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IL PRIMO IMPERO TERRESTRE, ASCESA E CROLLO

IL PRIMO IMPERO TERRESTRE, ASCESA E CROLLO

 

Con il nuovo secolo inizia la conquista di vere e proprie colonie al di fuori del nostro sistema solare di cui sfruttare le risorse e in cui costruire comunità, come quella di Azure nel 2116 [Nightmare of Eden, 1979]. Nel 2164, la Terra ha nel frattempo subito l’invasione dei malvagi Dalek, altra icona intramontabile della serie, ma con coraggio organizza una resistenza che riesce infine a liberarsene [The Dalek Invasion of Earth, 1964]. Questo mette a disposizione dell’umanità le tecnologie lasciate dagli invasori, ma potrebbe aver creato un parziale isolamento fra la Terra e le sue colonie, che sembrano infatti via via organizzarsi in modo sempre più autonomo.

 

La vita sulle colonie è spesso degna di un romanzo distopico. Negli anni Ottanta, in una vera e propria satira contro il Primo Ministro Thatcher, gli autori della serie propongono scenari orwelliani, come in Vengeance on Varos (1985), datato alla fine del XXIII secolo, in cui il popolo è schiavo dei mass media e attraverso una TV interattiva vota le migliori torture ed esecuzioni subite dagli oppositori del governo, o in The Happiness Patrol (1988), ambientato due secoli più tardi, in cui esiste una legge che impedisce ai cittadini di mostrare tristezza: emblematica la scena in cui il TARDIS viene colorato di rosa perché il colore blu è bandito dal pianeta, chiamato Terra Alfa.

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Altrove queste società vengono fondate ricreando atmosfere di epoche passate, come a voler mantenere la propria identità anche in questi luoghi tanto remoti. Sulla colonia di Uxarieus, che il Dottore visita nel 2472, si respira aria di Far West [Colony in Space, 1971], mentre in The Androids of Tara (1978) i coloni hanno ricreato uno stile di vita medievale, in cui le classi più agiate rifuggono la tecnologia, che viene quindi relegata alle classi inferiori -intelligente metafora su come siano a tutti gli effetti le persone più umili a far andare avanti la società. L’aria di nostalgia ci spinge a collocare qui il treno spaziale chiamato Orient Express, che riproduce nei minimi dettagli l’originale e i cui passeggeri, abbigliati a tema, possono ascoltare una raffinata versione di Don’t Stop Me Now dei Queen [Mummy on the Orient Express, 2014]. Nell’universo di Doctor Who la musica, la letteratura e l’arte in ogni sua espressione, patrimonio inestimabile della specie umana, dimostrano di resistere al passare del tempo.2f

Continua l’esplorazione di mondi sempre più lontani e spesso pericolosi, come il pianeta Telos – dove una spedizione archeologica ritroverà i temuti Cybermen in una “tomba” sotterranea [The Tomb of the Cybermen, 1967]. In altri casi sono gli umani a rivelarsi una minaccia per i popoli nativi: i membri della prima spedizione sulla Sense-Sphere tentarono di sterminare i Sensorite con il veleno, e un pericoloso assassino terrestre riuscì a sabotare il primo contatto con gli abitanti di Dido [The Sensorites, 1964); The Rescue, 1965].

 

 

Nonostante ciò, tra il XXV e il XXVI secolo viene fondato l’Impero Terrestre. Le implicazioni sono molteplici, anche solo dal punto di vista politico, militare e burocratico: tutto viene considerato da un punto di vista più ampio, nel bene e nel male. Sappiamo per certo che nel 2526 viene tenuta una conferenza tra umani e altre razze per fronteggiare la minaccia dilagante dei Cybermen [Earthshock, 1982], e che nel 2540 la Luna è una colonia penitenziaria [Frontier in Space, 1973]. Questa organizzazione centrale giustifica la costruzione di un faro spaziale terrestre [The Space Pirates, 1969], e l’istituzione dei Marine Space Corps [Death to the Daleks, 1974]. La ricerca di materie prime di vario genere nello spazio si fa sempre più vasta, ma non sempre l’Impero si comporta in modo virtuoso: emblematica è la colonizzazione del pianeta Delta, i cui abitanti sono costretti dagli umani a trasferirsi su una loro luna, per poi rischiare di essere uccisi quando i loro invasori vogliono il metano contenuto nel satellite. Fortunatamente, il Dottore è lì per salvarli [The Power of Kroll, 1978-1979].

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Siamo ormai nel XXIX secolo, in cui tra le colonie possiamo annoverare il pianeta Kaldor [The Robots of Death, 1977], e durante il quale le esplorazioni non si fermano: in The Chase (1965) sul pianeta Mechanus il Dottore e i companion incontrano Steven, astronauta precipitato lì con la sua nave ben due anni prima.

 

L’Impero Terrestre finisce proprio nel XXIX secolo, quando la Terra è colpita da un brillamento solare e gli umani sono costretti ad abbandonarla. Ogni Nazione trasferisce i propri abitanti su delle gigantesche astronavi, che viaggiano nello spazio per trovare nuovi mondi abitabili. Non sappiamo con esattezza quando termini la loro ricerca; l’unica data certa è il 3295, quando il Dottore si ritrova sull’astronave della Gran Bretagna, ancora in viaggio [The Beast Below, 2010].

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La Federazione Galattica, di cui la Terra è membro fondatore, prende dunque le redini, mantenendo la pace tra le diverse razze e regolando gli scambi commerciali. Ogni pianeta mantiene comunque la propria sovranità e le proprie leggi, purché non violino lo statuto della Federazione.  Una volta di nuovo abitabile, la Terra torna ad inviare i propri delegati presso la sede centrale, che nel 3375 è situata su Alpha Centauri. Nella serie possiamo assistere a una conferenza della Federazione sul pianeta Peladon che accoglie quest’ultimo come nuovo membro, e alla lotta contro l’organizzazione terroristica Galaxy 5 per assicurarsi il controllo di preziose miniere [The Curse of Peladon, 1972; The Monster of Peladon, 1974].

 

Ripopolata, anzi sovrappopolata, quasi un millennio più tardi dalla catastrofe la Terra è pronta a riprendere il controllo della galassia, fondando nel XLII secolo il Secondo Grande e Munifico Impero Terrestre [Planet of the Ood, 2008] che si estenderà in ben tre galassie.

A cura di Francesca Polizzi

Prosegue in : TUTTO CAMBIA

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