Doctor Who Italian Fan Club

Guest Who

di Dalek Oba

2017

Carey Mulligan

Carey Mulligan è un’attrice e cantante di fama internazionale che, nei primi anni della sua carriera, è stata protagonista di una delle puntate più famose e amate del Dottore: l’anno è il 2007, la stagione è la terza e stiamo ovviamente parlando di Blink, l’episodio sceneggiato da Steven Moffat in cui debuttano gli Angeli Piangenti.
Ma scopriamo qualcosa di più su Carey!

Carey Hannah Mulligan nasce il 28 maggio 1985 a Londra. La madre Nano è gallese e il padre Stephen di origine irlandese. A soli tre anni Carey si trasferisce, con i genitori e il fratello Owain, a Düsseldorf, per poi tornare in Inghilterra cinque anni dopo. Studia alla Woldingham School, dove comincia ad appassionarsi alla recitazione, specialmente dopo aver visto a teatro Kenneth Branagh nei panni di Henry V. Nonostante i genitori non siano d’accordo con le sue aspirazioni, Carey debutta a teatro nel 2004 in Forty Winks, a cui segue il suo primo film, Pride and Prejudice (2005). Negli anni successivi, facendo la barista tra un ruolo e l’altro, recita in serie come Bleak House (2005), The Amazing Mrs. Pritchard (2005), Waking the Dead (2007), e nei film tv My Boy Jack (2007) e Northanger Abbey (2007).

Il film che la porta al successo è An Education (2009), a cui seguono The Greatest (2009), Never Let Me Go (2010), Wall Street: Money Never Sleeps (2010), Drive (2011), Shame (2011), The Great Gatsby (2013), Inside Llewyn Davis (2013), Far from the Madding Crowd (2015) e Suffragette (2015).
A teatro debutta a Broadway in The Seagull (2008) e recita in Through a Glass, Darkly (2011) e in Skylight (2014).
Carey è sposata dal 2012 con il musicista Marcus Mumford, con cui ha una figlia, Evelyn Grace, nata nel 2015. È ambasciatrice per l’Alzheimer’s Society, dato che sua nonna soffre di questa malattia, e per l’ente benefico War Child.

Ecco Carey Mulligan in Blink, in cui interpreta Sally Sparrow! Per la sua interpretazione è stata premiata come Best Guest Actress dai lettori del Doctor Who Magazine.  

Il primo film di Carey Mulligan è stato Pride and Prejudice, nel 2005. Debutto alla regia di Joe Wright, è un adattamento del celeberrimo romanzo di Jane Austen e vede come protagonisti Keira Knightley nel ruolo di Elizabeth Bennet e Matthew Macfadyen in quelli di Mr. Darcy.

Carey interpreta Kitty, una delle quattro sorelle di Lizzy. Le altre tre (da sinistra a destra nella foto) sono Rosamund Pike  (Jane), Talulah Riley (Mary) e Jena Malone (Lydia).

An Education, diretto da Lone Scherfig e sceneggiato da Nick Hornby, è il film che nel 2009 porta Carey Mulligan al successo. Per il ruolo di Jenny, un’adolescente che negli anni Sessanta si innamora di un uomo più anziano, riceve la nomination per Academy Award, Screen Actors Guild e Golden Globe, oltre a vincere un BAFTA.

Nel 2011 Carey Mulligan recita in Drive, opera del regista danese Nicholas Winding Refn con protagonista Ryan Gosling, che interpreta un meccanico e stuntman che occasionalmente si presta come autista per delle rapine. Film intenso, piuttosto violento ma con inaspettati sprazzi poetici, Drive è stato acclamato dalla critica e candidato a diversi premi, tra cui una nomination ai BAFTA per Carey.

Sempre nel 2011, Carey Mulligan recita e canta in Shame, del regista Steve McQueen, in cui interpreta la sorella del protagonista Michael Fassbender. Il film, ricordato di solito per aver creato un certo scalpore a causa delle parecchie scene esplicite, è meno noto invece per un’emozionante performance canora di Carey.

Nel 2013 Carey interpreta Daisy Buchanan nell’adattamento di Baz Luhrmann di The Great Gatsby, in cui troviamo anche Leonardo DiCaprio, nel ruolo di Jay Gatsby, e Tobey Maguire in quello di Nick Carraway.

Inside Llewyn Davis è uno dei miei film preferiti, per cui sarò terribilmente parziale, chiedo scusa in anticipo. Girato e sceneggiato dai fratelli Coen, narra le vicende di Llewyn (Oscar Isaac), musicista folk che cerca di guadagnarsi da vivere nella New York del 1961. Carey Mulligan qui interpreta la cantante Jean, partner – nella vita e sul palco – di Jim (Justin Timberlake).
Profondo, filosofico e con una colonna sonora fantastica, è un film assolutamente consigliato.

Uno dei film più recenti con protagonista Carey Mulligan è Suffragette (2015), in cui l’attrice interpreta una donna che, negli anni Dieci, si unisce al movimento per il diritto al voto femminile in Gran Bretagna. Il film è diretto da Sarah Gavron e sceneggiato da Abi Morgan.

Concludiamo l’approfondimento su Carey Mulligan citando lo spettacolo teatrale Skylight, diretto da Stephen Daldry, in cui l’attrice recita al fianco di Bill Nighy. Per l’interpretazione di Kyra, una giovane donna che rincontra il suo amante dopo svariati anni, l’attrice ha ricevuto una nomination ai Tony Awards.

Toby Jones

Toby Jones ha interpretato il misterioso personaggio del Dream Lord nell’episodio della quinta stagione Amy’s Choice (2010), diretto da Catherine Morshead e scritto da Simon Nye.

