, vivo a Cardiff con la mia fidanzata Gwen e stiamo per sposarci. Voglio bene ai miei colleghi, e all’improvviso mi trovo davanti uno dei nostri camion rovesciato, il mio amico Leighton è morto… era appena diventato papà, non riesco a crederci…
Poi vedo Gwen, è scesa da un’auto che mi dicono appartenga all’agenzia Torchwood. Non assomiglia alla donna che dorme accanto a me ogni notte – è così seria, altera, potente.
La polizia mi blocca, vedo che entrano nel camion, poi ne escono, ripartono. Vado in ufficio, e quando la polizia chiama mi rendo conto che non so nulla sulla provenienza di quel carico di carne, non posso dar loro informazioni su quel cliente, è tutto molto sospetto… Torno a casa, la testa piena di mille domande.
Poi Gwen ritorna e finge di non saperne nulla. Dove ha imparato a mentire così bene? Devo raccontarle tutto dall’inizio, sapendo che lei… beh, lei ne sa molto più di me, e mi sta ingannando guardandomi in faccia! E baciandomi, anche! Quando esce di nuovo, la seguo fino al Millennium Centre e la vedo incontrarsi con un uomo, che la prende a braccetto e ridono… salgono in auto e li seguo, sentendomi tradito, arrabbiato, preso in giro.
Si fermano al magazzino dove Leighton si era recato quella mattina a caricare la carne, e io dietro. Poi due uomini arrivano e mi costringono a entrare: dentro è pieno di carne, altre persone stanno lavorando, parlano di sostanze tranquillanti, alcuni sono in disaccordo tra loro. Mi portano nel loro ufficio e sapete cosa? Inizio anch’io a raccontare balle, sono capace anch’io, che ci vuole? Dico loro che Leighton mi aveva detto tutto quello che succedeva lì, che ho distrutto la carne prima che la polizia ci mettesse le mani su e che posso continuare a trasportarla io. Loro mi credono, mi mostrano cosa c’è davvero in ballo… e beh, non era ciò che mi aspettavo. Nel magazzino c’è una creatura enorme, che non somiglia a nessun altro animale di questo pianeta. Quando mi avvicino apre un occhio e mi ci rifletto dentro. Vomito. Ma poi fingo che vada tutto bene, che l’affare continui a piacermi, e riesco ad andarmene sorridendo.
A casa Gwen mi accusa di essere in combutta con questi tizi sin dall’inizio. Lei mi accusa, capite? Mi sento trattato come uno stupido, e glielo dico. Che credo abbia una tresca con il tizio dal cappotto lungo, e che l’ho seguita in quel dannato magazzino. Litighiamo, e alla fine mi confessa tutto… di Torchwood, degli alieni. Incredulo, vado comunque con lei di nuovo davanti al Millennium Centre.
E accidenti, è tutto vero! Mentre scendiamo dall’ascensore invisibile, uno pterodattilo ci vola sopra. Gwen mi presenta i suoi colleghi e il suo capo Jack, quello che credevo fosse il suo amante. Piuttosto saccente, direi, ma vuole salvare la creatura e riportarla oltre la “Frattura”, qualsiasi cosa sia, e merita il mio rispetto. Quando mi sono proposto per aiutarli ad infiltrarsi nel magazzino, Jack ha accettato, mentre Gwen ovviamente ha cercato di opporsi. Ma deve comunque obbedire agli ordini, e lei ha insistito almeno per venire con noi. Forse è vero che voleva soltanto proteggermi… ma non sono un bambino!
Sembra filare tutto liscio, ma mi trattengo troppo, lo so, non voglio lasciarla sola… e poi tutto va a rovescio, ci scoprono, prendono in ostaggio me e l’assistente di Jack. Lo scontro è sempre più teso, la bestia si libera, ora c’è Gwen nel mirino – no, non posso perderla!
Il proiettile mi raggiunge, poi il dolore, il buio.
E la luce. La consapevolezza dei mondi lassù, la curiosità per le creature che li popolano, e la certezza che Gwen si immerge in quella realtà ogni giorno, ma poi sceglie di tornare da me, un uomo semplice, un uomo come tanti. La vita ha un altro senso adesso… gelosia, timore, orgoglio sono solo piccole emozioni umane. Devo ancora capire una cosa, però: Jack è gay o ci stava davvero provando con la mia segretaria?




