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THE WITCHFINDERS – recensione di Six

S11E08 – Recensione di Six

Ho di nuovo chiesto di scambiarmi di posto per la recensione del lunedì perché, effettivamente, il target di una recensione senza spoiler è sempre estremamente ridotto e non è carino pubblicare qualcosa senza poi avere commenti, diventa una mansione arbitraria, ma per “fortuna” mancano solo due episodi oltre a questo e sarà finita. Per capodanno, vi scordate che il 2 sia io di turno, emoji del cuoricino.

The Witchfinders. Va beh, mi sento almeno di dirvi che è ambientato nel passato e, per un secondo, stavo per dire “non avete guardato la classica, re Giovanni d’Inghilterra era un robot!!!”, ma no, avevo capito male il nome. “The King’s Demons” per saperne di più e godetevela due volte immaginando che, mentre il quinto dottore affronta il Maestro alla corte del re, il dodicesimo sta facendo una gara di tiro con l’arco con Robin Hood. Torniamo alla puntata. Sicuramente ci sono ancora dei problemi di ritmo, ma molto più contenuti rispetto ad altre puntate e, in generale, la puntata non annoia. Mi sembra quasi un grande risultato poter dire che non annoi, ma pare essere comune denominatore solo delle puntate firmate Chibnall, questa è di Joy Wilkinson. Uhm. Non ci sono molte informazioni su questa autrice, ma è sicuramente esperta di dottori (ha scritto per una specie di ER britannico), condivide il cognome con la mia personale scelta di rasoi e, soprattutto, è una donna. Una donna. Che scrive di Doctor Who, ora che è una donna. È così semplice ed elegante, perché non è stata chiamata in causa prima?!

Okay, scusate, sto un po’ scherzando, ma c’è un fondo di verità, perché si è permessa di caratterizzare il Dottore non come un angelo asessuato, ma dandole dei risvolti femminili che erano semplicemente assenti prima e, al contempo, facendole “sporcare le mani”. Certo abbiamo visto Jodie saltare, correre, piantare dita in gola di gente per immobilizzarle, ma era molto spesso un’immagine sterile, mentre qui la troviamo buttarsi attivamente nella mischia. Sapete, quel sentimento che si prova quando 10 lecca le cose o 12 palpa la tecnologia zygon. E boh, se un Dottore maschio ha un ego mostruosamente grande, ci sta che un Dottore femmina faccia frecciate acide! Se vuoi caratterizzare un personaggio verso un’identità di genere sono cose che lo rendono credibile, per quanto stereotipate! Brava!

Ok, c’è anche stata la Blackman a scrivere per la serie, ma sospetto fortemente che si sia occupata solo del lato politico di Rosa.

Comunque, per ricapitolare, The Witchfinders non annoia, ha un piccolo problema di ritmo, risplende per la caratterizzazione del team TARDIS, ma riduce un po’ a macchietta gli altri, ha una bella svolta narrativa, ma è arbitrario alle volte, in un alto e basso che lo rende un episodio un po’ nel mezzo. Sicuramente, in questa stagione contrassegnata da 4 episodi mostruosamente noiosi e dolorosi da recensire, spicca come un punto alto, giocandosi la seconda posizione con la premiere e Rosa. Può sembrare un giudizio duro, specie sulla puntata Black Lives Matter, ma il fatto è che, alla fine della giornata, questa è una puntata che potrei riguardare volentieri.

Ah, questa era anche la puntata fatta per la giornata contro la violenza sulle donne. Questo si può notare, ma credo che, nel complesso, non abbia fatto la parte del leone nella puntata, che non sembra troppo impegnata politicamente. Ah e, per la prima volta, vediamo il Dottore zittita come azione misogina! Non è una cosa da nascondere sotto al letto, la misoginia esiste ed è esistita, può addirittura farla risaltare perché la spunta con quello svantaggio extra! E c’è Graham con un cappello buffo! Dai, era carina.

Wilkinson tornerà a portarci via in “It Takes You Away” nella prossima puntata, ma fino ad allora, stay tuned, stay TARDIS, ciao dal vostro

~Six

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