Toby Edward Heslewood Jones nasce il 7 settembre 1966 a Londra in una famiglia di artisti: la madre Jennifer e il padre Freddie sono attori, e anche i suoi fratelli Rupert e Casper diventeranno rispettivamente un regista e un attore. Toby frequenta la Christ Church Cathedral School e la Abingdon School nell’Oxfordshire, per poi studiare recitazione alla University of Manchester e all’École Internationale de Théâtre Jacques Lecoq a Parigi.

Debutta nel film Orlando (1992), a cui seguono piccoli ruoli in Les Misérables (1998) e in EverAfter (1998). Nei primi anni Duemila recita in Ladies in Lavender (2004), Finding Neverland (2004) e Mrs Henderson Presents (2005), per poi avere il suo primo ruolo da protagonista in Infamous, in cui interpreta Truman Capote. Seguono Amazing Grace (2006), The Painted Veil (2006), Nightwatching (2007), The Mist (2007), St. Trinian’s (2007) e il sequel St Trinian’s 2: The Legend of Fritton’s Gold (2009), City of Ember (2008), W. (2008), Frost/Nixon (2008), Creation (2009) e Virginia (2010). Nel 2011 diventa Arnim Zola in Captain America: The First Avenger, per poi riprendere il ruolo anche in Captain America: The Winter Soldier (2014) e nella serie Agent Carter (2015). Tra i suoi film più recenti possiamo ricordare Tinker Tailor Soldier Spy (2011), My Week with Marilyn (2011), Snow White and the Huntsman (2012), Red Lights (2012), la saga di Hunger Games (2012-2015), Serena (2014) e Il Racconto dei Racconti (2015).

In televisione appare nel film Victoria & Albert (2001), nella miniserie Elizabeth I (2005) e in Murder on the Orient Express della serie Poirot (2010). Nel 2012 recita nella miniserie Titanic e nel film The Girl, in cui l’interpretazione di Alfred Hitchcock gli fa ottenere una nomination ai Golden Globe e una agli Emmy. Per la BBC appare nel film Marvellous (2014) e nelle serie Detectorists (2014-2015), Capital (2015), The Secret Agent (2016), e in un episodio di Sherlock (2017).

L’attore presta più volte la sua voce sia alla radio che al doppiaggio, interpretando tra l’altro Dobby nella saga di Harry Potter (2002 e 2010).
A teatro recita in The Play What I Wrote (2001), con regista Kenneth Branagh, per cui riceve un Olivier Award come Best Actor in a Supporting Role. Nel 2009 partecipa agli spettacoli Every Good Boy Deserves Favour, Parlour Song e The First Domino. Nel 2011 recita in The Painter.
Toby vive a Londra con la moglie Karen e le figlie Madeleine e Holly.

In Amy’s Choice il personaggio di Toby Jones compare all’improvviso nel Tardis e si autonomina Dream Lord, ovvero “il Signore dei Sogni”. Mentre l’Undicesimo Dottore, Amy e Rory si dividono tra due mondi, vivendo in uno mentre dormono nell’altro, e viceversa, il Dream Lord impone loro una sfida: capire quale è reale e quale è solo un sogno. Ovviamente, le cose sono più complesse del previsto…

Nel 2002 Toby Jones presta la sua voce al personaggio di Dobby l’elfo domestico per il film Harry Potter and the Chamber of Secrets. Nonostante nella saga letteraria appaia anche nel corso di quarto, quinto e sesto volume, al cinema Dobby torna solamente nel settimo film della serie, Harry Potter and the Deathly Hallows – Part 1, in cui è sempre doppiato da Toby Jones.

Nel 1959 due uomini uccidono un’intera famiglia nel Kansas. Lo scrittore Truman Capote decide di recarsi sul luogo per seguire di persona la vicenda, dallo svolgimento delle indagini, alla cattura dei colpevoli, al processo. Il risultato dei lunghi anni di lavoro e ricerca sarà un libro, In Cold Blood. Ispirato a una vicenda realmente avvenuta, Infamous è il primo film da protagonista per Toby Jones, che viene premiato come Best British Actor dal London Film Critics Circle. Anche il resto del cast è di prim’ordine: Sandra Bullock, Daniel Craig, Sigourney Weaver, Lee Pace…

Il film è interessante e la recitazione è brillante, ma è mio dovere sottolineare che, data la vicenda narrata, non mancano scene piuttosto crude, per cui chi non si sente troppo a suo agio con questi elementi dovrebbe procedere… con cautela.

Frost/Nixon è un film 2008 che narra della serie di interviste rilasciate nel 1977 dal presidente Richard Nixon (che si era dimesso tre anni prima in seguito al Watergate) al giornalista britannico David Frost. Diretto da Ron Howard, è la trasposizione cinematografica dello spettacolo di Peter Morgan (anche sceneggiatore del film), e riprende dal teatro i due protagonisti: Michael Sheen nei panni di Frost e Frank Langella in quelli di Nixon.
Toby Jones interpreta Irving Paul “Swifty” Lazar, agente letterario del presidente, che lo convince ad accettare di sottoporsi alle interviste. Curiosamente, il vero Lazar rappresentava molte celebrità statunitensi, tra cui anche Truman Capote, che Toby Jones ha interpretato nel film Infamous.

L’ex spia George Smiley comincia un’indagine in gran segreto per scovare una talpa all’interno dei Servizi Segreti Britannici. Tra i sospettati ci sono i più alti membri dell’agenzia, tra cui Percy Alleline, interpretato da Toby Jones, da poco diventato il nuovo capo. Il suo predecessore, Control, è invece interpretato da John Hurt. Il film rappresenta il cinema inglese al suo meglio, e ha un cast incredibile: Gary Oldman, Colin Firth, Tom Hardy, Mark Strong, Benedict Cumberbatch…

Una curiosità: il ruolo di Alleline era destinato a Jared Harris, che ha però dovuto rinunciare per lavorare a Sherlock Holmes: A Game of Shadows (in cui interpreta Moriarty), ed è perciò stato sostituito da Toby Jones.

