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THE PYRAMID AT THE END OF THE WORLD, recensione di Six

Su Moffat si possono dire tante cattiverie, la metà di quante ne meriti, per la verità, ma di sicuro ci sta mettendo impegno! La puntata vuole essere un fuori dagli schemi e comincia bene, addirittura prima dell’inizio!
In un mondo, quello delle serie tv, dove le due parole più sentite sono “previously on”, avere il riassunto della puntata precedente inframezzato dall’appuntamento (stavolta dal vivo, perché, onestamente, gli appuntamenti virtuali sono stupidi) tra Bill e Penny è qualcosa di totalmente nuovo, che mi ha subito spiazzato.
Ma questa vichyssoise non mi avrebbe impressionato, se non avesse introdotto un episodio degno di nota, quanto meno.

In soldoni, gli annunciati Monaci, invece di invadere la Terra, si prendono il loro tempo. Questo spiazza un Dottore già vulnerabile per la propria cecità, che arriva al punto di far attaccare militarmente il nemico e sappiamo quanto raro sia che il Dottore giochi di attacco. Inoltre la puntata gioca d’anticipo contro l’obiezione che avrei subito sollevato: come si può pensare di conquistare un mondo dove esiste il Ghost, ripoff di Superman, virtualmente invincibile? Non con la forza, non con l’intelligenza, ma con l’amore, sfruttando il punto debole della razza umana e dello stesso Dottore.

Certo, normalmente, neanche questo avrebbe fermato il Signore del tempo forgiato dal fuoco di mille battaglie, ma la propria cecità lo mette in svantaggio rispetto al solito: intrappolato in un laboratorio in fiamme, tutto quello che dovrebbe fare è inserire un codice che, però non può leggere. E la companion, per ridargli la vista, decide di chiedere aiuto ai Monaci, dando il consenso e, quindi, le chiavi della Terra.

Voto: 8 cammelli d’oro e un ceppo batterico che fa spuntare le gobbe.

Ma soffermiamoci sul vero villain di una puntata di questo tipo: il responsabile della sicurezza di un laboratorio biochimico che, non soltanto non fa effettuare controlli al personale (passino gli occhiali, ma essere tanto ubriachi da non mettere il casco della tuta?!), ma ha un sistema di areazione che bypassa la quarantena (sul serio?!) e nessuna camera di sterilizzazione (o, santo cielo, una doccia di emergenza!) uscendo fuori dall’area contaminata! Tu, sir, non stai facendo il tuo lavoro!

E la mia teoria? Ogni puntata un Dottore? Beh, avete presente “Bill, ho fatto un errore, è giusto che ne paghi il prezzo”? È la morale di “The Planet of the Spiders”, puntata che chiude l’era del terzo, leggendario, affascinante, atletico, eroico e unico dottore, Jon Pertwee. UNIT, laboratori, “farò di te una scienziata”, sono tutte lettere dell’alfabeto dell’era del dottore/agente segreto. Con una dittatura aliena forzata, il Maestro sotto i riflettori e un Dottore in fuga, la prossima puntata potrebbe ricalcare “The Sound of Drums” e introdurre nella teoria un dottore della nuova serie, il decimo.

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