RECENSIONE STAGIONE 2 (O 15) – a cura dello staff del DWIFC
Salve Whovians,
Nelle righe che seguiranno, ecco cosa ne pensa lo staff del DWIFC dell’ultima stagione di Doctor Who, tra analisi a caldo e riflessioni più ponderate, buona lettura!
> La stagione inizia con un episodio in sé dimenticabile, ma che presenta la nuova companion Belinda – lei sì, un personaggio che colpisce nella sua semplicità. Grazie alla performance di Varada Sethu, ma anche ad un ruolo piuttosto originale all’interno del TARDIS: quella che vuole tornare a casa a tutti i costi. Originale almeno nella serie moderna, naturalmente; nell’era del Quinto Dottore anche Tegan passa diverse avventure a lamentarsi del “rapimento”.
Ma questa volta il TARDIS ha una buona ragione per non atterrare sulla Terra nel giorno stabilito, e puntata dopo puntata ce ne rendiamo conto anche noi. Nel frattempo Belinda dimostra la sua professionalità come infermiera, inizia a fidarsi del Dottore, poi ad ammirarlo, infine a ridimensionare la sua ammirazione rendendosi conto dei suoi lati oscuri. A divertirsi, anche, ma sempre con in mente il ritorno.
Il Dottore è quel Quindici a cui già ci eravamo affezionati. Ottimista, emotivo, curioso: ma proprio come Bel, empatico e con un fortissimo senso di giustizia. Difficile non formare un duo in grado di affrontare qualsiasi avversità.
Armato del suo mouse… ehm, cacciavite sonico e di un dispositivo chiamato “Vorticatore”, continuiamo a incontrare divinità ultraterrene come Lux e Abena, ma anche negazionisti, terroristi, e la sempre più brillante UNIT, con una Jemma Redgrave in stato di grazia e la sua squadra ormai rodata e ben caratterizzata, pronta per affrontare un’avventura tutta sua nella miniserie “The War Between the Land and the Sea”.
Oltre al mistero che riguarda il destino della Terra, rimane anche quello sull’identità della signora Flood. Che a seguito dei terribili eventi all’Interstellar Song Contest si bi-rigenera e scopriamo che si tratta della scienziata più spudorata di Gallifrey, la Rani.
Il vero nemico, purtroppo, non sarà né lei, né il mitico Omega (ridotto ad una ridicola e squallida parodia del grande antagonista che era nella serie classica), e nemmeno il disumano Conrad Clark. Ciò che fa crollare ogni sogno di concludere questa bella stagione con un altrettanto piacevole finale è fatto di contrattazioni, soldi e algoritmi. Ncuti Gatwa lascia la serie, la speranza di un ritorno dei Signori del Tempo svanisce, il cameo di Susan, la nipote del Dottore, non ha un seguito. Nessuna vera risposta sui dubbi che ancora aleggiavano intorno a Ruby, anche se Millie Gibson riesce a brillare ancor più che nella scorsa stagione.
Tante occasioni perse. Eppure tanti momenti da ricordare – uno fra tutti l’incontro tra il Quindicesimo Dottore, in procinto di rigenerarsi, e il Tredicesimo. Resta nel cuore il finale che non fu, con Poppy per metà Signora del Tempo, una festa da ballo, la prospettiva di un’altra stagione per scoprire i chiaroscuri di questo Dottore partito troppo presto.
Resta, comunque, la speranza che Doctor Who abbia ancora molto da donarci.
~ Saki
> Penso che a distanza di anni mi ricorderò ancora la bellezza di questa stagione.
Il carattere fiero di Bel, la decadenza retrò di Lux, l’horror vero di the Well, la cattiveria puramente umana di Conrad Clark. E poi il folklore mitico di The Story and the Engine, la follia di fare un song contest DURANTE un song contest, tutti i grandi ritorni, la distopia pastello del finale.
Non ho voglia di parlare di come l’ultima mezz’ora abbia sostanzialmente rovinato tutto. La ferita è ancora fresca, la rabbia è ancora tanta. Ma voglio impegnarmi, e sperare in un futuro in risalita, dopo questa caduta rovinosa.
E soprattutto, voglio credere che a distanza di anni mi ricorderò ancora la bellezza di Ncuti Gatwa.
~ Oba
> Ammetto di averci pensato molto, ma adesso posso affermare con estrema sicurezza che 15 è il mio Dottore. Sapete no, come quella cosa di Batman, che ogni generazione ha il suo (il mio è Pattinson, in quel caso).
E subito dopo aver affermato questa cosa, è andato in onda l’ultimo episodio. Ci sono rimasta male perché avrei voluto vedere di più, soprattutto dopo tutto quello che ci era stato promesso, diamine!
In ogni caso penso che questa sia stata la sua stagione migliore, un sacco di rimandi e citazioni che mi hanno fatto piangere ma che erano appunto easter eggs, perché il punto principale erano Ncuti e Varada. Che dire, finale a parte, la trovo una delle stagioni migliori. Non so se la migliore, ma sicuro in top5, insieme a Flux!
~ Tardis
> La presenza di Tredici nell’episodio finale è stata una piacevole sorpresa e un sostegno a Quindici nel momento finale, ricordandogli l’importanza di andarsene con un sorriso. Vediamo come rispetto a Dottori precedenti Quindici non tema di esprimere le proprie emozioni, anche l’amore verso se stesso; Tredici invece, nonostante riconosca di amare Yaz, non è ancora pronta a dichiararlo apertamente. Tuttavia ancora in Quindici affiorano echi del passato: la rabbia emerge nei confronti di Conrad, tant’è che Belinda, vedendo picchiarlo, non lo riconosce e si spaventa. Ancora una volta è la presenza di un companion a indicare al dottore i limiti e contenerne la furia.
