Space Babies
Quindi ci risiamo, finalmente. È iniziata una nuova stagione di Doctor Who ed è un po’ come un ritorno a casa. Io sono Nine e vi parlo di questo nuovo inizio.
Space babies, per la sceneggiatura di Russel T. Davies (un grande ritorno) è il primo episodio di questa nuova stagione, che punta a ripartire da zero come sottolineato da Davies stesso. Prima di partire con la recensione dell’episodio vorrei accennare alla sigla e dare il bentornato a Murray Gold, è proprio un ritorno ai tempi d’oro.
L’episodio è una sorta di grande introduzione per tutte le persone che decideranno di approcciarsi per la prima volta alla serie che, proprio come Ruby Sunday (Millie Gibson), incontrano il Dottore per la prima volta. Il Dottore parla infatti del TARDIS e delle sue capacità, racconta di Gallifrey e della guerra. Non mancano i riferimenti a stagioni passate. Come quando la companion calpesta una farfalla e cambia temporaneamente il futuro – una strizzata d’occhio amichevole ad un momento nella decima stagione, che vede protagonisti Bill Potts (Pearl Mackie) e il dodicesimo Dottore (Peter Capaldi) che parlano proprio di questo. E qui vorrei fare i complimenti per l’interruttore per la compensazione delle farfalle, necessario se non si vuole cambiare il futuro senza nemmeno accorgersene.
L’episodio si svolge su una stazione spaziale, un qualcosa di neanche troppo assurdo se ci pensiamo. E facciamo subito la conoscenza di quello che sembrerebbe un mostro che vive nei livelli inferiori della stazione. Ma ricordiamoci che stiamo parlando di Davies, che in quanto a stranezze se ne intende. Infatti, la stazione spaziale è controllata da bambini, nati nello spazio in quello che dovrebbe essere una sorta di allevamento di bambini che sono stati abbandonati dagli adulti. Per fortuna c’è TATA (Tutor Automatico Tecno Avanzato) che è rimasta con loro, un personaggio interessante che mi ha incuriosito. Però bisogna ancora fare i conti con il Bogeyman che gira indisturbato nei livelli inferiori. Che non è altro che una creatura nata dalla stessa macchina che fa nascere i bambini, fatta di moccio (ed ecco il picco dell’assurdo di questo episodio, Davies non ha deluso le mie aspettative). Così tra corse disperate e pulsanti premuti (a proposito, sarà proprio questa la catch phrase del Dottore?) i bambini riescono a partire in direzione di un pianeta su cui potranno finalmente crescere e il Bogeyman viene salvato (dopotutto è l’unico della sua specie, il Dottore si è sentito preso in causa e io apprezzo la sua decisione). Menzione speciale per il coraggioso Eric, l’eroe di una favola per bambini, e il capitano Poppy, partecipe di un momento molto toccante.
Nel complesso un buon episodio introduttivo, con momenti emozionanti e strano al punto giusto, con rimandi al passato anche parecchio evidenti – il parallelismo con alcune scene con protagonisti Rose Tyler (Billie Piper) e il nono Dottore (Christopher Eccleston) è stato automatico e da me accolto con piacere. Questa nuova rigenerazione del Dottore è interessante e divertente, libero e curioso (come si è definito lui stesso) al punto giusto. E Ruby la trovo perfetta come companion per questa rigenerazione, con l’energia frizzante degli adolescenti e la voglia di scoprire e mettersi in gioco. Hanno già una buona alchimia e non vedo l’ora di scoprire cosa succederà. E il Dottore che fa lo scan del DNA di Ruby nell’ultima scena non ha fatto altro se non mettermi ancora più curiosità