Nel Marvel Cinematic Universe, Toby Jones ricopre il ruolo dello scienziato svizzero Arnim Zola. In Captain America: The First Avenger (2011), ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, è il braccio destro del Teschio Rosso, fondatore dell’organizzazione nazista HYDRA, per cui progetta e costruisce armi. Viene in seguito catturato dall’esercito americano.

Nel sequel Captain America: The Winter Soldier (2014), si scopre che Zola, dopo la sua cattura, ha deciso di collaborare con lo SHIELD (facendo in realtà il doppiogioco) e che, a causa di una malattia che lo avrebbe portato alla morte, si è trasformato in un’intelligenza artificiale, riuscendo a trasferire la sua mente in un computer.

Toby Jones fa anche un breve cameo nella prima stagione della serie Agent Carter (2015).

Il racconto dei racconti (2015) è un film con un cast internazionale, diretto dall’italiano Matteo Garrone. È formato da tre diversi episodi, ambientati nello stesso universo narrativo, tratti da tre racconti contenuti nella raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, pubblicata nel Seicento. Toby Jones interpreta un re che si affeziona a una pulce, fino ad arrivare ad allevarla con il suo sangue. La cosa avrà conseguenze incredibili sull’animale, ma condannerà indirettamente la figlia del sovrano a un destino terribile…

Il film è un esperimento forse non riuscito al 100%, ma comunque interessante e coraggioso. È consigliato a chi volesse vedere qualcosa di insolito nel panorama cinematografico attuale… devo però segnalare la presenza di alcune scene crude e violente.

Ci sono fan di Sherlock tra i nostri lettori? Di certo avranno riconosciuto Toby Jones come Culverton Smith, uno dei protagonisti della quarta stagione, uscita lo scorso gennaio. Nell’episodio The Lying Detective, scritto dal “nostro” Moffat, Holmes si convince che l’uomo d’affari/personaggio pubblico/filantropo Culverton Smith nasconda dei terribili segreti. Sarà vero… o Sherlock per una volta si sbaglia?

Culverton Smith è interpretato magnificamente da Toby Jones, che rende il personaggio ambiguo al punto giusto.

Mark Gatiss

Mark Gatiss ha scritto diversi episodi di Doctor Who, ed è anche apparso in vari ruoli.

Nasce il 17 ottobre 1966 a Sedgefield, in Inghilterra, dai genitori Winifred Rose e Maurice. Frequenta la Heighington CE Primary School e la Woodham Comprehensive School, per poi studiare Teatro al Bretton Hall College. Le sue passioni fin dall’infanzia, che influenzeranno il suo lavoro in età adulta, sono Doctor Who, i film della Hammer Horror, Sherlock Holmes e H.G. Wells.

Mentre sta frequentando una scuola di recitazione, conosce Reece Shearsmith, Steve Pemberton e Jeremy Dyson, con i quali fonderà la League of Gentlemen. Il loro debutto è nel 1995 con uno spettacolo teatrale, che diventa prima uno show radiofonico, On the Town with the League of Gentlemen, poi un programma televisivo, nel 1999, che vince svariati premi. Nel 2005 esce anche il film The League of Gentlemen’s Apocalypse. Gatiss collabora ancora con Shearsmith e Pemberton quando, nel 2009, recita in un episodio della loro sitcom Psychoville. Nel 2012 i tre realizzano alcuni sketch per lo show per ragazzi Horrible Histories.

Nel 2001 scrive e recita per il revival di Randall & Hopkirk e appare in Spaced. Recita nelle serie In the Red (1998), Nighty Night (2003 e 2005), Agatha Christie’s Marple, nell’episodio The Murder at the Vicarage (2004), Catterick (2004), The Quatermass Experiment (2005), Funland, che scrive insieme a Jeremy Dyson (2005), Fear of Fanny (2006), The Wind in the Willows (2007), il docudrama da lui scritto The Worst Journey in the World (2007), Jekyll (2007), Clone (2008), Worried about the Boy (2010), The Crimson Petal and the White (2011), Game of Thrones (2014-2015), Wolf Hall (2015), Coalition (2015) e Taboo (2017).

Nel 2010 crea insieme a Steven Moffat la serie Sherlock, arrivata alla quarta stagione, in cui interpreta Mycroft Holmes. Adatta come film per la tv sia l’opera The First Men in the Moon di H.G. Wells (2010), partecipando anche come attore, che The Tractate Middoth dello scrittore horror M. R. James; quest’ultimo film è trasmesso nel 2013 insieme al documentario M. R. James: Ghost Writer, sempre realizzato da Gatiss. Scrive inoltre i documentari A History of Horror (2010) e Horror Europa (2012).

Al cinema, Gatiss appare in Birthday Girl (2001), Bright Young Things (2003), Match Point (2005), Starter for 10 (2006), Victor Frankenstein (2015), Absolutely Fabulous: The Movie (2016), Our Kind of Traitor (2016) e Denial (2016).

Gatiss recita in varie produzioni radiofoniche della BBC, come Nebulous, The Further Adventures of Sherlock Holmes e The Man in Black, e in alcuni audiodrama, come Sapphire and Steel della Big Finish Productions. Per il teatro scrive The Teen People negli anni Novanta, e recita in Art (2003), All About My Mother (2007), Season’s Greetings (2010-2011), The Recruiting Officer (2012), 55 Days (2012) e Coriolanus (2013) per cui, nel ruolo di Menenius, vince un Laurence Olivier Award.

