Torchwood s01e04 – Cyberwoman
Strano personaggio, Ianto Jones. Sarebbe dovuto essere l’autista del gruppo, ma poi era venuto fuori che l’attore non aveva la patente, ed è diventato una specie di maggiordomo. D’altra parte, anche Batman ne ha uno, quindi farlo lavorare in un covo segreto sotterraneo ha piuttosto senso. Per i primi 3 episodi, Ianto è il personaggio secondario, la spalla comica, quello che non attira l’attenzione. E poi arriviamo a Cyberwoman, e ci rendiamo conto che era tutta una sua tattica per non farci capire cosa stava facendo esattamente sotto al nostro naso. E a quello degli altri protagonisti, se è per questo.
Quando si pensa a Doomsday, è facile ricordarci di Ten e Rose e l’addio sulla spiaggia. Torchwood però è più terreno, più terrestre, e ci tiene a sottolineare che, al di là dei nostri patemi romantici da fan, centinaia di persone hanno sofferto e sono morte, nella guerra tra Cybermen e Dalek. Ianto è uno dei pochissimi superstiti, Lisa è una vittima collaterale di tutta quella violenza. Sappiamo che la loro storia è condannata fin dall’inizio, eppure non possiamo fare a meno di sperare per e con loro, fino all’ultimo.
Sull’episodio si è detto tutto e il contrario di tutto. Intanto vi ricordo che lo ha scritto Chris Chibnall, elemento che per molti è positivo ma per altri meno. Sono gusti. Della storia si tende a ricordare il trash, l’armatura pseudo sexy del cyberman e gli effetti speciali poco… speciali.
20 anni dopo io invece ho colto gli spunti horror, e la messinscena tragica. La recitazione intensa di Gareth David Lloyd. E poi sì, certo, abbiamo una battaglia contro uno pterodattilo e i baci “trasmetti energia” di Jack (che peraltro erano pure uno spunto di trama interessante ma che dopo questo episodio si sono dimenticati tutti), ma è tutto molto più intenso e molto meno trash di come lo raccontano, credetemi.
Insomma, strano personaggio, Ianto Jones. A posteriori, è facile parlare della sua capacità di amare, del suo essere fedele e leale. Ma in realtà è cominciato tutto qui. 20 anni fa. E ora che il teaboy ha finalmente perso la maschera, può iniziare a brillare.




