Trivia Tuesday 19/08/25
Gli episodi di Doctor Who scritti da Mark Gatiss sono una di quelle cose che si amano profondamente o si detestano altrettanto. “Empress of Mars” a mio parere è delizioso e geniale, ma per giungere alla sua realizzazione ha dovuto affrontare un sacco di cambiamenti in corso d’opera!
Inizialmente, Gatiss aveva in mente tutt’altra storia: il sequel di “Sleep No More”, che in effetti ha un finale aperto. I Sandmen sarebbero comparsi nella Londra odierna, grazie a una tecnologia simile a quella delle macchine Morpheus. Ma poi creò un’avventura diversa, riprendendo i Guerrieri di Ghiaccio marziani. Rimane però una piccola chicca a riguardo: Iraxxa ad un certo punto dice ai suoi soldati… “Risvegliatevi!”
Steven Moffat acconsentì a patto che venissero presentati sotto una luce diversa dal solito, e fu entusiasta che qui avessero una leader di genere femminile.
La sceneggiatura si intitolava “The Empress of Mars”, e oltre a perdere l’articolo cambiò ambientazione; invece che sul loro pianeta natale, i Guerrieri di Ghiaccio sarebbero dovuti tornare su Peladon, dove in effetti li avevamo conosciuti nell’era del Terzo Dottore: la storia sarebbe stata una critica poco velata alla Brexit. Ed è buffo pensare che avrebbe funzionato, se nella stessa stagione non avessimo avuto anche “The Eaters of Light”. Peladon infatti è un pianeta con lunghi e tortuosi tunnel sotterranei, che il pubblico avrebbe trovato ridondanti.
Io non mi trovo completamente d’accordo – sarebbe bastato non ambientare l’episodio nei tunnel, e mostrare ambienti diversi – ma è andata così.
Gatiss aveva pensato a far tornare diversi personaggi: Skaldak da “Cold War” e Winston Churchill, ma Moffat preferì evitare un setting moderno (sarebbe risultato troppo simile a “The Tomb of the Cybermen”, con il Secondo Dottore) e Gatiss lo accontentò con l’amata epoca vittoriana. Abbiamo però avuto il ritorno di Alpha Centauri, segnando un record di 43 anni dalla sua precedente apparizione su Peladon, con la stessa attrice Ysanne Churchman, novantaduenne, a dargli la voce. In “The Power of the Doctor”, comunque, il record venne stracciato dalla straordinaria apparizione di Ian Chesterton.
Ci sono state diverse scene tagliate o mai girate. Il rapporto fra il Dottore e Friday sarebbe stato approfondito, e avremmo conosciuto il suo vero nome: Vorka. Inoltre l’astronave dell’impero britannico sarebbe stata costruita sulla Terra, grazie a un manuale gallifreyano di ingegneria intergalattica. Soprattutto, Gatiss avrebbe voluto ambientare l’episodio sotto una cupola di vetro, come con la Cittadella di Gallifrey, ma il budget decise diversamente. Perlomeno hanno avuto delle nuove tute spaziali rispetto alle solite arancioni!
– Saki