Mark Gatiss comincia la sua esperienza come scrittore proprio nell’universo di Doctor Who, anche se negli anni in cui lo show non è in onda. Scrive una serie di romanzi per la serie New Adventures della Virgin Publishing e le sceneggiature di alcuni film della BBV che, pur non essendo ufficiali, vedono nei loro cast moltissimi attori che avevano partecipato alla serie. scrive per il Doctor Who Magazine, scrive e recita in alcuni sketch della Doctor Who Night del 1999 e sceneggia quattro audiodrama (due BBV e due Big Finish).

Dal 2005 a oggi, Gatiss ha scritto otto episodi del reboot di Doctor Who, più uno per la decima stagione che andrà in onda prossimamente. Ha inoltre interpretato vari personaggi. Nel 2013 realizza An Adventure in Space and Time, un docudrama sulle origini della serie.
Sua è anche una trilogia di romanzi non inerenti a Doctor Who: The Vesuvius Club (2004), The Devil in Amber (2006) e Black Butterfly (2008).

Mark Gatiss è gay, ed è sposato dal 2008 con l’attore Ian Hallard. I due hanno un labrador chiamato Bunsen.

The Unquiet Dead, scritto da Mark Gatiss, è il terzo episodio della prima stagione di Doctor Who, nonché il primo ambientato nel passato. Siamo a Cardiff e si parla di Charles Dickens, di Natale e di fantasmi, ma le similitudini con A Christmas Carol finiscono presto. È anche la prima apparizione nel Whoniverse per l’attrice Eve Myles, che tornerà in Torchwood nel ruolo di Gwen Cooper.

Il Decimo Dottore e Rose vogliono andare a New York a vedere Elvis Presley… ma il Tardis li porta a Londra, nel 1953, il giorno dell’incoronazione della Regina Elisabetta. Comincia così The Idiot’s Lantern, scritto da Mark Gatiss. Le televisioni nelle case sono anacronisticamente troppe e… ehm… rubano la faccia alle persone. Alla fine, impariamo l’importanza delle videocassette e dell’indossare scarpe con suole di gomma.

Winston Churchill contro i Dalek! Gli arcinemici del Dottore sono tornati, tentando questa volta una strada più subdola del solito “EXTERMINATE”. Arrivati sulla Terra durante la Seconda Guerra Mondiale, si spacciano per alleati degli inglesi per contrastare il Blitz su Londra (e a richiesta portano anche il tè). Ci vorrà l’arrivo del Dottore per smascherarli ma… se facesse parte del piano? E, soprattutto, come mai solo lui riesce a ricordarsi la loro vera identità?

Victory of the Daleks è il terzo episodio della quinta stagione, ed è scritto da Mark Gatiss.

Se da piccoli avevate paura delle bambole, questo NON è l’episodio che fa per voi. Anche Mark Gatiss a quanto pare da bambino ne era intimorito… e la cosa lo ha ispirato a scrivere Night Terrors.

Il Dottore riceve una richiesta di aiuto sulla sua carta psichica da parte di un bimbo terrorizzato da… tutto. Per aiutarlo a superare le sue paure, i genitori gli hanno insegnato a “metterle nell’armadio”, cosa che lui fa in modo decisamente troppo reale e poco metaforico.

Curiosità: è stato il primissimo episodio della sesta stagione a essere filmato, dato che doveva essere il quarto ad andare in onda, anche se poi è stato spostato nella seconda metà della serie. È anche la prima occasione in cui si sente “Tick Tock Goes the Clock”, la filastrocca che dovrebbe presagire la morte del Dottore, che è stata quindi scritta proprio da Gatiss.

Il piano era di andare a Las Vegas? Ecco, no. Benvenuti in un sottomarino sovietico, in piena Guerra Fredda, con il serio rischio di annegare e un inquietante alieno a bordo. Ah, e il Tardis ovviamente è scomparso.
Cold War è stato scritto da Mark Gatiss e vede il debutto degli Ice Warriors nel reboot della serie, dopo la loro ultima apparizione nel 1974, durante l’era del Terzo Dottore.

The Crimson Horror parte da un’idea di Steven Moffat, che ha poi affidato la sceneggiatura a Mark Gatiss, di narrare un episodio dal punto di vista della Paternoster Gang, impegnata in un’indagine, in cui il Dottore e Clara spuntano a trama già ben avviata e in modo quasi inaspettato. I toni un po’ “alla Sherlock Holmes” di un mistero nell’Inghilterra vittoriana si mischiano con l’horror, a mano a mano che i segreti che circondato Sweetville vengono rivelati…

Una curiosità: i personaggi di Mrs. Gillyflower e Ada sono stati scritti da Mark Gatiss appositamente per le attrici Diana Rigg e Rachael Stirling, madre e figlia anche nella realtà, che non avevano mai recitato insieme prima di quel momento.

“Robin Hood è solo una leggenda” dice il Dottore. “Ok, va bene, ma andiamo a cercarlo lo stesso” risponde Clara, da sempre una sua ammiratrice. Ed effettivamente, nella Foresta di Sherwood e accompagnato dalla sua banda di fuorilegge, un Robin Hood sembra esistere per davvero. Certo, la vicenda è poi arricchita da robot, astronavi e un… cucchiaio, usato come una spada, ma alla fine è comunque una freccia a risolvere la questione. “Robot of Sherwood” è l’episodio scritto da Mark Gatiss per l’ottava stagione, e offre vari spunti di riflessione sul rapporto tra realtà e mito. “I’m just as real as you are” dice Robin al Dottore al termine della loro avventura. E, in fondo, il famoso arciere non sembra così dispiaciuto di venir ricordato solo come un personaggio di finzione, perché “History is a burden. Stories can make us fly”.
Curiosità: a interpretare Allan-a-Dale, il musicista di cui il Dottore predice più volte la morte entro sei mesi per svariate malattie, è Ian Hallard, marito di Mark Gatiss.

