Torchwood – S01e03 GHOST MACHINE
L’episodio si apre con Owen impegnato con Gwen e Jack in una missione guidata a distanza da Tosh: inseguire per le strade della città un artefatto alieno che un uomo porta con sé. Lui e Jack rimangono indietro ma Gwen, presumibilmente più allenata nell’impresa a causa del suo lavoro di poliziotta, riesce a recuperare l’artefatto alla stazione, anche se l’uomo riesce a fuggire.
Tornati al quartier generale, sono tutti perplessi del racconto di Gwen: non appena preso in mano il dispositivo e premuto un bottone, si è trovata come in uno stato diverso della realtà, nella stessa stazione ma deserta, dove un bambino con una valigia chiedeva aiuto e da un’etichetta sui suoi vestiti si leggeva il suo nome, Tom Erasmus Flanagan. Gwen riusciva a provare le sue emozioni, come si sentisse sperduto. Owen, con irritante deformazione professionale, cerca di liquidare il tutto come un’allucinazione o un sintomo di demenza senile. Jack è più obiettivo e si focalizza sul fatto che Gwen aveva attivato l’artefatto.
Owen però batte Jack nel trovare il piccolo Tom cercandolo sull’elenco telefonico, guidato dalla certezza che qualsiasi cosa Gwen abbia visto, di sicuro non era un fantasma. Il giorno dopo si finge un agente in addestramento e accompagna Gwen a casa di Tom, ora un uomo anziano. Questi racconta della sua triste infanzia come sfollato da Londra durante la guerra e abbandonato alla stazione di Cardiff: la visione era quindi un frammento del passato legato al luogo. Scopriamo anche che Owen guarda “Ballando con le stelle” con vivo interesse.
Il resto della squadra ha identificato ma non ha ancora trovato il giovane inseguito la sera prima, il ladruncolo Bernie. Sotto un ponte, Owen usa l’artefatto e si ritrova negli anni Sessanta, assistendo a una drammatica scena in cui una ragazza, Lizzie, sta per essere violentata e uccisa dall’uomo con cui era uscita, Eddie. Tutta la sua arroganza svanisce e si ritrova ad ansimare e piangere, dopo aver provato il terrore e l’impotenza della giovane vittima senza poterla aiutare.
Toshiko conferma che si tratta di un caso irrisolto e Jack scopre che il dispositivo è un “trasduttore quantico”, che trasforma l’energia residua di forti emozioni rendendola percepibile ai sensi. Gwen, a casa, sperimenta l’artefatto sulle emozioni positive vissute con Rhys e fanno pace dopo un litigio, ma Owen… lui proprio non la trova, la pace. Determinato a incastrare Eddie, passa la notte a trovare il suo indirizzo e fingendosi un addetto del gas entra in casa sua, gli ricorda ogni dettaglio di quella notte, ripete ogni parola detta, rievocando ogni sensazione. In lui non vediamo più nulla del cinico agente di Torchwood che aveva accompagnato Gwen a casa di Tom, ora vediamo il lato ossessivo della sua personalità – un’ossessione per la giustizia.
Per strada riconosce l’introvabile Bernie e minaccia anche lui, tanto per essere coerente. Il ragazzo confessa al team di aver visto il crimine di Eddie e un altro episodio passato per cui aveva racimolato dei soldi dalla persona coinvolta; inoltre possiede l’altra metà del dispositivo, che gli ha rivelato il suo tragico futuro: una morte imminente.
Anche Gwen quando il dispositivo si attiva vede se stessa, disperata, in una scena in cui ha un coltello coperto di sangue e dice “Owen aveva il coltello”. Jack la rassicura che l’artefatto mostra solo uno dei possibili futuri. Ma quando Owen confessa a Tosh di aver fatto la “visita di cortesia” a Eddie, il team capisce che Bernie aveva ricattato anche lui, e le proprie azioni hanno contribuito a scatenare la follia dell’uomo contro il ragazzo. Parte una corsa contro il tempo; la visione di Bernie sta per avverarsi.
In strada Eddie nel suo delirio paranoico minaccia Bernie con il famoso coltello, viene disarmato… ed ecco che il coltello è in mano a Owen. Ora è lui a fare paura, minaccia Eddie con qualcosa di molto diverso nella voce che la sete di giustizia… è la vendetta, che vuole. Se possibile, fa ancora più impressione, perché è uno dei “buoni”, o almeno dovrebbe esserlo. Gwen ripensa alla propria visione e si fa dare il coltello, pensando che tutto sia finito. Ma Eddie, per ringraziarla, l’abbraccia e il coltello gli si pianta nell’addome.
Gwen pronuncia le parole che aveva già sentito dire a se stessa, sotto shock, mentre Owen è ritornato lucido, il solito dottorino coscienzioso, e tenta persino di rianimare Eddie. Tra tutti, sembra adesso il più sereno, o almeno sollevato per non aver commesso l’omicidio.
Toccherà a Jack consolare Gwen con la considerazione che siamo circondati dai fantasmi delle emozioni umane, passate e future, e dobbiamo imparare a conviverci. Da parte mia ho una sola certezza: che se Owen Harper fosse una persona reale, non vorrei mai farlo arrabbiare.




