The War Between the Land and the Sea 03 – The Deep
RECENSIONE CON SPOILER
Dopo un esordio che ci ha presentato Barclay come personaggio e l’affascinante figura dell’ambasciatore degli Homo Aqua — con i suoi temi di ecologia e ribellione culminati nel meeting sott’acqua — e dopo un secondo episodio dominato da quel monologo straordinario di Barclay, The Deep ci porta finalmente dove tutto ha avuto inizio: nelle profondità della Fossa di Romanche, nel cuore della civiltà marina.
L’episodio si apre con l’arrivo di Barclay alla base navale di Blackport, dove lui e il team si preparano alla discesa. Prima di partire, Barclay cerca di salutare Kirby e Barbara, ma Kirby è arrabbiatə e preoccupatə — una scena toccante che mostra quanto pesi il sacrificio che quest’uomo è disposto a fare. Quanto sei disposto a sopportare per la pace? Russell Tovey riesce a trasmettere questa tensione con una fisicità e una vulnerabilità rare.
La discesa occupa gran parte dell’episodio ed è magistralmente costruita: Barclay, il Generale Pierce, Ted Campbell, Ravi Singh e altri diplomatici stipati in un piccolo sommergibile, con Ted che inizia a cedere al panico. Ogni rumore, ogni movimento alza la tensione — un horror diverso dal solito, fatto di nervosismo e controllo che vacilla. Bellissima la citazione a David Bowie, con quel parallelo potente fra il Muro di Berlino e la barriera invisibile che separa il mondo in superficie da quello negli abissi — due mondi divisi, due specie che si guardano con sospetto.
Nel frattempo, sulla terraferma, assistiamo a uno dei momenti più amari per Kate Stewart: la presa di coscienza di quanto poco conti la UNIT nel grande gioco delle potenze internazionali. Politici, uomini d’affari e generali spingono per la guerra. Sir Keith Spears si rivela particolarmente odioso con il suo commento sessista a Kate, mentre il Generale Gunsberg discute di armi soniche e il Primo Ministro Shaw si fa convincere a sostenere una nuova strategia: il progetto Severance. Ted Campbell, con il suo inquietante riferimento a un essere umano composto di parti di maiale, evoca ombre sinistre — e chi ricorda Aliens of London non può fare a meno di chiedersi se non sia un collegamento voluto.
Il mondo sottomarino, quando finalmente lo raggiungiamo, è visivamente mozzafiato: città nascoste illuminate di blu e nero, tecnologia antica e avanzata insieme, un’eleganza aliena che ricorda da vicino le strutture dei Siluriani. Salt accoglie il team, l’atmosfera è respirabile nonostante le cinque miglia di profondità, e tra lei e Barclay inizia a costruirsi qualcosa — lei può persino leggere i suoi pensieri, perché gli umani “pensano troppo forte”.
E poi il finale. Ted rivela che il “regalo diplomatico” nasconde qualcosa — una specie di bomba? Lo schermo diventa bianco. Contemporaneamente, sulla terraferma, Ibrahim viene colpito e Kate gli dichiara il suo amore mentre lui giace a terra — e un puntatore laser appare sulla testa di lei. L’episodio si chiude così, lasciandoci con il fiato sospeso e una valanga di domande: Ibrahim è davvero morto? Quella bomba è esplosa? È forse quella il progetto Severance? E cos’è esattamente il progetto Severance? Kate sopravvivrà? Ce la faranno i sostenitori di Severance a imporsi con la forza, o prevarranno la UNIT e la via della diplomazia?
Devo ammettere che ho preferito il secondo episodio, soprattutto per il monologo di Barclay, e forse mi sarei aspettato qualcosa di più dal punto di vista dell’esplorazione della popolazione marina — passiamo troppo poco tempo laggiù. Ma tutto sommato The Deep è un episodio molto solido e ben costruito, che sa alzare la posta in gioco con un cliffhanger che toglie il fiato.
Voto: 8/10 — un tuffo negli abissi che non delude.
E ora… la guerra prosegue, ma qualcosa di antico e misterioso attende.
~Five