Sleep No More è l’ultima (per ora) puntata di Doctor Who scritta da Mark Gatiss ed è l’unica della nona stagione a essere praticamente scollegata dal resto, e non a caso. Tutta la vicenda è narrata a posteriori, e viene mostrata al pubblico attraverso delle registrazioni fatte dai vari punti di vista dei protagonisti (…ma in che modo?). In un mondo in cui le persone, grazie a un macchinario chiamato Morpheus, hanno rinunciato al sonno per lavorare di più, una squadra di salvataggio – presto raggiunta da Clara e dal Dottore – arriva su una stazione spaziale il cui equipaggio ha improvvisamente smesso di comunicare. Come scoprono presto, sono tutti stati eliminati da delle creature fatte di sabbia, che ovviamente procedono ad attaccare anche i nuovi arrivati. Il Dottore presto ipotizza un collegamento tra questi “Sandmen” e il rifiuto del sonno, ma forse la verità è ancora più complessa.

La puntata non ha eccezionalmente la sigla iniziale. Al suo posto, appare una schermata speciale con il titolo, che potete trovare qui sotto.
A interpretare Rassmussen, inventore di Morpheus, è Reece Shearsmith, uno dei membri della League of Gentlemen. Il personaggio di 474 è invece interpretato da Bethany Black, prima attrice transgender ad apparire nella serie.

Nel sesto episodio della terza stagione, The Lazarus Experiment, Mark Gatiss interpreta il Professor Richard Lazarus, un anziano scienziato che inventa una macchina per manipolare il DNA allo scopo di ringiovanire, testandola su se stesso. L’esperimento in apparenza funziona, ma scatena nel professore dei cambiamenti sconvolgenti e imprevedibili. La puntata segna il debutto di Mark Gatiss in Doctor Who come attore, anche se aveva già prestato alla serie le sue doti di scrittore.

Oltre al Professor Lazarus, Mark Gatiss appare in altri due ruoli nel corso di Doctor Who, solo più “nascosti”. Nell’episodio Victory of the Daleks, da lui sceneggiato, presta la voce al pilota Danny Boy (che ritorna brevemente anche in A Good Man Goes to War) mentre, in The Wedding of River Song, interpreta sotto a un pensante trucco l’alleato del Silenzio Gantok, contro cui il Dottore gioca un’elettrizzante partita a scacchi.

An Adventure in Space and Time è stato scritto da Mark Gatiss in occasione dei 50 anni di Doctor Who. Il film narra della nascita della serie, del suo incredibile successo e degli anni del Primo Dottore, William Hartnell, interpretato da uno strepitoso David Bradley.

Nel corso del film appaiono in diversi camei alcuni degli attori della serie classica, come William Russell, Carole Ann Ford, Jean Marsh e Anneke Wills. È possibile anche vedere brevemente il Secondo Dottore, Patrick Troughton, interpretato dal membro della League of Gentleman Reece Shearsmith.

Per parlare di Sherlock, serie creata da Steven Moffat e Mark Gatiss, ci vorrebbero giorni. Forse settimane. Ma qui cercherò di essere breve. Innanzitutto, se non l’avete ancora guardata, fatelo. Ora. Smettete pure di leggere e correte.

Moffat e Gatiss hanno scelto di creare la serie partendo dalla loro comune passione nei confronti delle opere di Arthur Conan Doyle, e di tutti i successivi adattamenti, decidendo però di ambientarla non nella Londra Vittoriana, bensì in quella dei giorni nostri. Sherlock è diventata immediatamente un cult, lanciando nel contempo le carriere di Benedict Cumberbatch e Martin Freeman, che interpretano rispettivamente Sherlock Holmes e John Watson.

Mark Gatiss ha scritto per la serie – che è composta da soli tre episodi di 90 minuti per stagione – The Great Game (2010), The Hounds of Baskerville (2012), The Empty Hearse (2014), e The Six Thatchers (2017). Ha inoltre scritto insieme a Moffat lo Speciale di Natale The Abominable Bride (2016) e il finale della quarta stagione The Final Problem (2017). Moffat, Gatiss e Steve Thompson hanno scritto insieme l’episodio The Sign of Three (2014). Infine, è anche firmato da Gatiss il minisodio Many Happy Returns (2013), una sorta di prequel di The Empty Hearse.

Mark Gatiss appare nella serie anche nelle vesti di attore: interpreta infatti Mycroft Holmes, fratello maggiore e non meno geniale di Sherlock, che ricopre un incarico di rilievo nel Governo Britannico.

1814. James Delaney, dato per morto, torna a Londra in occasione del funerale del padre, creando profondi sconvolgimenti sia a livello famigliare, che a livello politico. Dal genitore ha infatti ereditato Nootka Sound, una striscia di terra americana che fa gola alla Gran Bretagna, agli Stati Uniti e, soprattutto, alla Compagnia delle Indie Orientali.

Taboo è una serie creata da Tom Hardy – che ne interpreta il protagonista in modo magistrale – da suo padre Chips Hardy e dal regista e sceneggiatore Steven Knight (che con l’attore aveva già lavorato in Locke e in Peaky Blinders), ed è diventata un cult in brevissimo tempo. È ambiziosa ed eccessiva, affascina e inquieta al tempo stesso; alterna macchinazioni politiche e rozze taverne, appartamenti reali e bordelli dei bassifondi. Sono molte le scene violente e/o esplicite (se il titolo è “Taboo”, c’è un motivo e… no, il gioco da tavola non c’entra), e la ricostruzione di un’epoca storica in cui le norme igienico-sanitarie erano decisamente… diverse dalle nostre è particolarmente accurata. Per cui, pur essendo una serie a mio parere molto interessante, non mi sento di consigliarne la visione a chi si sentisse turbato dagli elementi sopraccitati.

