Reality War
Se pensavate che la realtà fosse un concetto fisso… The Reality War vi farà cambiare idea. Nell’episodio finale della stagione, il Quindicesimo Dottore (Ncuti Gatwa) affronta il più grande nemico mai visto: il desiderio stesso. Tra mondi costruiti sulle emozioni, figli della memoria, dei dimenticati e degli ingannati, questa guerra non è solo per l’universo… ma per il senso stesso di esistere.
L’episodio si apre esattamente dove ci aveva lasciati il precedente: il Dottore precipita dal balcone del Bone Palace, ma viene salvato da Anita, che apre una porta dall’Hotel del Tempo. Intorno a loro tutto sembra immobile, ma il mondo dei desideri di Conrad Clark continua a resettarsi, bloccato al 23 maggio 2025. Anita, incinta, rivela di venire dal 4122, e che l’Hotel è in pericolo. Ma soprattutto, sa tutto: i Dalek, i Signori del Tempo, la storia del Dottore. Nei suoi giorni liberi, infatti, ha esplorato il passato del Dottore aprendo porte in momenti chiave della sua vita. La sua presenza è fondamentale, ma anche profondamente inquietante. Il Dottore è riuscito a fuggire solo perché Mrs. Flood… non lavorava a Natale del 2024.
Tornato alla realtà, il Dottore si presenta alla porta di Belinda con il suo abito da Dottore. La convince a seguirlo, e insieme portano anche Poppy, la bambina nata da loro due. Per risvegliare la memoria collettiva, il Dottore apre portali temporali dentro la torre della UNIT, canalizzando il flusso del tempo reale e permettendo a tutti di ricordare. Anche Rose Noble ritorna: Conrad non era riuscito a immaginarla. Le crepe iniziano a mostrarsi.
I dinosauri scheletrici che pattugliano il mondo sono creature del subuniverso: entità incaricate di ripulire gli “atomi impazziti”. L’attacco inizia. Kate Stewart attiva un protocollo dormiente, risvegliando Ruby, Mel e Shirley tramite chip impiantati. E intanto, Susan Triad costruisce una “Stanza Zero”, un luogo al di fuori dello spazio e del tempo, pensato per proteggere ciò che è vero dal collasso del desiderio.
La verità viene a galla. La Trinità Demoniaca – il Dio dei Desideri, la Rani e Conrad – ha costruito questo mondo per renderlo reale usando i ricordi e le emozioni delle persone. E Poppy non è una creatura del desiderio: è la figlia vera e propria del Dottore e di Belinda. Mezzo Signore del Tempo. Il Dottore stesso lo riconosce. Poppy esiste, e proprio per questo… è in pericolo.
La Rani rivela il suo piano: vuole usare il DNA di Omega per ricreare i Signori del Tempo. Lei e il Dottore, apparentemente gli unici superstiti, sono sterili: ciò che ha distrutto gli altri Signori del Tempo li ha resi incapaci di generare. Ma il DNA di Omega, se usato correttamente, può dare origine a una nuova razza di Signori del Tempo. Nel suo monologo, la Rani afferma quanto gli umani siano inferiori rispetto ai Signori del Tempo. Un’affermazione che dimostra come neppure lei conosca la verità sul Dottore: non è un Signore del Tempo, ma il Bambino Senza Tempo, qualcosa di ancora più antico, e diverso.
Tutto precipita. Le creature del subuniverso attaccano la UNIT. Ruby si prepara al teletrasporto tramite il Progetto Indaco. Il Bone Palace è protetto da una soglia energetica, ma il Dottore, sfruttando il veicolo volante già utilizzato dalla Rani nello scorso episodio, si lancia a tutta velocità contro la barriera per distruggerla. È una scena spettacolare, che mi ha ricordato l’assalto agli AT-AT de L’Impero colpisce ancora. Una volta aperta la via, Ruby si teletrasporta all’interno del Bone Palace.
Qui, affronta Conrad. Gli dice ciò che nessuno aveva mai avuto il coraggio di dire: che l’amore che prova per lui è reale, che i sentimenti erano autentici anche se vissuti in un mondo costruito sul desiderio. E con quella sincerità, lo convince a lasciar andare.
Nel frattempo, il Dottore riesce a incontrare Omega. Ma non è più solo uno scienziato esiliato. È diventato un dio titanico, trasformato dalla leggenda, cresciuto nel subuniverso come entità mitologica. Omega si ciba delle realtà e della fede, e nel pieno della sua trasformazione, divora la Rani. Mrs. Flood fugge. Per fermarlo, il Dottore utilizza il vorticatore. Una sorgente d’energia pari a un miliardo di supernove. Lo attiva, e ricaccia Omega nella sua tomba, sacrificando l’ultima speranza di rinascita della razza dei Signori del Tempo. E salvando, così, Poppy.
