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THE GHOST MONUMENT, recensione di Brig

Di recensioni su queste puntate ne leggerete a bizzeffe, quindi mi sembra inutile soffermarmi su cose che scriveranno tutti. Non voglio scrivere un paragrafo sulla bravura degli attori (è la BBC, ce lo aspettiamo) o sulle questioni tecniche. Gli effetti speciali sono in linea con quanto ci aspettiamo e se la CGI non è sempre al top, almeno è usata con parsimonia. È strano notare però come riescano a rendere assolutamente convincenti astronavi che volano nello spazio e poi si schiantano sui pianeti, ma non dei drappi di stoffa che si muovono. Anche la regia, nelle scene dei drappi, perde qualche colpo, soffermandosi sui primi piani degli attori per non mostrare l’effetto speciale. Mi fa pensare che queste creature siano state aggiunte alla sceneggiatura molto più tardi del resto, senza avere il tempo di lavorarci su o di girare le loro scene con un chiaro effetto finale in mente. Chissà.

Un ultimo appunto. La sezione sparatutto in prima persona… no. Per favore no. Facciamo finta che non ci sia stata, ok?

Il concetto della puntata è il più classico possibile. Un gruppo di persone deve attraversare un territorio ostile, pieno di ostacoli vari. Ma è negli scenari più semplici che si può esaltare altri aspetti, come i personaggi. Se già i protagonisti erano assolutamente ben delineati nel primo episodio, qui vengono consolidati. Graham spicca, come presenza scenica e come attitudine all’avventura. Il suo rapporto con Ryan procede come ci si aspetta, con i due che si avvicinano, fino a che, posso scommetterci, arriveremo al tanto atteso “Nonno”. Ma se il traguardo è prevedibile, non vuol dire che il viaggio per arrivarci lo sia. Risulta sottotono Yaz, che in questa puntata è quasi invisibile, ma sono sicuro che avremo episodi in cui le sarà dato lo spazio necessario. È anche giusto non correre e prendersi i propri tempi.

A proposito di questo, ho trovato un po’ troppo evidente il voler chiarire che gli Stenza sono parte della trama orizzontale e che li incontreremo di nuovo. Era ovvio già dalla puntata precedente, era davvero così necessario rinominarli subito? Forse si, vediamo dove Chibnall vuole andare a parare, ma in questo episodio, senza sapere dove si andrà, l’ho trovato inutile e forzato.

Anche perché ho trovato gli Stenza un nemico piuttosto anonimo, nella puntata precedente e in questa. Sia chiaro, andavano benissimo come mostro della settimana e Tim Shaw era graficamente notevole, ma da quello che abbiamo visto finora non sembrano degni di un arco narrativo che riempia un’intera stagione. Sono dei guerrieri che cacciano i nemici come prede e attaccano altri pianeti creando armi sempre migliori. Sarò io, ma non ci vedo chissà quale potenziale. Vedremo!

È stato più interessante l’accenno al Bambino Temporale e ai segreti nascosti nel passato del Dottore, decisamente più intriganti degli Stenza. Le due cose si uniranno?

Non parlo apposta del Dottore, ci sono discussioni dedicate appositamente a lei, dirò solo che continua a convincere.

Abbiamo finalmente visto il nuovo Tardis! Devo dire che mi piace, ma ho trovato il set troppo buio. Presumibilmente nei prossimi anni passeremo molto tempo intorno a quella console, spero che accendano qualche luce in più.

In conclusione, che dire di questo secondo episodio? Il ritmo è incalzante, la trama orizzontale viene suggerita fin troppo e i personaggi ci sono già familiari come se li conoscessimo da sempre. Che altro si potrebbe volere?

Brig