Ma, in tutto ciò… che c’entra Mark Gatiss? Ebbene, quasi irriconoscibile sotto a un trucco pesantissimo (vedere la foto qui sotto per credere), l’attore interpreta il Principe Reggente del Regno Unito, futuro Re Giorgio IV.

Nel 2013 Mark Gatiss ha fatto parte del cast di una produzione teatrale della tragedia di Shakespeare Coriolanus. Caio Marzio Coriolano, qui interpretato da Tom Hiddleston, è un valoroso generale romano che aspira alla carica di console, ma che è tanto abile in battaglia quanto inadatto alla carriera politica, soprattutto per i continui scontri che lui, patrizio, ha con il popolo.

Gatiss ricopre il ruolo del senatore Menenio Agrippa, amico di Coriolano e, contrariamente a lui, esperto politico. Per l’interpretazione, l’attore ha ricevuto una nomination ai Laurence Oliver Awards come Miglior Attore non Protagonista.

Felicity Jones

Felicity Jones è una delle attrici del momento grazie alle sue interpretazioni in film come The Theory of Everything e Rogue One, solo per citarne alcuni. Tuttavia, la sua carriera è cominciata già qualche anno fa e, nel 2008, Felicity è apparsa anche in un episodio della quarta stagione di Doctor Who, The Unicorn and the Wasp, in cui ha interpretato Robina Redmond.
Ma scopriamo qualcosa in più su di lei!

Felicity Rose Hadley Jones nasce il 17 ottobre 1983 in Bournville, a sud di Birmingham. Comincia a manifestare interesse per la recitazione fin da bambina, anche grazie a suo zio Michael Hadley, che è un attore. Frequenta a 11 anni il laboratorio Central Junior Television e, l’anno dopo, debutta nel film The Treasure Seekers (1996). Nel 1998 e 1999 è Ethel Hallow nella serie The Worst Witch, ruolo che poi riprende nel sequel Weirdsister College (2001-2002). Nel frattempo frequenta la Kings Norton Girls School e la King Edward VI Handsworth School, per poi iscriversi al Wadham College di Oxford, dove si esibisce in The Comedy of Errors per la Oxford University Dramatic Society (2005).

Altre rappresentazioni teatrali in cui appare negli anni sono That Face (2007), The Chalk Garden (2008) e Luise Miller (2011).
In televisione lavora in Servants (2003), nell’episodio di Doctor Who The Unicorn and the Wasp (2008), nel serial The Diary of Anne Frank (2009) e nella puntata Role Play di Girls (2014).

Recita in moltissimi film, sia televisivi che cinematografici, tra cui possiamo ricordare Northanger Abbey (2007), Brideshead Revisited (2008), Flashbacks of a Fool (2008), Chéri (2009), The Tempest (2010), Cemetery Junction (2010), Soulboy (2010), Hysteria (2011), Chalet Girl (2011), The Invisible Woman (2013) e Amazing Spider-Man 2 (2014). Nel 2011 la sua interpretazione di Anna in Like Crazy le fa ottenere numerosi riconoscimenti, tra cui il premio speciale della giuria al Sundance Film Festival. Anche la sua performance in The Theory of Everything nei panni di Jane Wilde Hawking, moglie di Stephen Hawking, qui interpretato da Eddie Redmayne, è un enorme successo, e l’attrice riceve nomination per Golden Globe, SAG, BAFTA e Oscar.

Nel 2016, Felicity ha interpretato Sienna Brooks in Inferno, la madre del protagonista Conor in A Monster Calls (a breve in uscita anche in Italia con il titolo 7 minuti dopo la mezzanotte) e, soprattutto, Jyn Erso in Rogue One, film ambientato nell’universo di Star Wars. Lo stesso anno, ha ricevuto il BAFTA Britannia Award come British Artist of the Year.

The Unicorn and The Wasp (2008) è il settimo episodio della quarta stagione di Doctor Who. Donna e il Decimo Dottore si ritrovano negli anni Venti a un party esclusivo, in cui l’ospite d’onore è la grande Agatha Christie (interpretata da Fenella Woolgar). La piacevole occasione viene però sconvolta quando una vespa gigante capace di assumere forma umana (e, quindi, di nascondersi tra gli ospiti) comincia a uccidere gli invitati, con un modus operandi che ricorda curiosamente proprio le opere della scrittrice. Le indagini hanno inizio.

L’episodio, scritto da Gareth Roberts e diretto da Graeme Harper, mescola sapientemente elementi storici – come la reale scomparsa di Agatha Christie nel 1926, durata dieci giorni – con il giallo e alcuni momenti horror/fantascientifici.

Ed ecco Felicity Jones in The Unicorn and the Wasp, nei panni di Robina Redmond! Lady londinese sempre presente alle migliori feste dell’alta società, Robina in realtà è molto più di quello che appare e, pur essendo un personaggio secondario, ha un ruolo chiave nell’intreccio dell’episodio. È infatti lei l’Unicorno del titolo, l’abile ladro – anzi, ladra – di gioielli che non ha mai sbagliato un colpo… finora.

Catherine è una giovane con la passione per i romanzi gotici e una fervida immaginazione che si trasferisce per un periodo a Bath e, per la prima volta, si ritrova ad affrontare la società cittadina. La sua inesperienza nel nuovo ambiente e la sua vivida fantasia, che spesso la porta a rileggere la sua vita come se fosse un romanzo, la condurranno a parecchi fraintendimenti nei confronti delle sue nuove conoscenze.

Northanger Abbey è una trasposizione del 2007 dell’omonimo romanzo di Jane Austen, il primo a essere da lei completato, anche se fu pubblicato solamente dopo la sua morte.

A interpretare la protagonista Catherine Morland è Felicity Jones; il resto del cast comprende JJ Feild, Carey Mulligan e Liam Cunningham.

