dal diario di Gwen Cooper:
Ci sono giorni in cui entri in ufficio pensando di sapere come funziona il mondo. Alieni, fessure nel tempo, tecnologia impossibile — roba da Torchwood, insomma. E poi Jack ti porta a una conferenza sulle fate tenuta da un’anziana signora che crede nelle foto di Cottingley, e tu pensi: “Dai, sul serio?”
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Estelle Cole è adorabile. Parla delle fate come creature timide e amorevoli, mostra le sue fotografie scattate nel bosco di Roundstone. Jack me la presenta come un’ex fiamma di suo “padre”. Mi basta poco per capire che quella storia d’amore non era con suo padre, ma con Jack stesso.
Il giorno dopo, ci chiamano per una morte sospetta. Un uomo trovato morto nella sua cella, soffocato dai petali di rosa. Dalla polizia scopriamo che era un pedofilo — aveva tentato di rapire una bambina il giorno prima, ma qualcosa lo aveva fermato. Del Vento improvviso e delle strane voci. Si era fatto arrestare lui stesso, terrorizzato. Non provo pietà per lui, e credo che nessuno dovrebbe. Ma Jack riconosce quei petali. Li ha già visti, dice. E il suo sguardo si fa cupo.
Le fate sono creature dell’alba dei tempi, mi spiega. Non sono vincolate dal tempo lineare. E quando vogliono qualcosa — o qualcuno — lo prendono.
E poi torno a casa e trovo il mio appartamento devastato. Foglie ovunque, pietre disposte in cerchio sul pavimento — lo stesso cerchio di Roundstone Wood. Un avvertimento. “Non interferite.”
Come se avessimo scelta.
Poi arriva una telefonata da Tosh. Estelle. Corro da lei insieme a Jack, e la troviamo nel suo giardino. Annegata. Ma non aveva piovuto da nessuna parte, quella notte. Solo su di lei, solo nel suo giardino. Jack si inginocchia accanto a lei, e per la prima volta vedo qualcosa spezzarsi nei suoi occhi.
È in quel momento che andiamo a bere qualcosa alla base e me lo racconta. Lahore, 1909. Il suo plotone aveva investito accidentalmente una bambina. Una settimana dopo, tutti i suoi uomini erano morti, le bocche piene di petali di rosa. Quella bambina era una Prescelta. E Jack aveva visto tutto, impotente. E così capiamo che probabilmente anche Jasmine è una prescelta.
Tosh individua un’anomalia meteorologica alla scuola di Jasmine: una tempesta improvvisa che ha terrorizzato tutti tranne lei. Arriviamo a casa sua durante una festa in giardino. Roy, il patrigno, ha appena discusso con Jasmine. E poi succede tutto in un istante: il vento si alza, le voci riempiono l’aria, e Roy cade a terra, soffocato. Lynn urla. Gli ospiti fuggono. E Jasmine corre nel bosco, ridendo.
La seguiamo fino al cerchio di pietre. Le fate sono lì, in tutta la loro terrificante bellezza. Jack implora. Chiede di lasciarla andare. Ma loro sono irremovibili: Jasmine è la Prescelta. O la prendono, o distruggono tutto.
“Possono scatenare tempeste,” dice Jasmine con una voce che non sembra più sua. “Mari selvaggi. Ghiacciare il mondo. Uccidere ogni cosa vivente.”
E Jack la lascia andare.
“Come hai potuto?” gli chiediamo. Lui risponde l’unica cosa che può rispondere: “Come potevo non farlo?”
Più tardi, alla base, cerco le foto di Cottingley negli archivi. Ingrandisco. E in una di quelle immagini sbiadite del 1917, tra le fate, c’è un volto che riconosco: Jasmine, sorridente.
Non so cosa pensare di Jack, adesso. Non so cosa pensare di niente.
~Gwen
RECENSIONE
Dalle prime scene di questo episodio, ho pensato subito a qualcosa che avrei visto molti anni dopo: 73 yards. L’atmosfera, il tema delle fate, quella sensazione di trovarsi di fronte a forze antiche e inarrestabili che non puoi combattere, solo subire. Se in 73 Yards il Dottore rompe un cerchio delle fate scatenando gli eventi, qui in Small Worlds è il cerchio di pietra di Roundstone Wood a fare da confine tra il nostro mondo e quello delle Fae — e guai a chi lo attraversa.
Proprio come in 73 Yards le Fae hanno poteri che influenzano la mente delle persone, qui le fate di Small Worlds possono controllare il tempo atmosferico, uccidere a distanza, e terrorizzare chiunque si metta sulla loro strada. E come Ruby si ritrova sola a portare a termine un compito affidatole dalle fate, così Jasmine è stata scelta per un destino che nessuno può impedire. La differenza è che Ruby combatte per salvare il mondo; Jasmine, invece, abbraccia il suo destino con un sorriso inquietante.
È la prima volta che vediamo un lato così vulnerabile di Capitan Jack. La sua storia con Estelle, il ricordo del plotone sterminato a Lahore nel 1909, la scelta impossibile finale — Barrowman lo rende con una delicatezza inaspettata. E il finale, con Jasmine che appare nelle foto di Cottingley del 1917, ricorda la chiusura circolare di 73 Yards, dove passato e futuro si intrecciano in modi impossibili.
Small Worlds è un episodio che ti prende alla sprovvista. Non ci sono armi da puntare, tecnologia da hackerare, soluzioni da trovare. C’è solo l’impotenza di fronte a qualcosa di antico e inarrestabile — esattamente come Ruby di fronte alla donna a 73 metri di distanza.
Voto: 8/10 — una fiaba oscura che anticipa i temi che il Whoniverse esplorerà ancora, fino a quel cerchio spezzato in Galles molti anni dopo.
Vorrei rimanere qui ancora un po’, ma ci sono altri mondi piccoli da esplorare. E non tutti hanno un lieto fine.
~Five




