DWOT: Don’t Watch it On Tv
Ciao a tutti e bentornati a DWOT: Don’t Watch it On Tv
Oggi è un triste giorno per gli whovian italiani. Oggi diciamo addio a Doctor Who su Netflix. Press F to pay respect.
La questione è: perché? Cioè, intendiamoci, Netflix è stracolma di programmi interessanti, ma il valore di produzione e la qualità di Doctor Who è difficilmente paragonabile ad altri prodotti a sua disposizione. Sì, no, Stranger Things è bello, eh, ma a un certo punto il fattore nostalgia comincia a venire a meno e ci si rende conto che gli anni ottanta non erano tutti rose e fiori. Black Mirror è probabilmente il miglior prodotto di fantascienza del decennio, almeno su piccolo schermo, ma è innegabile che, proprio passando a Netflix, abbia avuto un calo di qualità. A Series of Unfortunate Events, Sex Education, la serie dei Defenders… non è possibile fare un paragone giusto tra tutte le serie e Doctor Who, soprattutto visto che questa pagina è un medium di parte, ma una cosa che è sicura è che la nostra serie tocca più settori di qualsiasi altra, mischiando dramma, fantascienza, fantasia, avventura, azione, comico, storico e slice of life.
La semplice premessa che il Dottore inizi una puntata uscendo fuori dal TARDIS e ripartendo verso un’altra location completamente diversa toglie qualsiasi vincolo in fatto di storytelling, potendo cambiare letteralmente qualsiasi cosa, eccetto quanti viaggiano dentro al TARDIS. Questo significa che le varie storie che vengono prese non sono portate avanti in base a un arco narrativo, ma puramente in base alla loro qualità… o almeno così dovrebbe essere, ma alcune stagioni mi hanno fatto venire qualche dubbio. In ogni caso, vuoi che il Dottore faccia una storia che faccia commuovere sulla vita di Van Gogh? Certo, nessun problema. Vuoi che il Dottore usi il filmato di Armstrong che atterrra sulla Luna per scacciare degli alieni dalla Terra? Prego, avanti! Poi un arco narrativo si può inserire dopo, basta mettere due Easter Egg e rivedere i dialoghi per essere adeguati.
Quindi perché eliminare Doctor Who da Netflix? La risposta semplice immagino sia che non gli conveniva più. Mi auguro che la RAI risponda in fretta con un on demand decente, sarebbe un buon motivo per pagare il canone, piuttosto che doverlo vedere come una tassa per quell’elettrodomestico che sta scomparendo dalle case, quello lì che sembra un quadro che si muove o una scatola impolverata con dentro piccoli omini che si muovono, come si chiama? Televisione.
Tuttavia, vedo anche una ragione secondaria: perché, su Netflix, Doctor Who non può attecchire come merita e questo è a sua volta perché, in Italia, ci sono unicamente le stagioni dalla 5 alla 10.
Chi comincia una serie TV dalla quinta stagione, al giorno d’oggi?! Nessuno, ma è un peccato: è un ottimo punto da dove iniziare.
Il che è effettivamente contrario alle “sacre regole dello whovianesimo”, che recita, come nono comandamento: “never skip nine” e, per estensione, nemmeno dieci, che può sembrare paradossale, ma dobbiamo considerare che in USA è andata così per molti, catturati dal fare più esuberante del dottore di Matt Smith e dalla pesante campagna pubblicitaria portata avanti da Stewie Dewie Moffat e dal suo mega cervello ultramassiccio. A proposito, notizie da Dracula, il prossimo show a cui partecipa con il suo mini-me Gatiss? Oh, iniziate le riprese, arriva a fine 2019.
Su Netflix. Grr…
Va beh, dicevo: se si abbandona per un minuto il sacro dogma, la serie 5 è un ottimo momento per cominciare. Nuovo Dottore, nuovi companion, la narrativa precedente è completamente abbandonata, con l’unica eccezione di River Song, ma non sembra importare in tempi brevi. A voler essere pignoli, anche il Maestro e Gallifrey giocano un minimo di ruolo nella cosa, ma sarei davvero entusiasta se The End of Time finisse nel dimenticatoio della storia. Maestro cannibale, ma cos’è, un film canadese?! Ma comunque, la narrativa è interamente nuova, il tema del Dottore è completamente rivisto (che visto l’eterogeneo percorso del decimo, era anche un obbligo) e abbiamo il Dottore che compie un percorso di crescita regolare.
Undici sembra un pagliaccio, ma ha un lato estremamente oscuro e ha sempre un piano nascosto per riuscire a spuntarla a scapito delle condizioni sfavorevoli, ma, con il tempo, arriva a essere corroso da quanto lo circonda, a non sopportare il prezzo da pagare per le occasionali sconfitte e lì incontra Clara (a chi interessa, rifarò la sua funzione narrativa come ultimo Sane Men in a Box molto presto), portandolo verso un nuovo arco. Poi arriviamo a Capaldi e lì diventa ancora più incentrato sulla crescita del personaggio.
Con questo non voglio dire che “chi se ne frega delle 4 stagioni prima”. Quella sarebbe blasfemia: le prime 4 stagioni hanno alcuni dei momenti migliori di tutta la produzione, specie quella perla che è la prima, ma è anche innegabile quanto sia iconico il decimo dottore e che, senza il contributo della meravigliosa recitazione di Tennant, lo show avrebbe avuto molte più difficoltà. Però sapete chi era un altro ottimo attore ad aver interpretato il Dottore? Hartnell. E Troughton è stato quello che ha saputo riconquistare il pubblico disorientato al suo ritiro. E Pertwee ha tenuto in piedi la serie con un taglio mostruoso di budget. E Tom Baker è passato alla leggenda. E Mr Patata ha parlato in uno studio. E non toccatemi Colin che è il MIO Dottore (duh). E, quando volevano chiudere la serie con l’ultima stagione, McCoy è stato talmente forte da farli continuare altri due anni.
“Eh, ma io ho capito che ci è la classica, ma non posso mica guardarla che manco so l’inglese e poi devo aspettare che la rimandino su Twitch, non sono mica un pirata e i dividì sono cari”
No, no, no, lo capisco. Non ti voglio dire di guardare la classica: onestamente, fallo come e quando vuoi, con mezzi tuoi e poi torna che ne discutiamo. Da persona razionale ti dico che molte parti della classica non reggono assolutamente il test del tempo. Ti voglio solo dire che la quinta stagione è una nuova prima stagione, al pari di come la prima stagione della nuova lo è stata. Ma purtroppo, tutto questo, psicologicamente non regge. Perché, dopo “Doctor Who – stagione” c’è un numero che ne scoraggia la visione. E, ironia della sorte, quel numero è proprio il peggior numero di tutti.
Il 5.