Prospero, Duca di Milano, è stato deposto dal fratello ed esiliato su un’isola remota insieme alla figlia Miranda.
Anni dopo, avendo scoperto che il fratello sarebbe passato in nave proprio vicino all’isola, con l’aiuto della magia scatena una tempesta per farlo naufragare, al fine di riottenere ciò che era suo.
Così inizia La Tempesta, una delle ultime opere di Shakespeare, che mescola in modo affascinante incantesimi, magia e forze sovrannaturali con vicende famigliari e amorose.

Tra i molteplici adattamenti, segnalo il film del 2010 di Julie Taymor per una particolarità: il personaggio di Prospero diventa una donna, Prospera, interpretata da Helen Mirren. Felicity Jones è invece la figlia Miranda.
Nel cast sono anche presenti Alan Cumming, Alfred Molina, Ben Whishaw e Djimon Hounsou. 

Anna è inglese, Jacob americano. Si conoscono a Los Angeles, dove entrambi studiano, e si innamorano. Quando la ragazza decide di restare negli USA nonostante il visto scaduto e, una volta scoperta, viene costretta a tornare a casa, la grande distanza, le difficoltà burocratiche e gli impegni quotidiani cominciano a minacciare la loro relazione.

Se ci si basa unicamente su questo riassunto, Like Crazy (2011) non sembra così dissimile da un qualsiasi dramma romantico, ma il punto non è tanto la trama – piuttosto semplice – quanto il come viene raccontata. Innanzitutto, entrambi gli sceneggiatori Ben York Jones e Drake Doremus, che è anche regista, hanno vissuto delle relazioni a lunga distanza, a cui si sono ispirati per rendere il film il più autentico possibile. Particolare importanza ha anche la scansione del tempo: la storia di Anna e Jacob ci viene mostrata attraverso una serie di episodi nell’arco di anni della loro vita, e probabilmente non sono gli episodi che ci aspetteremmo. Non vediamo mai come si sono conosciuti, o il loro primo bacio. Da una scena all’altra i loro rapporti cambiano moltissimo a causa di eventi che noi possiamo solo intuire, ma che non ci sono mostrati. Spesso in scena appaiono solo loro due e, se sono con altre persone, è raro riuscire a vederle in volto, o addirittura messe a fuoco, a meno che non siano importanti per i protagonisti (i genitori di Anna, ad esempio). Like Crazy vuole insomma essere non un semplice racconto, ma una riflessione sull’amore, sulle scelte importanti nella vita, sulla crescita e sulla maturazione.

Felicity Jones ovviamente interpreta Anna, mentre il compianto Anton Yelchin è Jacob. Nel cast è anche presente Alex Kingston, la nostra River Song, nei panni di Jackie, madre della ragazza.

The Theory of Everything è un film del 2014 che narra la vita di Stephen Hawking, dalle prime geniali intuizioni scientifiche al suo successo, dalla malattia, con le crescenti difficoltà che essa ha comportato, al suo rapporto con amici e famigliari. Al centro della vicenda, però, c’è soprattutto il rapporto tra Stephen e sua moglie Jane: il loro primo incontro, il matrimonio, i figli, la loro grande storia d’amore, al tempo stesso diversa e non dissimile dalle altre. Il film è infatti tratto dal libro Travelling to Infinity: My Life With Stephen, scritto dalla stessa Jane Wilde Hawking, e riesce nel delicato compito di porre i due personaggi principali sullo stesso piano, senza che uno offuschi l’altro, e di essere un biopic piuttosto fedele alla realtà senza disdegnare il romanticismo.

Nei panni di Stephen Hawking troviamo Eddie Redmayne – che ha vinto un Oscar per la sua performance – e, in quelli di Jane, Felicity Jones, che ha vinto il premio come Miglior Rivelazione al Toronto International Film Festival ed è stata candidata a Oscar, Golden Globe e BAFTA (solo per citarne alcuni).

Tutti sappiamo come comincia Star Wars. La coraggiosa Principessa Leia, leader della Ribellione, viene catturata dal malvagio Darth Vader e fatta prigioniera dell’Impero. Prima, però, riesce a nascondere i piani segreti della nuova arma imperiale Death Star (o Morte Nera, in italiano), di cui la ribellione è venuta in possesso.
Non c’è bisogno di dire altro, il resto è storia. Ed è qui che, quasi quarant’anni dopo l’uscita del primo film, si colloca Rogue One. Anzi, si colloca leggermente prima, spiegando quando e come questi piani siano stati effettivamente ottenuti dai ribelli.

Rogue One è un film del 2016 diretto da Gareth Edwards ed è a metà tra uno spinoff di Star Wars, ambientato nello stesso universo narrativo, e un vero e proprio prequel di Episodio IV. Narra le vicende di un gruppo di persone che, quasi per caso, si trova riunito nella missione quasi impossibile di rubare i piani della Morte Nera. A capo dell’impresa, la coraggiosa Jyn Erso, interpretata da Felicity Jones.

Jyn è la figlia dell’ingegnere che ha progettato l’arma micidiale, ha perso la famiglia da bambina, ed è cresciuta un po’ con un gruppo di ribelli estremisti, un po’ da sola. La sua vita ha plasmato il suo carattere duro e disincantato, che sembra però ritrovare un po’ di speranza grazie alla missione che decide di compiere.

A Monster Calls, noto in Italia come Sette Minuti dopo la Mezzanotte, è un film del 2016, uscito recentemente anche nei nostri cinema. È tratto dall’omonimo romanzo di Patrick Ness, che ha scritto anche la sceneggiatura, autore già noto a noi Whovians per lo spinoff Class.
Narra le vicende di Conor, un ragazzino che sta vivendo un momento particolarmente difficile della sua vita a causa della grave malattia della madre e di altri problemi che affronta sia in famiglia che a scuola. All’improvviso comincia a ricevere le visite del grande albero che vede dalla sua finestra che ogni notte, sette minuti dopo la mezzanotte, prende vita e gli racconta alcune storie misteriose, aggiungendo però che alla fine dovrà essere Conor a narrare la propria storia a lui.