Ruby desidera che Conrad sia felice. E desidera la fine del mondo dei desideri. Il Bone Palace crolla. Il Dottore scopre che la stanza di Conrad, il cuore del palazzo… era l’interno del TARDIS. Tutto era nato lì. A questo punto, il Dottore desidera che Desidirium diventi reale. E così avviene: Desidirium diventa un bambino umano, concreto. Il desiderio stesso ha smesso di governare il mondo.
Il Dottore va a recuperare Belinda e Poppy. Per un momento, la bambina esiste ancora. Ma una volta rientrati nel TARDIS con Ruby e Belinda… Poppy scompare. Nessuno sembra ricordarla. Tranne Ruby. E Ruby giura che non sarà dimenticata.
Tornano tutti alla UNIT. È il 24 maggio. Anita se ne va. “Il Boss porta i suoi saluti” dice al Dottore, e se ne va. Il tempo si è spostato di un solo grado. Ma tanto basta per cambiare tutto. Il desiderio si è realizzato per Conrad. Non per Poppy.
Ruby capisce: anche lei, da bambina, era stata salvata dal Dottore. Come Poppy. E ora, tocca a lui rimediare. Perché ogni persona salvata, ogni agente alla UNIT… è come un figlio. Il Dottore decide di usare la sua energia rigenerativa per rimettere l’universo al proprio posto.
Prima che lo faccia, però, arriva il Tredicesimo Dottore. Vuole fermarlo. Ma il Quindicesimo la guarda negli occhi, e la convince. Le dice che la ama, perché lui in fondo esiste per questo. E lei vorrebbe dirlo a Yaz. Ma il Quindicesimo risponde: “Non lo farai. Ma Yaz lo sa.”
Non rigenera. Non ancora. Prima, deve rivedere Poppy.
Si risveglia a casa di Belinda. E Poppy esiste. Non è figlia sua. Ora è la figlia di Belinda e di un uomo di nome Ritchie Akinbola, da cui Belinda si è separata. Ma è viva. E Belinda, ogni volta che parlava di tornare a casa… parlava di lei.
Il TARDIS riparte. Si ferma accanto a Gioia nel Mondo, che è diventata una stella. Il Dottore è pronto a rigenerare. Vediamo il cuore del TARDIS illuminato. Poi, la sua faccia cambia.
E compare… Billie Piper.
È lei il prossimo Dottore? O c’è qualcosa di ancora più grande in gioco?
Ho trovato molto bella la maggior parte della risoluzione, soprattutto riguardo alla Rani, al suo piano, alla figura di Omega e a come Poppy viene salvata. Il modo in cui il Dottore sistema l’universo, il richiamo al potere dei desideri, e persino la leggenda trasformata in realtà sono idee affascinanti. Anche se il fatto che Omega fosse “solo” una leggenda cresciuta nel mito mi ha lasciato un po’ deluso: mi sarebbe piaciuto un confronto fra menti brillanti tra Rani, Dottore e Omega.
La recitazione è stata sublime. Tutti gli attori hanno dato il meglio, ma è Ncuti Gatwa a brillare. Con questo finale si conferma come uno dei Dottori migliori di sempre.
Ho apprezzato moltissimo le citazioni al passato, la rigenerazione evocativa alla Tennant, il ritorno del Tredicesimo Dottore. Tuttavia, ho avuto la sensazione che il finale sia stato rifatto all’ultimo momento: lo si intuisce dal ritmo affrettato delle ultime scene, e dalla rigenerazione, dove il volto di Billie Piper sembra chiaramente sovrapposto digitalmente.
Molti nodi vengono sciolti troppo in fretta, il ritmo è eccessivamente serrato e gli eventi si susseguono senza respiro. Ma nel complesso, l’episodio mi è piaciuto molto. Lo considero un ottimo finale, che pur nella sua fretta ha cuore, visione e una sorprendente umanità.
Voto: 8−/10
Una conclusione frenetica ma potente, che chiude un’era e lascia la porta aperta… su un volto del tutto inaspettato.
Questa era l’ultima recensione della stagione, ma rimanete sintonizzati perché settimana prossima uscirà la recensione della stagione a cura di tutto lo staff!
~Five