~Rory
> Da quando la stagione è finita ho pensato molto per formulare una mia opinione in merito. E tutt’ora non è facile metterla in parole. Ripensando all’intera era del Quindicesimo Dottore, Ncuti Gatwa, sicuramente è stato un arco narrativo che mi è piaciuto per la gran parte, in particolare questa seconda stagione ha delle puntate memorabili. La fine però si capisce che non fosse quella preventivata, e quello mi fa star male, perché Ncuti meritava una terza stagione, c’era ancora molto da dire e da esplorare. Le diatribe contrattuali sono sempre causa di malcontenti, in primis per le persone coinvolte, ma subito dopo per noi fans, che ci troviamo a fronteggiare storylines tagliate e domande irrisolte. Questa stagione aveva un potenziale altissimo che sarebbe sfociato in una terza stagione pazzesca secondo me, e anzi fino alla penultima puntata ho vissuto con trepidazione l’arrivo di ogni sabato e di ogni uscita, ma l’ultima puntata mi ha fatta sotterrare dall’imbarazzo.
La Rani trattata come un nemico di bassissima lega, Omega è più il tempo che viene menzionato che quello che sta in scena, sprecatissimo. Tutto risolto di fretta, e male, e trame cambiate all’ultimo per tappare il buco dato che Ncuti è stato praticamente obbligato a lasciare e hanno dovuto rigirare gran parte del finale…io, come molti altri, avevo ipotizzato che Poppy, la bambina, fosse la madre di Susan, ovvero figlia del Dottore (probabilmente avuta durante la sua incarnazione come Fugitive Doctor), e avrebbe avuto totalmente senso dato che per tutta la stagione abbiamo avuto apparizioni di Susan a destra e a manca, e probabilmente questa era anche la trama originale secondo dei leak del darkweb, ma ci siamo beccati la storiella per cui Poppy era figlia di Belinda e il Dottore rigenera per salvarla.
Non sapremo mai perché Ruby sia l’unica a ricordare Poppy alla fine, non sapremo mai dove sia Rogue e se sia possibile salvarlo, non sapremo mai tante cose. Ci diranno chi è “il Boss” che viene nominato dal Meep e da Anita? È la stessa persona/cosa/alieno? Chi lo sa. Billie Piper che cavolo ci fa lì? È il nuovo Dottore? È tutta una presa in giro e durerà giusto qualche puntata così nel frattempo trovano qualcuno per fare davvero il Dottore? La serie verrà rinnovata? Sarà ancora su Disney+?
Troppe domande, zero risposte (per ora).
Voglio finire con una nota positiva però, perché il resto della stagione mi è piaciuto molto e sono contenta di come sia andata prima del finale, le companion mi sono piaciute moltissimo, soprattutto Belinda, e anche tutta la trama del Pantheon mi è piaciuta un casino.
Chiudo dicendo: RTD passa la palla a qualcun altro per favore o fatti aiutare, Moffat would never do that.
~ Amelia Pond
> Secondo il mio parere questa ultima stagione di Doctor Who si presentava interessante. E diciamo anche che non è stata un completo disastro (finale escluso, del quale non dirò niente). Perché i suoi punti alti li ha avuti, con alcune svolte che non mi sono dispiaciute. Una su tutte Mrs. Flood che si rivela essere la Rani. Storco ancora un po’ il naso se si parla di bigenerazione, ma questo resta un mio problema. Altro punto alto secondo me The Well, con il riferimento a Midnight che mi ha fatto saltare.
Tutta la questione del Pantheon degli Dei era intrigante, andava solo costruita forse un po’ meglio. Così come la presenza di Conrad, che è stata lasciata un po’ andare sul finale. In sintesi un inizio sostenuto, con qualche errorino qua e là che non mi ha dato particolarmente fastidio, e positivo, ma che ha perso potenza andando avanti, perdendo peraltro anche pezzi per strada.
~Nine
> Questa stagione è stata un viaggio sorprendentemente coerente ed emotivamente potente, con momenti di grande ispirazione e altri forse un po’ più affrettati, ma sempre animati da un cuore fortissimo. Il Quindicesimo Dottore interpretato da Ncuti Gatwa si è imposto come uno dei più brillanti e umani della nuova era: capace di grande empatia, di monologhi memorabili e di una profondità che lo rende indimenticabile. Episodi come The Well, The Reality War e Lucky Day hanno mostrato il lato più oscuro, mitologico e struggente della serie, mentre Lux, Wish World e Story and the Engine hanno esplorato il potenziale narrativo del desiderio, della finzione e dell’identità con una forza creativa che ha lasciato il segno.
La stagione ha alternato momenti di pura follia visionaria (Interstellar Song Contest), critica sociale (Lucky Day), riflessione metatestuale (Lux) e puro terrore metafisico (The Well), mantenendo sempre un equilibrio difficile ma affascinante. Alcune scelte narrative, specialmente nel finale, sono apparse un po’ accelerate, ma non hanno compromesso l’impatto generale. Tra ritorni inaspettati, nuove companion e antagonisti psicologicamente stratificati, questa stagione ha confermato che Doctor Who ha ancora tantissimo da dire. E l’impressione più forte che lascia è questa: ci siamo davvero trovati di fronte a un Dottore destinato a rimanere nella memoria collettiva dei fan.
~Five