Fantasy dark che non ha paura di toccare argomenti drammatici, A Monster Calls è un racconto di crescita su come affrontare le proprie paure, il dolore e la verità.
Lewis MacDougall è Conor, mentre Felicity Jones intrepreta sua madre. Nel cast ci sono anche Sigourney Weaver nel ruolo della nonna e Liam Neeson, che nella versione originale presta la voce all’albero.

2019

Letitia Wright

Letitia Michelle Wright nasce il 31 ottobre 1993 a Georgetown, in Guyana. All’età di 7 anni si trasferisce con la famiglia nel quartiere di Londra Tottenham, dove comincia gli studi.

Si interessa alla recitazione guardando il film Akeelah and the Bee (2006), con protagonista la giovane Keke Palmer. Comincia così a mandare mail a diversi agenti, fino a essere presa per piccoli ruoli. Nel 2011 recita nelle serie Holby City e Top Boy, oltre che nel film Victim; l’anno successivo si fa notare per la sua interpretazione in My Brother the Devil, per cui viene riconosciuta tra le Stars of Tomorrow da Screen International. Negli anni successivi recita in varie serie, come Coming Up (2013), Chasing Shadows (2014), Banana e Cucumber (2015), Doctor Who, nell’episodio Face the Raven (2015), e Humans (2016). Nel frattempo, per il film Urban Hymn viene inserita dalla British Academy of Film and Television Arts nel gruppo dei BAFTA Breakthrough Brits del 2015, e viene notata anche da Hollywood.

Nel frattempo ha purtroppo dei problemi di depressione, che la costringono a prendersi una pausa dalla recitazione, e che riesce a superare grazie al suo incontro con il Cristianesimo.
La sua consacrazione come attrice arriva tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, grazie alla sua partecipazione a un episodio di Black Mirror, Black Museum, e all’ingresso nel Marvel Cinematic Universe.
Nel MCU interpreta la geniale principessa Shuri, prima in Black Panther e poi in Avengers: Infinity War.
Sempre nel 2018, recita nei film The Commuter e Ready Player One, e nel video musicale della canzone Nice for That di Drake.
Fra pochi mesi sarà di nuovo parte del mondo Marvel in Avengers: Endgame.

Letitia Wright in Black Museum e Black Panther

Tatuaggi cangianti, strade civetta, ragazzine immortali e corvi non troppo amichevoli: Face the Raven (2015) è un episodio ormai entrato nella storia di Doctor Who per svariati motivi. Qui Letitia Wright appare in un breve ma fondamentale ruolo: Anahson, una ragazza aliena della specie Janus, con due volti; dato che solo le donne Janus hanno la capacità di vedere passato e futuro, sua madre Anah l’ha sempre fatta passare per un maschio, per evitarle la vita di schiavitù che era toccata a lei.

Un’auto sfreccia nel deserto americano. Dentro c’è una ragazza inglese, Nish – Letitia Wright, ovviamente – appena arrivata negli States per il compleanno del padre. Si ferma a una stazione di benzina abbandonata… e rifornisce l’auto grazie a un pannello solare, perché siamo nel futuro. Mentre attende che la carica sia completa, decide di visitare un museo del crimine lì vicino: l’ambientazione è volutamente inquietante, così come il proprietario del luogo, che le fa da cicerone… dobbiamo temere per lei? In fondo, stiamo guardando Black Mirror, dove i twist sono dietro l’angolo!

Black Museum (2017) è l’ultimo episodio della quarta stagione della serie, e ne costituisce praticamente una summa, con riferimenti più o meno velati a puntate del passato e una trama principale che continua a dividersi, disseminando allo stesso tempo tanti piccoli indizi per arrivare al finale.
Per il ruolo di Nish, Letitia ha ricevuto una nomination agli Emmy Awards come Outstanding Supporting Actress.

Lo stato africano del Wakanda ha sempre avuto una politica di chiusura nei confronti del resto del mondo, volta a celare la sua ricchezza e il suo incredibile avanzamento tecnologico. Quando il giovane T’Challa diventa re, si trova ad affrontare da una parte la scelta se aprirsi al mondo o rimanere nascosti, dall’altra alcuni segreti del passato che stanno tornando in superfice.
Questa, molto all’osso, è la trama di Black Panther (2018), film del Marvel Cinematic Universe in cui Letitia Wright interpreta la giovane ma geniale principessa Shuri, sorella di T’Challa e scienziata, medico, inventrice… oltre che abile guerriera. Per il ruolo, l’attrice ha vinto un Teen Choice Award.

Black Panther è stato seguito pochi mesi dopo da Avengers: Infinity War, film corale e altamente spettacolare che riprende le fila di una trama orizzontale sviluppata in dieci anni di film Marvel.
Infinity War è stato un po’ il film “simbolo” del 2018 – almeno per quanto mi riguarda – e non riuscirei mai a parlarvene in modo esauriente in queste poche righe… per cui mi concentrerò sul ruolo di Letitia Wright: Shuri appare brevemente per dare il suo indispensabile contributo scientifico… ma entro la fine del film avrà anche lei la possibilità di mostrare le sue doti in battaglia.
L’attrice tornerà nei panni della principessa anche nel sequel Avengers: Endgame, in uscita ad aprile.

Daniel Kaluuya

WIP

Daniel Kaluuya in Get Out, Black Mirror, Sicario e Black Panther

Keleey Hawes

Simon Pegg

Gugu Mbatha-Raw

Mark Addy

Alan Cumming

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