Se pensavate che il buio fosse solo l’assenza di luce… The Well vi farà ricredere. In questo episodio claustrofobico e inquietante, andato in onda il 26 aprile 2025, il Quindicesimo Dottore (Ncuti Gatwa) e Belinda Chandra (Varada Sethu) sprofondano – letteralmente – negli abissi della paura, tra creature invisibili, paranoia e riflessi spezzati.
Come nei precedenti episodi, il TARDIS tenta di riportarli sulla Terra, ma qualcosa continua a non funzionare. Il Dottore utilizza allora il vorticatore (o Vindicator, come dice in originale) per tracciare una rotta temporale verso il 24 maggio 2025. Ma il viaggio li porta molto più avanti: 500.000 anni nel futuro. E non atterrano su un pianeta, bensì direttamente dentro una nave spaziale, poco prima che una squadra di soldati venga inviata in superficie su un mondo remoto: il pianeta 6767.
Lì sotto, radiazioni galvaniche, una base mineraria deserta e cinque ore di tempo per indagare. Trentaquattro coloni sono già morti. Non c’è nessun segnale di vita. Il luogo è freddo, morto, silenzioso. Alcuni corpi sono distrutti internamente, come se le ossa si fossero frantumate da sole. Altri sono stati uccisi con colpi laser. È successo qualcosa. Una battaglia? Un’epidemia di follia? E se non fosse rimasto nessuno?
Belinda pone la domanda. Un soldato risponde, glaciale: “Bombardiamo il sito dall’orbita”. (“Nuke the site from orbit” – una citazione diretta da Aliens.)
Poi, un segnale. Una sopravvissuta: Aliss Fenly, una ragazza sorda. Accanto a lei, una donna morta. “Stava per uccidermi,” spiega Aliss. Quando il Dottore si avvicina, comunica con lei usando il BSL (linguaggio dei segni britannico):
Dottore: Calmati. Non avere paura.
Aliss: Hanno tutti delle armi.
Dottore: Io le ho? No. Fidati di me.
Aliss: Grazie.
Una scena intensa, che sembra voler rimarginare una ferita lasciata da Before the Flood, dove il Dodicesimo Dottore non riusciva a comunicare con una ragazza sorda. Questa volta, è diverso. È pronto. Ed è una delle sequenze emotive più forti dell’episodio. Il Dottore si allontana poi con la comandante Shaya Costallion e il soldato Cassio per ispezionare il pozzo minerario. Belinda e gli altri rimangono nella stanza con Aliss. È qui che iniziano a emergere dettagli importanti: Shaya racconta di essere cresciuta fino ai 15 anni nelle terre selvagge del pianeta Lombardo, isolata dalla civiltà. Quando Belinda, incuriosita, chiede ad Aliss se ha mai sentito parlare degli umani, lei risponde: “Mai saputo di voi.” Una frase inquietante, detta come se sapesse benissimo chi è Belinda… ma senza conoscere né l’umanità né la Terra.
Il Dottore, nel frattempo, consulta i terminali e scopre i filmati di sorveglianza. Qualcosa è uscito dal pozzo. Lì sotto la luce non era mai arrivata. Si trovano su una stella xtonica morta da 400.000 anni. La superficie è fatta di diamanti. Un pianeta con un nome che il Dottore conosce bene: Midnight.
Appena lo dice, la musica cambia. La musica di Midnight. Un soldato viene ucciso alle spalle di Aliss, e inizia il crescendo.
Il Dottore racconta cosa accadde l’ultima volta che fu lì: una creatura invisibile, intelligente, che imitava, imparava, prendeva il linguaggio e i pensieri, e spingeva gli esseri umani alla follia. “Mai avuto così tanta paura,” confessa. La creatura non fu mai vista, né compresa. Solo temuta. Cassio dichiara il codice rosso. Pensa che Aliss sia posseduta. Ordina che venga eliminata. La creatura reagisce, uccidendo diversi soldati – sempre alle sue spalle. La tensione sale. Shaya, per fermare Cassio, ordina ad Aliss di voltarsi. La creatura lo colpisce e lo uccide. Shaya dichiara la ritirata. Ma il Dottore si rifiuta di andarsene. Rimane nella stanza. Parla con la creatura. Lei parla con la sua voce. Poi con il suo nome.
Il Dottore sembra scioccato, ma in realtà osserva l’ambiente: nota dei tubi pieni di mercurio dietro Aliss. Riflettono. Possono essere usati. Si volta verso Shaya. “Tu hai la mano più ferma. Mira lì. Adesso.” Shaya spara. I tubi esplodono. Il Dottore prende Aliss per mano e la conduce via. Il portellone si apre. Il display della camera di decompressione indica quattro persone in uscita. Ma Aliss è accompagnata solo da due soldati. Tre persone in tutto. Chi è la quarta?
Il Dottore, Belinda, Mo e Shaya rimangono nella base. E qui, la sequenza finale è un crescendo. La creatura sembra entrare in Belinda. Il Dottore si offre in cambio, ma Shaya lo anticipa: le spara per ferirla, e prende lei la creatura. Poi corre e si lancia nel pozzo, in un gesto che ricorda da vicino Ripley in Alien 3. Un sacrificio potente, disperato, definitivo.
Nel silenzio, con solo Mo e un’altra soldatessa rimaste alla base e il Dottore e Belinda partiti, appare Mrs. Flood, ora rivelata come capo della spedizione. Parla con Mo, la soldatessa che fa il report.
Mrs. Flood chiede: “Il Dottore aveva con sé un vorticatore?”
Mo risponde: “Sì.”
Flood, sorridendo: “Proprio come previsto.”
Il TARDIS parte. Ma un altro soldato guarda Mo… e vede qualcosa dietro la sua schiena. Un sussurro, poi la sigla.
Un episodio molto bello. Ho trovato tanti rimandi tematici a La Cosa, al primo Midnight, e persino ad Alien. La recitazione è solida, soprattutto da parte di Shaya, Aliss e il Dottore. Ci sono tante domande, tante teorie possibili. E se la creatura di questo episodio, quella di Midnight e quella di Listen fossero la stessa entità, osservata in diversi stadi evolutivi? In The Well, compare una cassa con gli stessi simboli visti in Wild Blue Yonder: i Not-Things potrebbero essere la sua forma finale. Mrs. Flood, allora, avrebbe orchestrato tutto, programmando l’incontro tra questa creatura e il Dottore per alimentare una forma di superstizione che diventerà concreta.
Insomma, The Well lascia quella sensazione d’inquietudine che ti accompagna anche dopo la visione. Ti fa dubitare, ti fa voltare lo sguardo. E ti fa chiedere: C’è davvero qualcosa dietro di me? Un episodio teso, inquietante e ricco di domande irrisolte, che scava in profondità – non solo nel terreno, ma anche nella mente.
Voto: 8/10
Un’altra pagina inquietante nel libro del Quindicesimo Dottore. Ma se questo era solo un pozzo… chissà quanto è profondo l’abisso.
~Five




